Giorgio Massari interviene in aula sulla sua sostituzione come capogruppo PD

di redazione
Ancora una volta precisati i termini di una questione che il partito avrebbe potuto evitare

Anche a seguito dell’intervento del collega di partito Chiavola, che ha dato l’annuncio in aula dell’avvicendamento alla carica di capogruppo (D’Asta, nuovo capogruppo, dalla sua designazione non ha avuto ancora modo di essere presente in aula), Giorgio Massari ha voluto sottolineare i termini della vicenda.
Dopo aver ringraziato i vertici amministrativi comunali per aver riportato nella giusta dimensione una procedura che era inficiata da diversi errori formali, Massari ha giudicato la comunicazione del collega Chiavola sintetica ed onesta, avendo evitato anche la retorica tipica di questi momenti.
Non ha evitato, invece, di sottolineare il grave errore politico che si vorrebbe mascherare con motivazioni profonde e appelli alla fisiologia del ricambio, tutte cose che, scevro da ipocrisie della politica, l’ex capogruppo rifiuta in toto. Si tratta solo di una espressione della cultura politica di alcuni all’interno del Partito Democratico, che si vuole spacciare con la retorica dell’unità che alcuni vorrebbero far finta di perseguire, colpendo, invece, le esigue minoranze.
E’ la cultura della dittatura della maggioranza, espressione della degenerazione della democrazia, una sterile azione di esercizio del potere sfruttando una casuale maggioranza.
E’ già tanto, secondo Giorgio Massari, che non siano arrivati messaggi del tipo “Giorgio stai sereno”.
Il cambiamento, voluto con forza e a tutti i costi, è ascrivibile alla difesa dell’azione del Partito Democratico, nella veste di soggetto che ha difeso la città e le royalties, contrastando propositi dannosi per Ragusa.
Una netta conferma delle posizioni distanti da quelle del parlamentare ragusani del partito, ribadite nel ricordo dell’azione di contrasto, portata avanti con tutti i capigruppo del consiglio comunale, anche per il piano aziendale dell’ASP.
Per Massari la paventata nuova opposizione, annunciata dal nuovo capogruppo, potrà essere positiva se foriera, finalmente, di una presenza assidua in Consiglio, di tutto il gruppo che eviterà votazioni isolate, come spesso avvenuto, di un solo componente.
In sostanza, per Massari, il cambiamento potrà essere un bene per il PD e per il Consiglio: rifiuta, però, l’etichetta di capogruppo stagionato, ritendo il criterio di valutazione sbagliato nella politica.
Non conta l’età, ma la qualità, va valutato il lavoro che si svolge nelle istituzioni.

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