Bagarre in consiglio comunale per gli esiti della Commissione di Indagine sui fondi residui della Legge su Ibla

Arrivano in aula gli esiti dei lavori della Commissione di Indagine sui fondi residui della Legge su Ibla.
Una questione che ha dominato la sindacatura Piccitto, sin dal dicembre 2013, quando i consiglieri Maurizio Tumino e Giuseppe Lo Destro sollevarono la mancanza di questi fondi residui.
Mancanza che fu confermata, e, anzi, meglio definita nei suoi contorni, da una conferenza stampa dell’assessore al bilancio, Martorana, che quantificò in 16 milioni di euro il ’disallineamento’, come lo definiva lui, di questi fondi.
Da quella conferenza stampa del 4 aprile 2014 si è dipanata una lunga storia, di tipica politica italiana, fatta di complicazioni burocratiche, di lunghi silenzi, di tentativi malcelati per invogliare a disinteressarsi della questione, di difficoltà ad accedere agli atti, di vuoti di memoria di politici e dirigenti del passato che, dopo anni, non ricordano nemmeno se erano a conoscenza dell’inghippo.
Evidente il tentativo, di tutte le forze politiche, di lasciare scemare l’interesse sulla questione, confermato dai tempi lunghi intercorsi fra la richiesta dell’istituzione di una commissione di indagine, risalente al novembre 2015, e il suo insediamento datato 13 ottobre 2016.
E qui nasce il primo grosso interrogativo della annosa vicenda: se può essere comprensibile il tentativo di far dimenticare la questione da parte di soggetti politici del passato, che, a vario titolo, possono aver avuto a che fare, anche indirettamente, con l’ammanco, anche solamente per esserne venuti a conoscenza come amministratori o come consiglieri comunali, non si riesce a comprendere perché i 5 Stelle, amministratori e consiglieri comunali, all’atto dell’inserimento, nella loro veste rivendicata di paladini della trasparenza, della legalità, della buona politica, non hanno voluto togliere il velo a così delicata questione.
Perché indugiare a sollevare eccezioni sulle scelte delle passate amministrazioni, perché rinnovare ipotesi di cambiamento senza approfittare di mettere in luce questo esempio lampante di cattiva amministrazione, questa evidenza che qualcuno, ad un certo punto della lunga storia della Legge su Ibla, tralascia di considerare che i fondi ella stessa sono vincolati e, invece, li utilizza per altre destinazioni.
Non ci sarebbe stato altro da dire sulla diversità dei 5 Stelle da tutto il resto del panorama politico: bastava portare ad esempio la palese violazione di un obbligo di legge per screditare, forse definitivamente, tutta la classe politica del passato.
E siamo fermi sempre alla condizione, che sembrava assodata, che i fondi erano solo stati utilizzati per altre destinazioni, all’interno del bilancio comunale.
Una prima lettura della relazione e i primi commenti lasciano ora trapelare anche la possibilità che possa essere rimasta ignota la destinazione di buona parte dei fondi, ipotesi che solleverebbe delicatissimi interrogativi sulle responsabilità di quello che non sarebbe più un disallineamento, una distrazione di fondi, ma un vero ammanco, la scomparsa di fondi residui senza che si possa avere contezza di come sono stati utilizzati.
Evidente che se così fosse, come qualche consigliere comunale ha voluto sottolineare, la faccenda assumerebbe contorni del tutto diversi.
Per questi motivi, legati anche al fatto che solo alla fine della seduta risultava pubblica la documentazione relativa agli esiti della Commissione, composta dalla relazione finale e dai relativi allegati, non ci sentiamo di rendere conto, al momento dei risultati ai quali sarebbe pervenuto l’organo comunale inquirente.
Ci possiamo limitare ad evidenziare che, dalla relazione, letta in aula dal Presidente della Commissione, il consigliere Giovanni Iacono, e da quella tecnica, letta dal segretario della Commissione, il vicesegretario generale, dott. Lumiera, emergono le evidenze delle diverse audizioni, dei vecchi amministratori che non hanno voluto rispondere all’invito per essere ascoltati sull’argomento, delle palesi ed enormi difficoltà che hanno incontrato i commissari, e anche la consulente, per espletare il loro mandato e potere godere delle documentazioni richieste che, quando sono arrivate, sono pervenute con ritardi enormi.
Già dalla relazione si evincono periodi ben precisi, anni per i quali è facile identificare sindaco e amministratori, è stato messo un punto fermo al bilancio nel quale, per la prima volta, fu ‘dimenticato’ il vincolo per i fondi della Legge su Ibla, ma, come abbiamo accennato, non riteniamo che si possano fare facilmente dei nomi.
