Sembra opportuno illustrare ai cittadini la strategia che viene usata in Consiglio Comunale per far mancare il numero legale.
È una strategia, meglio definirla procedura, che vede nel consigliere capogruppo del Partito Democratico, Mario Chiavola, l’esperto regista di una recita ormai consolidata.
Teniamo a precisare che si tratta di una strategia del tutto legittima, consentita dal regolamento, che anzi, serve a far rispettare il regolamento che richiede la presenza in aula, in primo e secondo appello di almeno 13 consiglieri.
Le opposizioni non vogliono derogare al fatto che, per principio, il numero legale deve essere garantito dalla maggioranza, una forzatura se si vorrebbe far credere che tutti siano seduti al Consiglio Comunale nell’interesse della collettività e del bene comune.
Durante la seduta, o meglio nel momento topico della votazione, dopo che le opposizioni si sono sfogate con i loro interventi, più o meno in tema dell’atto da approvare, anche in mancanza dei consiglieri di maggioranza necessari per assicurare il numero legale, il consigliere che orchestra la strategia constata che la maggioranza non ha il numero sufficiente di presenti per assicurare, da sola, il numero legale.
Nel caso della seduta di ieri, mercoledì 24 luglio, del Consiglio Comunale di Ragusa, che doveva approvare il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, al momento della votazione il capogruppo PD Chiavola constata che il gruppo PeppeCassìSindaco è presente solo con 11 consiglieri.
Verificato che i quattro consiglieri assenti non sono, come accade spesso, in giro per il piano nobile del Palazzo comunale, si evince che il numero legale è apportato dalla presenza dei due PD e del consigliere Iurato.
Basta l’uscita dall’aula dei due PD per far mancare il numero legale, indipendentemente dalla permanenza in aula del consigliere Iurato.
Chiavola chiede la verifica, il consigliere D’Asta esce dall’aula e si ferma nella zona riservata al pubblico, lo stesso Chiavola si sosta fuori dall’aula, come si può rilevare dalle foto tratte dalla registrazione della seduta. Presenti 12, 11 della maggioranza più il consigliere Iurato e la seduta è sciolta.
La strategia è servita, del tutto legittima anche se suscita qualche perplessità il fatto che i banchi dei due consiglieri che escono dall’aula sono ingombri degli effetti personali e che i due siano dietro la porta o nell’area riservata al pubblico.
E’ una mancanza artificiosa del numero legale, consentita dal regolamento e del tutto legittima ma che lascia spazio a considerazioni di etica politica e di sottili valutazioni di ordine giuridico amministrativo: lascia perplessi il fatto che chi chiede la verifica del numero legale è presente mentre fa la richiesta ma esce subito dopo, prima di essere chiamato all’appello.
Una assenza virtuale, consentita dal regolamento, artificiosa, provocata e non reale, buona solo per il teatrino della politica che tutti vorrebbero abolire.
