Il candidato, lo cerco ma non lo trovo

Qualche commentatore più elegante parla di maratona di New York, più volgarmente si potrebbe fare cenno ad un branco di randagi affamati che vogliono arrivare alla preda della stanza di Palazzo dell’Aquila senza eccessivi scrupoli nella corsa e senza distinzioni di schieramento e di alleanze.
Se a sinistra, nel centro sinistra e fra i 5 Stelle c’è maggiore compostezza, anche in presenza di qualche fibrillazione da concorrenza, assai più delicata è la competizione nel centro destra che viene visto come la posizione vincente per arrivare ad un ballottaggio che possa dare chance di vittoria.
Competizione tanto delicata, anche per le contrapposizioni fra le varie componenti politiche, di partito e di liste civiche, e le divisioni interne che non favoriscono trattative serene.
Trattative che, addirittura, hanno assunto contorni da spy story con riunioni riservate, dove non tutti sono invitati, riunioni strane, dove ci dovrebbero essere solo i leader e invece è presente la truppa, le solite riunioni che dovrebbero essere pubbliche perché si parla del bene comune.
Riunioni che, forse, sono solo finalizzate a controllarsi a vicenda, consapevoli tutti che, se non si arriva alle candidature per le nazionali, se, addirittura, non se ne devono aspettare i risultati, per il Comune le designazioni usciranno molto tardi.
A sinistra, confortati dalla nuova leadership di Grasso, che ha fatto sfornare il nuovo nome e il nuovo simbolo della coalizione che vorrebbe essere alternativa al PD, e promette di far uscire l’area dalla percentuale ad una cifra, aspettano i risultati delle nazionali per ufficializzare una candidatura alle comunali che viene data per scontata.
Due i papabili e, pare, gli aspiranti, il senatore Gianni Battaglia e l’avv. Cesare Borrometi, per la candidatura che potrebbe rompere gli equilibri nella vasta area si sinistra.
Per il centro sinistra, si aspetta la data del 12 gennaio, annunciata dal PD, per vedere se occorrerà ricorrere alle primarie, alle quali, in verità, nessuno vorrebbe arrivare.
Il PD, che oggi possiamo definire il partito dell’on.le Dipasquale, ha, da tempo, il suo candidato forte, c’è l’alleanza con Territorio, c’è l’incognita Giorgio Massari che potrebbe correre da solo e ricorrere ad alleanze solo per un eventuale ballottaggio.
L’endorsement di Nello Dipasquale ha dato importanza e ha portato alla ribalta il più volte preventivato ritorno alla politica attiva di Solarino, ma non ci sono elementi certi per confermare la consistenza dell’impegno politico e la vicinanza ad uno dei due attuali contendenti dell’area nella quale, solitamente, ha gravitato l’ex sindaco.
Più chiara la situazione fra i 5 Stelle, dove la designazione, considerata scontata e di continuità, di Massimo Iannucci, per l’autorevole indicazione del sindaco Piccitto, non trova dissenso, almeno fino a quando non saranno identificati la squadra assessoriale e dei fedelissimi, nonché gli spazi che potranno avere gli attuali consiglieri e attivisti del Movimento ragusano.
In alto mare le trattative per trovare un candidato a sindaco del centro destra, area dove si vogliono comprendere o, meglio, vogliono essere compresi, movimenti e liste civiche.
Qui le aspirazioni, le rivendicazioni, le pretese, sono tutte numerose e quanto mai varie e si incrociano con le necessità dettate dalle nazionali.
Fra i partiti potremmo dire di avere solo Forza Italia, non è determinante Fratelli d’Italia, non esiste la Lega di Salvini.
A metà fra partito e lista civica è #diventeràBellissima che gode solo dell’autorevolezza del leader Assenza e, forse, non partecipa ufficialmente alle riunioni dei civici.
Poi ci sono Maurizio Tumino, con il suo gruppo, e Giovanni Iacono che rappresenta Partecipiamo e, forse, Liberi Cittadini, entrambi aspiranti candidati di un’area che comprende tutto quanto sta a destra del PD, dal centro alla destra tradizionale.
Al tavolo dei civici siedono anche Franco Antoci, con il suo Movimento Civico Ibleo, le cui posizioni, oggi, sono date vicinissime a quelle di Giorgio Assenza, e Ciccio Barone, con Idee per Ragusa, che porta le istanze del suo movimento ma è ambito dalla componente Minardo – Ragusa di Forza Italia come nuovo responsabile del partito in provincia.
Ci sarebbe anche Sonia Migliore, con il suo Laboratorio politico, come aspirante candidata, ma più volte non è stata nemmeno invitata, fino all’ultima riunione, al tavolo delle trattative.
Assente e immobile, nelle trattative, come nella conduzione di Forza Italia, il senatore Giovanni Mauro che pare, per ora, concentrato sulle sue possibilità di essere rieletto al parlamento nazionale.
È chiaro che, in caso di rielezione, il senatore del maggiore partito della coalizione di centro destra avrà da dire la sua anche per la candidatura a sindaco della città, come è innegabile che voce in capitolo, e anche determinante, avranno la destra del Presidente Musumeci e Giorgio Assenza, della quale posizione di quest’ultimo viene indicato, come interprete, Franco Antoci.
Un dato che traspare dalle minime indiscrezioni sullo stato delle trattative è quello che, come era logico immaginare che avvenisse, gli aspiranti che hanno fatto passi in avanti e che hanno espresso, o fatto esprimere, intenzioni di candidatura, sono già bruciati sull’altare della ricerca di nomi nuovi e autorevoli, anche al di fuori dei movimenti e delle liste civiche e, possibilmente, anche dei partiti.
È la posizione che traspare dall’atteggiamento, per ora, distaccato di Giorgio Assenza e del quale, pare, si sia fatto portavoce Franco Antoci, anche se in maniera non ufficiale.
Sullo sfondo di questo scenario che vede solo riunioni riservate e malcelate ambizioni di candidature e cariche che difficilmente potranno accontentare tutta la truppa, visto il numero dei partecipanti alla coalizione, fatta di tante piccole particelle, spesso infinitesimali, nessuno fa cenno ai programmi e alle proposte per un modo nuovo, ed eventualmente più efficace, di gestire la città.
Solo il PD si è preoccupato di lanciare le prime proposte, i 5 Stelle non ne hanno bisogno perché ancora devono completare il compitino del primo programma elettorale, destra e Forza Italia hanno programmi universali che non hanno bisogno di essere reiterati come proposta di governo, restano gli esponenti delle forze civiche che, per cinque anni, hanno fatto opposizione cieca in consiglio senza indicare soluzioni e che, ancora oggi, pur pretendendo di ambire alla poltrona di sindaco non ci dicono concretamente cosa farebbero, e come, per fare uscire la città dal baratro di cui hanno sempre parlato.
E’ scontato che da loro, in particolare, si attendono proposte e soluzioni chiare e, soprattutto dotate delle opportune garanzie, in mancanza delle quali l’opposizione di questi anni si tradurrebbe solo in becera ricerca del potere, senza alcun interesse per il bene comune.

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