Beni confiscati alla mafia: interrogazioni strumentali, risposte precise dell’assessore Rabito

Seduta ispettiva del consiglio comunale del tutto irrilevante per l’inconsistenza degli argomenti trattati.
Ancora una volta comunicazioni e interpellanze all’amministrazione che, per vari aspetti, denotano maggiormente l’esigenza di sollevare polemiche e la voglia di acquisire visibilità, senza una profonda contezza delle questioni sollevate e senza che si affrontino criticità vere della città.
Si tratta su questioni che fanno intravedere, spesso, l’esigenza di rispondere a istanze di qualche cittadino che si rivolge ad un consigliere comunale, più che il risultato di un concreto lavoro ispettivo e di controllo sull’attività pubblica.
E’ un andazzo che si riscontra anche nella comunicazione al di fuori della compagine di opposizione consiliare: partiti e movimenti politici tirano fuori argomenti di scarsa pregnanza, tralasciando cose molto più importanti, non si comprende se inconsapevolmente o strategicamente.
Nessuno chiede notizie sulla partecipazione alle fiere internazionali, nessuno chiede lumi sul diluvio di posizioni organizzative erogate al personale, nessuno chiede lumi sull’utilizzo della tassa di soggiorno, nessuno si preoccupa di capire che fine hanno fatto le somme non spese delle precedenti annualità, circa un milione secondo quanto asserito in commissione dall’assessore Salamone, come pure se sia proceduto all’incasso dei versamenti che mancherebbero all’appello.
Nessuno chiede perché non è costituito l’osservatorio permanente per l’utilizzo della tassa di soggiorno, nessuno chiede lumi sulla sorte dell’area dell’ex cinema Marino, abbandonata e in condizioni igienico sanitarie da terzo mondo.
Nessuno ha esigenza di capire cosa si voglia fare con il Parco del Castello, quando sarà aperto il Museo del Costume, dove, come, e in che condizioni è conservata la collezione di abiti d’epoca della quale non si ha contezza sulla reale consistenza numerica degli abiti, mentre a bocconcini si continuano a spendere soldi per arredi e armadi per la conservazione, non si sa sulla base di quale programmazione e da chi orchestrata.
Passata l’estate, andremo incontro al nuovo anno solare, ma nessuno si preoccupa di capire quando sarà aperta la pista di pattinaggio, quando saranno avviati i lavori per piazza Stazione, quando si penserà di completare l’allestimento degli altri due piani del parcheggio di piazza del Popolo.
Ci sono tavoli per tutto, ma nessuno pensa all’immobile dell’ex ospedale Civile, sul cui ingresso, a proposito, troneggia ancora il gigantesco cartello che indicava il ‘pronto soccorso’.
Sono andati a scovare la piccola palina segnaletica, non hanno visto il grande cartello!
E la casa protetta di via Berlinguer? Conservano la questione, forse, per la prossima campagna elettorale.
E le barriere architettoniche? Argomento duro!!! Che, forse, può dare fastidio a qualche amico.

Anche quando si ricevono risposte esaurienti dall’amministrazione, si continua a insistere sul nulla: è il caso dei beni confiscati alla mafia, sollevato dal consigliere D’Asta, che, bontà sua, ha ricordato come risalga al tempo della precedente amministrazione.
L’assessore Rabito ha ricordato come, in fondo, le chiavi di alcuni immobili siano state consegnate in data ottobre 2018.
Si sta procedendo, prima di tutto, ad una valutazione degli interventi necessari per metterli in sicurezza, non sono immobili di grande valore né con grandi potenzialità per la fruizione. Debbono essere resi utilizzabili e, soprattutto, messi in sicurezza, oltre che statica anche per quanto riguarda, per esempio, gli impianti elettrici.
Dal punto di vista pratico, si vuole inoltre segnare una inversione di tendenza, rispetto al passato in cui certi beni sono stati assegnati in maniera del tutto arbitraria.
Occorre stilare una graduatoria, ha sottolineato il dr Rabito, che, come sempre, ha fornito risposte puntuali ed esaustive, dimostrando di avere contezza della materia trattata per la risposta.
Anche il collaboratore del sindaco e dell’assessore per i servizi sociali, il consigliere Luca Rivillito, ha evidenziato i sopralluoghi effettuati con l’assessore, sottolineando come la questione affonda le sue radici in un’altra epoca politica e come la funzione del Comune, in materia, non sia quella di una agenzia immobiliare che deve assegnare locali e abitazioni.
È indispensabile, ha detto Rivillito in un suo intervento in aula, verificare solidità strutturale, salubrità, prima di fare entrare famiglie o associazioni.

E, a proposito di questi locali che potrebbero essere assegnati ad associazioni o strutture di pubblica utilità, risulta del tutto incomprensibile come mai nessuno pensa a dare una adeguata sistemazione al Centro Antiviolenza sulle Donne, una struttura che oggi dovrebbe essere il fiore all’occhiello di una comunità evoluta.
Non ci pensano i consiglieri di opposizione, non ci pensano quelli della maggioranza, non ci pensa, in verità, nemmeno l’amministrazione che, peraltro, potrebbe rispondere alle voglie di partecipazione al lavoro della cosa pubblica di qualche consigliere che non vede valorizzate la sua esperienza e le sue competenze.
Se ne parlerà a prossimo femminicidio!

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