Basta con le sceneggiate

di Cesare Pluchino
Il livello di opportunità travalica la ricerca della verità per le questioni che attengono alle competenze del consiglio comunale

Una consiliatura caratterizzata, come non mai, da opposizione strumentale, da continui attacchi all’amministrazione, da strategie d’aula che non hanno dato finora nessun risultato, se non quello di stancare ancora di più una opinione pubblica che si allontana, sempre di più dalla politica.
L’ultimo caso è offerto dalla questione della riqualificazione ambientale dell’area di Marina di Ragusa dove approda l’elettrodotto Italia Malta.
Un polverone come quelli consueti durante la sindacatura Picciitto, sollevato, nell’occasione, dalla furente azione concentrica di quattro opposizioni diverse – Iacono, Massari, Migliore e Ialacqua – e amplificata dalla consueta conferenza stampa di Sonia Migliore e del suo Laboratorio politico 2.0 che fornisce ampi particolari e dettagliata documentazione sull’atto portato all’approvazione del Consiglio Comunale.
Una vicenda coronata dall’incapacità politica del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle che, invece di prendere le difese dell’amministrazione, esce sui giornali parlando di operazione pasticciata, acclarando le nebbie che offuscano la trasparenza dell’atto.
Nebbie che, come altre volte accaduto, si diradano, svaniscono e mandano in archivio l’ennesima sceneggiata alla quale, indirettamente, anche con l’indifferente silenzio, concorrono tutti, a vari livelli.
Perché, ognuno al suo livello, anche alto, una volta svanite le nebbie dovrebbe rivolgere strali severi verso gli architetti del polverone e stigmatizzare ufficialmente l’operato, segnalandolo all’opinione pubblica.
C’è invece un complice silenzio su molte questioni, su molte vicende, soprattutto su quelle contenute all’interno di pentole che non si vogliono scoperchiare.
Per ogni questione c’è un accusato e un accusatore, spesso, come nel caso dei dirigenti o degli uffici, i colpevoli veri non sono nemmeno sfiorati, perché domani potrebbero essere utili, ma anche perché il bersaglio a cui tirare le freccette è sempre l’amministratore che va colpito in una strategia volta ad ottenere consenso dall’elettorato buttando fango sull’amministratore attuale del quale si auspica la dipartita politica.
È diventato, ormai, un gioco perverso, che ha stancato la gente e che, aspetto che viene poco percepito, si ritorce, sempre più spesso, verso gli stessi strateghi della tensione.
Ci riserviamo di analizzare dettagliatamente l’ultima vicenda per la quale, in ogni caso, va rivolto un sincero ringraziamento alla consigliera Sonia Migliore per la copiosa documentazione fornita.
Una vicenda che si allunga, almeno, dal 2012, che ha per oggetto la riqualificazione dell’area di approdo dell’elettrodotto Italia Malta, opera questa imposta a livello ministeriale.
Secondo la Migliore, e secondo le altre opposizioni presenti in consiglio nella seduta dedicata all’approvazione dell’atto, un abuso dell’amministrazione, un esproprio delle prerogative del Consiglio Comunale che sarebbe stato chiamato ad approvare la riqualificazione già stabilita e messa in atto.
Una operazione gestita dal dirigente e dagli uffici, con la consueta disinvoltura che caratterizza l’operato degli uffici tecnici del Comune di Ragusa, ancora tutta da verificare negli aspetti particolari di questa intricata vicenda che, peraltro, l’assessore al ramo, Corallo, ha trovato già incardinata al suo insediamento nella giunta Piccitto.
In questa sede non intendiamo scendere nei particolari dei rilievi eccepiti da Sonia Migliore, peraltro oggetto di attenta valutazione della stessa e del suo Laboratorio politico per l’impugnazione della delibera attraverso un ricorso al TAR, l’ennesimo annunciato dalla consigliera e dei quali, prima o dopo, dovremo stilare un consuntivo.
Numerose le zone di ombra che vengono rilevate, molte comuni alle argomentazioni avanzate in aula dalle altre opposizioni presenti.
Ma, ormai, il numero di rilievi sollevati dalle opposizioni richiede un elenco puntuale e una seria attenzione di tutte le parti politiche, compressa la maggioranza che non può nascondere la testa sotto la sabbia, anche in presenza di indirizzi diversi suggeriti dall’amministrazione.
Si tratta di fare appello alla legalità e alla trasparenza, di fare chiarezza su molte vicende, di tirare fuori colpevoli e quanti sono stati protagonisti di false accuse, di coperture e di colpevoli silenzi.
Onestamente ci viene da sorridere per questa vicenda dell’elettrodotto, dei rilievi all’assessore o all’amministrazione tutta: giacciono insolute tante questioni più importanti e assai più gravi, per prima quella dei fondi residui della Legge su Ibla che sono stati ‘disallineati’.
Sembra quasi che si vogliano inventare nuovI ‘casi’ per dimenticarne altri.
Basterebbe questa questione per mettere da parte ogni altra problematica, una questione sulla quale, invece, proprio le opposizioni tacciono e non vogliono parlare.
Una questione sulla quale la commissione trasparenza non è stata MAI chiamata in causa, né autonomamente convocata dalla sua presidenza.
Una trasparenza strana quella dell’apposita commissione, come nel caso dell’elettrodotto, per il quale non solo non si parla di commissione trasparenza ma, addirittura, svanisce una parte ben identificata dell’opposizione, come per un miracolo.
Come spiegare all’opinione pubblica che si fanno sette riunioni per il caso Campo e nemmeno una per i fondi della Legge su Ibla o per questa questione dell’elettrodotto?
Come spiegare che si dà seguito ad una lettera anonima e non si cerca la verità per fatti che la stessa maggioranza giudica ‘pasticciati’?
Appare chiaro come una compagnia teatrale scelga il genere e l’opera da portare in scena: in Consiglio Comunale sembra avvenga la stessa cosa, si sceglie il genere, il settore, la questione che sembra più facile da affrontare, tutto il resto è archivio.
Ma come scelgono i consiglieri i fatti da portare all’attenzione, da denunciare, quali sono le motivazioni che portano a rivestire di silenzio, e di indifferenza che sfiora la mancata conoscenza, le problematiche della città?
Chi decide perché non interessarsi degli ascensori fermi da anni e mai messi in funzione o del nuovo ospedale consegnato incompleto?
Perché non si scava sul tentativo di affidamento ai privati del Castello di Donnafugata o sulla questione della festa di compleanno a San Vincenzo Ferreri?
Perché a Ragusa si fanno i parcheggi incompleti e si lasciano marcire nell’umidità?
Chi si preoccupa dei lavori millenari per il nuovo Museo archeologico o per le latomie di Cava Gonfalone?
Se le associazioni denunciano il mancato rispetto delle norme sulle barriere architettoniche e sull’accessibilità ai locali pubblici, perché nessun consigliere abbraccia la causa e non chiede semplici verifiche?
Basta con le sceneggiate, si mettano tutte le pratiche sospette sul tavolo e si analizzano ad una ad una, oppure si rischia di perdere credibilità e prestigio politico.

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