Banchi delle opposizioni vuoti e lezioni di politica dal gruppo 5 Stelle al Comune di Ragusa

Che il gruppo consiliare PeppeCassìSindaco che sostiene l’attuale amministrazione di Palazzo dell’Aquila non è adeguato a rivestire il ruolo è cosa ormai nota.
Troppo appiattiti sulle posizioni dell’amministrazione, privi della voglia di scelte autonome da imporre alla Giunta, vivacchiano interessati a piccole iniziative e ad interessi di bottega per soddisfare istanze di amici e sodali, il tutto in un ambito di piena legittimità sull’operato e di assoluta corretta gestione della cosa pubblica.
Manca, inoltre un capogruppo adeguato a gestire consiglieri alla prima esperienza, come del resto, senza esperienza specifica è lo stesso capogruppo.
In relazione a quanto accaduto, per la mancanza del numero legale in aula, i consiglieri comunali dovrebbero capire che nessuno ha imposto loro di rivestire il ruolo, la legge tutela il consigliere che ha diritto di assentarsi dal lavoro nel giorno del Consiglio Comunale che dovrebbe essere tutto dedicato alla seduta del civico consesso.
Invece, nessun rispetto della puntualità, solo 7 consiglieri, ieri, al primo appello, gente che viene e se ne va, gente che arriva in ritardo, interviene nel dibattito e scappa via, gente che viene giusto il tempo per acquisire la certificazione della presenza e andarsene, gente che si occupa di affari propri fuori dall’aula per rientrare a chiamata, per una votazione o per la verifica del numero legale.
Tutti comportamenti legittimi, permessi da un regolamento stilato dalla vecchia politica che ha considerato il Palazzo come il paese di Bengodi, un regolamento con assurdità che tutti censurano ma nessuno si permette di avanzare richieste di modifiche, comportamenti adottati da maggioranza e opposizioni
Un regolamento che i 5 Stelle dell’epoca Piccitto volevano stravolgere ma che hanno solo accarezzato con piccoli aggiustamenti, sotto il controllo vigile delle opposizioni del tempo, tutte espressioni della vecchia politica.
Un sussulto di dignità potrebbe e dovrebbe arrivare dal gruppo PeppeCassìSindaco e segnatamente dal capogruppo che mostra di essere uomo di legge, attaccato a vecchi principi di correttezza e rettitudine di comportamenti, con un forte cambiamento in ordine al dettato del regolamento dei lavori del Consiglio Comunale e delle Commissioni.
Ma si percepisce che non ci sono gli attributi adatti per imporre scelte di questo tipo.
Del resto, far mancare il numero legale in tarda serata è espressione di totale menefreghismo nei confronti dell’istituzione, di mancanza di rispetto per gli altri consiglieri, per l’amministrazione e per gli addetti ai lavori.
Molto più dignitoso sarebbe dimettersi e dedicarsi ai propri impegni, di famiglia e di lavoro.

In questa atmosfera di lassismo totale viene facile alle opposizioni esibirsi, dimenticando propri comportamenti e, soprattutto, quanto avvenuto in un recente passato.
Il capogruppo del PD, Chiavola, uomo di mestiere, allenato da cinque anni di opposizione ai 5 Stelle, dopo lo show degli interventi in aula, decide, al momento della votazione, di chiedere la verifica del numero legale, per mettere in evidenza le criticità della maggioranza.
Più dignitoso, da un punto di vista politico, e di maggiore impatto mediatico, la dichiarazione di voto condita dalla constatazione che il numero legale è raggiunto grazie alla presenza in aula anche di un solo consigliere del PD, in ogni caso l’atto sarà approvato in terzo appello e la strategia, in questo, non sortisce effetti tangibili, diverso sarebbe stato se ci fosse stato un termine perentorio che non si sarebbe potuto rispettare.

Il gruppo 5 Stelle, che aveva elegantemente lasciato l’aula in blocco, coglie l’occasione per fare lezione di politica.
Due volte è mancato il numero legale, in occasione della trattazione di un importante atto, segnale che l’amministrazione non è adeguatamente sostenuta da una maggioranza che evidenzia assoluta mancanza di responsabilità.
Segnali politici evidenti di una crisi della maggioranza che non ammette scusanti, problemi politici evidenti che non si possono negare, a meno di voler ammettere la totale mancanza di responsabilità degli assenti.

L’occasione per fare sfoggio di competenza politica, senza affondare la lama nella ferita, lasciando all’immaginazione le eventuali cause scatenanti delle assenze: segnale all’assessore Licitra per ottenere un maggiore coinvolgimento nell’azione politica? segnale del gruppo Barone? segnale sempre attivo di qualche consigliere scontento? segnale di qualche forza politica che ambisce ad entrare al Palazzo?

I 5 Stelle, storditi, forse, dalle vicende che attanagliano il Movimento a livello nazionale, e anche locale, preferiscono buttarsi in casa d’altri e, nelle attuali condizioni, viene loro anche facile.

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