Caos e confusione politica dilagante su tutto il territorio provinciale

Complici le prossime consultazioni elettorali, c’è un clima di caos e di diffusa confusione in tutti i Comuni della provincia.
Da Pozzallo, dove il sindaco Ammatuna si permette di dare del balordo a un consigliere comunale, mentre fioriscono ambizioni per la prossima tornata elettorale, ad Acate dove l’avvocato Fidone, sindaco della lista ‘Punto e a Capo’ e già candidato alla Presidenza della Provincia con il gruppo, movimento o lista che dir si voglia, ‘Radici Iblee’, di stretta vicinanza a Ignazio Abbate, continua i suoi volteggi in tutù e approda al Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo. L’aspirazione è quella di una candidatura alle Regionali, ma non disdegnerebbe una candidatura a sindaco nella sua città di adozione, se non altro per marcare la sua posizione, inevitabilmente emergente, nei confronti dei vari Floridia e Artini.
A proposito di MPA, la struttura politica di Raffaele Lombardo è sul piede di guerra, in maniera diffusa sul territorio, i segnali non sono solo da Vittoria, soprattutto nella ‘sua’ Ispica c’è già la candidatura di Angelo Galifi che al netto delle controversie, difficilmente risolvibili all’interno della coalizione di centro destra, risulta autorevole e in grado di farsi spazio, a condizione che permangano le divisioni nel centro sinistra dove la presenza di piccoli cespugli con ambizioni da albero secolare, sembra voler spianare la strada agli avversari.
Ma dove Raffaele Lombardo piazzerà il suo jolly, potenzialmente capace di vincere la partita, sarà nel capoluogo.
Restano, poi, da misurare i progetti, le aspirazioni e le ambizioni di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e di Ignazio Abbate, innanzitutto per le regionali, dove Forza Italia potrebbe contendere il seggio alla DC, ma con troppi galletti e un solo gallo nel pollaio.
In gara ci sarebbero Leontini, Minardo, Cassì e Monisteri, se troveranno convergenza Abbate potrà anche essere fuori gioco o fare fuori gli aspiranti al 4° seggio.
Più complessa la partita per le candidature a sindaco, Fratelli d’Italia dovrebbe spuntarla a Vittoria, potrebbe ambire a Ragusa con un candidato credibile, ardua sembra la strada per Palazzo Bruno a Ispica.
Per Forza Italia, unico campo di gioco potrebbero essere Ragusa e Modica, e Scicli se il sindaco si convertisse al berlusconismo.
Nel centro sinistra è tutto dominato dall’attivismo del Partito Democratico che, dove ci sono le condizioni, potrebbe fare sfracelli, da Vittoria, al capoluogo dove, finora, non c’è un candidato credibile e affidabile della coalizione avversaria, oltre alle piazze come Ispica, Scicli, Pozzallo dove ci sarebbero uomini e donne in grado di rappresentare e portare in alto il nome dei democratici.

A ben guardare, non è proprio il clima ideale per avvicinare la gente alla politica, qualche segnale potrebbe scaturire dal prossimo referendum, anche per tastare il polso ai partiti maggiori, essendo l’esito dei numeri locali potenzialmente indicativo della predisposizione delle persone, almeno fra le due coalizioni.

Una condizione particolare, al riguardo, si vive nel capoluogo dove la gente, ma questo la politica non lo ha capito, è troppo smarrita.
Perché non ci sono solo questioni di ordine politico, di contrapposizioni fra partiti e coalizioni, ma vere e proprie dispute sulla regolarità amministrativa e sulla legalità.
In verità, a Ragusa, si sta vivendo una fase di grande incertezza, le ultime vicende riguardanti i concorsi all’ASP, hanno destato non poco stupore e perplessità, e la politica, in una sorta di indecifrabile complicità, ha taciuto.
Di stranezze a proposito di concorsi, dopo le forzature di epoca commissariale, si torna a parlare alla provincia e la gente stenta a credere.
Al Comune di Ragusa, guarda caso per merito dei due big della coalizione riformista alle ultime comunali, il candidato Schininà e il suo ‘vice’, almeno nella battaglia elettorale, Gaetano Mauro, stanno conducendo una operazione alla Mulino Curiale: ci stanno andando con le ruspe e con le macchine da demolizione e la cosa che desta più preoccupazione è che non ci sono risposte, cosa assai più grave che se ci fossero repliche, anche deboli e tentativi di giustificazione.

Il caso dei finti volontari, dei volontari retribuiti, è destinato ad allargarsi, anche per le domande sollevate dalla segreteria PD, una volta ammessa dal sindaco la piena responsabilità e consapevolezza delle violazioni sull’utilizzo dei volontari, sulle eventuali responsabilità dell’associazione in ordine all’utilizzo dei fondi per assicurazioni, vestiario, dotazioni di sicurezza e formazione.
Sembrerebbe che il Comune avrebbe erogato somme a ciò destinate, ma i volontari dicono di aver pagato l’assicurazione, di non aver visto nè vestiario, né dotazioni di sicurezza né corsi di formazione, il che farebbe emergere grosse responsabilità del vertice dell’associazione e non solo, perché ci sarebbero evidenti omissioni di controllo da parte di dirigenti e funzionari del Comune.
Una storia ancora tutta da scoprire.

Il consigliere Mauro, dopo aver letteralmente bombardato sindaco e amministrazione sulle questioni afferenti a Iblea Acque, tutte senza risposta e con discutibili ammissioni del sindaco, oltre alle azioni di disturbo sui temi dei rifiuti, del turismo, delle ferie non godute del personale comunale, è protagonista, nelle ultime ore di un caso che delinea, ancora una volta, il vero volto dell’amministrazione Cassì.
L’atto di indirizzo, in piena campagna elettorale del 2023 per le comunali, tendente ad autorizzare una grande struttura, leggi supermercato, nell’area del Mulino Curiale, dove sarebbero stati previsti negozi di vicinato, non è forse episodio da misure cautelari ma fornisce il quadro di una disinvolta amministrazione.
Alle eccezioni sollevate in aula, dal consigliere Mauro, circa il mancato passaggio in Consiglio comunale, per quella che, a tutti gli effetti, è una variante urbanistica, l’assessore ai lavori pubblici ha risposto che già l’area prevedeva strutture commerciali, non solo di vicinato, senza limitazioni di superficie, ma non ha spiegato, allora, la necessità dell’atto di indirizzo per la variante adottata dal dirigente, atto di indirizzo arrivato in piena campagna elettorale, per una istanza di molti mesi prima.
Come per tanti altri casi, il cittadino non può avere il piacere di sapere se il consigliere comunale, nella fattispecie, parla a sproposito o solleva eccezioni precise, circostanziate e indiscutibili.
La mancanza di un netto rifiuto dei rilievi delinea un quadro che non ha bisogno di interpretazioni, del resto le stranezze della campagna elettorale furono subito troppo evidenti e improvvise e non costituiscono mistero, almeno per gli addetti ai lavori.

Senza andare a ritroso nel tempo, bastano questi due casi sollevati nelle ultime ore, falsi volontari e area del Mulino Curiale per capire la cappa che opprime la città, che rende il clima irrespirabile e rende inevitabili l’allontanamento e la scomparsa delle cancrene, siano esse amministratori, dirigenti o funzionari comunali attorno ai quali girano tutte queste vicende.
Un motivo di più per poter pensare che una vittoria alle elezioni del duo Schininà-Mauro avrebbe, di certo, portato una nuova stagione in città. Ma è sempre tempo per poter riparare e sgombrare il cielo dalle nubi.

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