Innanzitutto perché ci sono tanti aspetti da chiarire, emersi dagli interventi di alcuni consiglieri comunali, quasi tutti componenti della commissione: non si sarebbe presentato, in audizione, come ha detto in aula il consigliere Stevanato, il contabile degli anni incriminati, non si sarebbero potute esaminare tutte le delibere, ma si è operato a campione, è emerso che fondi vincolati per investimenti sono stati spalmati come spesa corrente.
Sono stati sollevati rilievi sulle dichiarazioni di amministratori del passato che hanno detto di non aver saputo mai nulla della mancanza di fondi residui, mentre l’ultimo commissario al Comune di Ragusa avrebbe asserito che, appena insediata, aveva appreso della questione da ‘voci di corridoio’.
In ogni caso un lavoro di enorme portata e di grande importanza, quello svolto dalla Commissione, che ha visto l’impegno particolare del Presidente Iacono il quale, per sua stessa ammissione, ha potuto godere della collaborazione concreta e fattiva di diversi colleghi che si sono impegnati per capire i meccanismi attraverso i quali era stato determinato il disallineamento o ammanco che dir si voglia.
Un dato, certo, emerge con forza: da circa 20 anni esiste questo utilizzo disinvolto dei fondi residui della Legge su Ibla. Tanti, molti, anzi moltissimi erano a conoscenza della questione, impossibile, per i vertici politici e amministrativi del Comune non essere anche solo a conoscenza della cosa, tutti hanno taciuto, tutti sono corresponsabili e conniventi, quando, addirittura, non hanno operato consapevoli del mancato vincolo sui fondi in questione, nessuno escluso, compresi gli ultimi amministratori del Movimento 5 Stelle che non hanno avevano voluto far emergere l’inghippo.
A questo punto, più che sapere dove sono andati a finire i soldi, come sono stati spesi, sarebbe utile capire perché nessuno ha mai voluto sollevare la violazione della Legge.
Come resoconto della seduta va registrata la bagarre finale che ha coinvolto l’assessore al bilancio Martorana e i consiglieri Iacono, Ialacqua, Stevanato e Porsenna.
Sono volate parole grosse e c’è stata anche una forte contrapposizione fra i due consiglieri del Movimento 5 Stelle e l’amministratore.
Quest’ultimo ha minimizzato gli esiti emersi dalla relazione finale, in quanto deficitari di somme precise, di indicazioni sui responsabili del diverso utilizzo dei fondi, del periodo preciso di riferimento e dei meccanismi che hanno determinato la distrazione: per questi motivi, Martorana, cercando di interpretare il sentimento comune dei cittadini, ha giudicato mielosa e sdolcinata la relazione che, secondo il suo parere avrebbe dovuto dare risposte puntuali agli interrogativi della gente, concludendo che 20.000 euro di spese per la commissione, più 2.000 per la consulente, non sarebbero serviti per l’obiettivo da raggiungere, secondo Martorana sarebbe stato più onesto intellettualmente, da parte dei commissari, ammettere di non aver capito nulla di quello che si voleva scoprire.
Forte la reazione del Presidente Iacono che, dopo aver fatto presente l’attacco veniva rivolto anche ai componenti 5 Stelle della Commissione, ha parlato di racconto farsesco e intellettualmente disonesto dell’assessore, che ha definito un disoccupato che non si è voluto mettere da parte nonostante i ripetuti inviti sopraggiunti dalla sua stessa parte politica.
A sostegno della difesa del lavoro della commissione, operata con convinzione da Iacono è intervenuto anche il consigliere Ialacqua che ha sollevato eccezioni sull’operato dell’assessore al bilancio, facendo riferimento alle ultime variazioni di bilancio dell’anno precedente e arrivando a parlare della “banda Piccitto e company”.
Nella bagarre finale si sono inseriti anche il consigliere Stevanato che, senza attaccare direttamente l’assessore del suo Movimento ma in netta contrapposizione, ha definito proficuo il lavoro della commissione, ritrovando nei documenti finali molte delle risposte cercate.
Più diretto l’intervento del consigliere Porsenna che ha dimenticato del tutto la comune appartenenza al Movimento 5 Stelle e ha decisamente stigmatizzato le tesi dell’assessore, difendendo il lavoro svolto e ammettendo, esplicitamente, che dovevano essere i 5 Stelle a scoprire la vicenda e a far luce sull’ammanco.
Polemiche che non si esauriranno a breve, molte il ravvivarsi di fuochi che hanno covato sotto la cenere per mesi, anche fra i componenti del Movimento 5 Stelle, anche se il volgere al termine della sindacatura costituirà, anestetico naturale che potrebbe stemperare le tensioni.
Resta una analisi attenta di quanto emerso dai lavori della commissione, dalla quale si potrebbero trarre utili conclusioni per il futuro politico di questa città.

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