Ferruccio de Bortoli, nei giorni scorsi, sul Corriere della Sera, ha scritto: “Pochi giorni fa ho percorso il tratto di strada che unisce Ragusa a Caltagirone. Uno dei luoghi più belli d’Italia. E del mondo. Un esempio di come il Sud possa crescere, creare reddito, attirare residenti stranieri. Ma quella strada, buche a parte, è circondata da rifiuti abbandonati, plastiche, copertoni, elettrodomestici. Al di là, un orizzonte di ordinati campi di grano, vigneti ben tenuti, filari perfetti. Una meraviglia. Mi chiedevo: ma perché non vengono rimossi tutti quei rifiuti? A chi tocca farlo? Perché nessuno si indigna?”
Coglie al volo il messaggio il consigliere comunale di Ragusa, del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli che risponde al giornalista con una lettera aperta, avendone titolo per le sue numerose segnalazioni di abbandono indiscriminato di rifiuti speciali lungo le strade del nostro territorio
Questo il contenuto della missiva.
“Caro direttore de Bortoli, siamo molto indignati come e forse più di lei, mi creda.
La strada da lei percorsa e le piazzole da lei notate sono solo una piccola parte di un problema più ampio alimentato sempre e comunque dal singolo cittadino.
Nonostante molti comuni abbiano intrapreso il percorso della differenziata (oggi, a Ragusa, dopo un anno dall’avvio, una percentuale superiore al 70%), abbiamo a che fare con orde di incivili che non conferiscono nel modo corretto, alimentando le discariche abusive che deturpano l’ambiente, l’immagine del territorio e danneggiano quella che ambisce ad essere la prima industria della Sicilia: il turismo.
L’impotenza nei controlli e nella repressione è sintomatica di una percezione distorta del problema che forse non vuole essere visto. E quindi resta irrisolto”.
“Ecco perché, approfittando del suo intervento – continua Firrincieli rivolgendosi a de Bortoli – esorto i sindaci, in primis quello di Ragusa, a proporsi come capofila tra i suoi colleghi attivando una “task force” per contrastare quella che ormai ha assunto i contorni di una vera e propria emergenza.
Task force che dovrebbe diventare operativa prima nei propri ambiti comunali, sollecitando poi il coinvolgimento dei Liberi consorzi comunali, della Regione e dell’Anas.
Dobbiamo agire ora e subito. Perché, dopo, rischia di essere troppo tardi. E non possiamo sprecare quella gran risorsa che abbiamo tra le mani e che chiamiamo turismo. Serve un rilancio a tutto tondo e per farlo abbiamo bisogno di partire da queste cose. Rimuovere i rifiuti dai cigli stradali deve diventare una priorità. Attivandoci tutti per una mobilitazione degli intenti che possa essere il più nobile possibile.
Ci sono i grandi progetti, quelli che consentono di guardare oltre per immaginare la Sicilia del futuro. Ma ci sono poi gli interventi che potrebbero essere effettuati in modo celere rispetto a cui si rende necessario rimboccarsi le maniche per dare risposte nell’immediato.
E questo potrebbe accadere in quell’ambito comunale in cui ciascun sindaco può ritenersi parte attiva e responsabile nel contesto di questa battaglia di civiltà. E’, altresì, indispensabile una elevata attenzione mediatica. Ci mettiamo a disposizione come parte politica. Il nostro compito sarà quello di fare da sentinella e di sollecitare sempre e comunque chi di competenza per attivare le contromisure necessarie.
Sì, siamo indignati. E diciamo: adesso basta”.
Abbiamo apprezzato la lettera aperta di Sergio Firrincieli, senza se e senza ma, tanto da lasciarla protagonista unica dell’articolo, riservandoci di commentare la riflessione di De Bortoli in altra parte del giornale.
