Vigilia di Natale che vede i grillini indaffarati, c’è stato l’esordio ufficiale del candidato sindaco, designato dall’uscente Piccitto, pardon, dal Movimento 5 Stelle in una politica di continuità, che con la fascia tricolore ha presenziato al primo appuntamento ufficiale per l’inaugurazione dell’ennesima mostra di abiti antichi al Castello di Donnafugata.
Ma nell’euforia della festa e, forse, della designazione, non tutto è andato per il giusto verso, considerato che siamo proprio all’esordio.
Il vicesindaco Iannucci ha dimostrato di saperci fare con spettacoli, organizzazione di eventi e anche con la politica, alla luce della recente investitura che, come ci ha assicurato il sindaco, gode dell’avvallo dei vertici del movimento e ha già fatto sbollire le prime timide agitazioni dei grillini ragusani.
Ora deve capire che non è più questione di fidati e dì fedeli funzionari, impresari e agenzie di spettacolo, gente di sport, ma per affrontare la campagna elettorale, praticamente iniziata, serve esperta di comunicazione e considerato che quelli che ci sono in scadenza di mandato e in odore di non rinnovo, occorre essere svegli.
Questa vigilia inizia con l’inaugurazione della mostra al Castello di Donnafugata sulla Bella Époque: pubblico inesistente per un avvenimento così importante, se non altro perché ‘inventato’ dal mago del Castello, l’architetto Nuccio Iacono, un esordio ufficiale che doveva essere impreziosito da ben altre presenze.
Iannucci che ha navigato nei palazzi aviti di Ibla, fra Dramma Antico e Barbiere di Sivilglia, doveva meglio organizzare questo evento.
Allucinante, poi, che con il comunicato stampa, che giunge subito dopo l’inaugurazione a beneficio dei giornalisti, come al solito, che non vanno all’inaugurazione, arrivi una foto di un costume di carnevale che apprendiamo essere un abito in raso di seta, decorato con carte da gioco, appartenuto a Willy Ferrero, figlio di due giocolieri circensi e direttore d’orchestra già all’età di 6 anni.
Siamo consapevoli della nostra fondamentale ignoranza in materia, dovuta anche alla irrisoria conoscenza di nobili, cose nobili e di nobili, a differenza dell’illustre museologo, ma cosa ci azzecca l’abitino in raso di seta, ornato di carte da gioco, appartenuto ad un figlio di giocolieri, ancorché precoce direttore di orchestra, non riusciamo a comprendere.
Poi ci godiamo le recensioni a base del vestito di Franca Florio, ormai inflazionato nel contesto della mostra del Castello, e le solite smancerie sugli abiti della famiglia Arezzo nella dilagante abbondanza di abiti di tutt’altre persone, ancorché personaggi famosi, sulle impolverate casse della collezione (ma gli abiti li abbiamo viti arrivare nei cartoni dei rotoloni Regina…sempre scatoli aristocratici, comunque).
Ma in occasione di questa inaugurazione emerge un dato non certo confortante: la mostra resterà aperta fino alla fine del prossimo mese di marzo, ergo il Museo del Costume, almeno fino a quell’epoca, non sarà inaugurato. Un ritardo grave, nelle more del quale ancora la città non conosce la effettiva consistenza della collezione e del suo stato che è diventato un vero e proprio mistero.
In serata poi, caso finora raro, almeno secondo quanto riferiscono autorevoli consiglieri, il candidato sindaco designato varca la soglia della sede del Movimento 5 Stelle di Ragusa per lo scambio degli auguri con consiglieri e attivisti.
Foto di rito, postata dalla neo onorevole Stefania Campo che, però, pare, non fosse presente all’incontro, come non hanno presenziato altri importanti esponenti del Movimento che, pare, avevano assicurato di esserci.
Dalle immagini, ritroviamo a stretto contatto, felici e sorridenti quei consiglieri che, nel corso della penultima seduta di consiglio comunale, avevano chiesto un incontro immediato in sala giunta per capire meglio l’abdicazione e la designazione di Piccitto.
Come abbiamo avuto modo di riferire in altra parte del giornale, le agitazioni a caldo sembrano siano sbollite e si va uniti (?) verso il rinnovo delle cariche a Palazzo dell’Aquila, non prima di aver esitato la pratica ‘nazionali’ per le quali ci sono già consistenti movimenti, con gente addirittura a Roma, per accaparrarsi i posti che da soli potrebbero valere una elezione al parlamento nazionale.
Argomento delicato per i grillini, perché circolano voci non confortanti, negli ambienti a 5 Stelle: si vocifera che le nazionali potrebbero essere utilizzate per ‘ricompesnare’, per sistemare trombati e sconfitti delle recenti regionali, niente di più delle becere strategie, tanto criticate, degli altri partiti.
Anche per le amministrative di Ragusa ci sono tanti in attesa di confrontarsi con Iannucci per capire quali possano essere ruoli e cariche da rivestire nell’immaginario organigramma che, inevitabilmente, un nuovo sindaco, deve tracciare, e in anticipo.
In serata, poi, con straripamento di commenti sui social, fallimento del concerto degli Strike in una piazza San Giovanni desolata e desolante, segnale che, forse, qualcosa si è inceppato nel pur collaudato apparato del duo consolidato Iannucci – Cannizzo.
Pubblico scarsissimo, non lo diciamo noi che abbiamo visto la desolazione della piazza solo intorno alle ore 20, sui social qualcuno addebita il flop della serata a quei ragusani che vorrebbero il centro storico vivo solo a parole e che erano impegnati, forse, a inveire contro il sindaco e l’amministrazione sugli stessi social.
Però qualcuno, giustamente, dice, a che serve spendere tanti soldi se poi la gente non viene?
Ma qualcuno eccepisce che, spesso, si ripetono gli stessi nomi, qualcuno, come è sttao già fatto notare per alcune compagnie teatrali, parlano di parentele eccellenti che spingerebbero a portare alla ribalta, più volte, parenti e affini, molti si sono scagliati, dobbiamo dire giustamente, contro la mancanza di adeguata pubblicità per gli spettacoli, invero, come accaduto anche per la stagione teatrale al ‘Quasimodo’, sempre annunciata ma mai effettivamente fatta partire.
Ormai Natale sta passando, una occasione persa, che poteva servire per costruire le basi di una campagna elettorale in linea con quello che ci aveva fatto vedere, finora, Iannucci.
