Calcio e basket femminile, acque inutilmente agitate in società

Vivono momenti diversi dei rispettivi campionati, sono accomunati dalla aspirazione di ben figurare ma gli obiettivi sono, per entrambi, minimali.
Per il calcio c’è la legittima voglia di salvarsi, di restare in serie D, magari affrontando il prossimo campionato con professionalità più adeguate alla categoria, fermo restando l’apporto economico dei dirigenti senza i quali il calcio, a Ragusa, non avrà mai sviluppo per la cronica indifferenza della città.
Per la Passalacqua tutto si risolverebbe nella conquista di un sesto posto che non significa nulla, un traguardo simbolico, paravento di una stagione che non aveva soverchie ambizioni all’inizio, non ne poteva avere considerato il roster, con un cambio allenatore che non ha dato i risultati sperati, se non a sprazzi, un tecnico giustificato solo dalla panchina corta e dalle assenze obbligate per infortunio che hanno colpito, in maniera particolare la squadra. Avere due elementi come Spinelli e come Yuskaite fermi è sicuramente determinante.

Le traversie rispettive portano a momenti di agitazione in società: il Ragusa Calcio sta affrontando con un previsto nervosismo, con un legittimo allarme, le ultime partite.
Ogni scontro è uno spareggio salvezza, come quello di oggi, domenica 19 marzo, a casa del Real Aversa.
Nonostante la serie positiva, da cinque turni, determinata da una difesa ineccepibile, si teme per una sconfitta che potrebbe impantanare il Ragusa verso il fondo classifica.
Settineri ha infuso nei giocatori la consapevolezza di non essere secondi a nessuno, ma c’è da lavorare e, soprattutto, da dare l’anima. Dice: Mi ritrovo un gruppo di ragazzi che ha voglia di sudare la maglia, ha voglia di impegnarsi e ha voglia di difendere questa categoria e di riconquistarla… credo che il fatto di compattare l’ambiente, la società, la squadra possa rappresentare una marcia in più e lo sarà sicuramente.”
Ottimi proponimenti, ma circolano voci, alimentate dalla stampa che la società voglia sciogliere il rapporto con Randis e Grasso, che non rientrerebbero nelle strategie dell’allenatore.
Certo i due, Randis in primis, hanno perso smalto, rispetto alle prime prestazioni, ma non sembra il momento di scelte di questo genere, soprattutto da parte di un allenatore subentrato.
In ogni caso, queste scelte si fanno quando hai pronto il ricambio e si evita che indiscrezioni di stampa possano avvelenare l’ambiente.
Gravissimo, comunque il silenzio della società, dopo le indiscrezioni, la solita comunicazione di comodo che non può che allontanare la gente dalla causa comune.
A questo punto del campionato, e in questo tipo di campionato, procurati i cambi giusti, rispetta i contratti, anche per fornire esempio di affidabilità agli altri componenti la squadra, ed evita le polemiche in un momento topico della stagione.

Non di diversa origine le tensioni all’interno della Passalacqua, la paura di non raggiungere l’obiettivo minimo spaventa i tifosi, ma non si comprende bene cosa ci facciamo con il sesto posto.
Sul momento difficile della squadra, dopo la vergognosa sconfitta in casa contro Lucca, si innesca anche la polemica con i tifosi, legittima ma assolutamente irrispettosa nei confronti della dirigenza che ha sempre dato molto di più, e di qualità, di quanto abbiano meritato la città e i tifosi veri.
La società ha ritenuto opportuno precisare che ha assunto provvedimenti nei confronti di alcune giocatrici che si sono rivolte ai tifosi durante la partita di domenica scorsa con Lucca.
Ritiene del tutto fuori luogo che le tesserate, soprattutto nel corso di una partita, si rivolgano ai propri tifosi che, nei limiti della civiltà, hanno il diritto di esprimere il proprio dissenso, ma, aggiungiamo, noi certa gente che pensa di rivolgersi in modo inopportuno alle ragazze, e durante una partita, non merita nemmeno la precisazione.
Quanto a presunti soggetti non presenti alla partita e che hanno parlato senza essere informati, i rilievi dovrebbero essere indirizzati alla stampa che ha dato seguito a questo tipo di esternazioni dei tifosi.
Anche perché, e qui viene fuori la natura delle contestazioni, le giocatrici dovrebbero essere riprese non per la risposta ai tifosi, quanto più per le prestazioni opache e senza impegno.
Ma comprendiamo che la società deve salvare, prioritariamente, i rapporti con la stampa e con la tifoseria in genere.
Per affrontare con la minima serenità i prossimi impegni e concludere dignitosamente il campionato.

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