Un post su un frequentatissimo gruppo social del territorio ibleo, in un colpo, ributta a mare e sulle spiagge, quanto di buono, ancorché poco, si è fatto con la manifestazione “Un mare di plastica” a Marina di Ragusa.
Tutto legittimo, ma scrivere a fine mattinata che si era in pochi a raccogliere la plastica equivale a recitare il de profundis per una iniziativa encomiabile, condotta da gente pervasa da impegno sentito e abbracciata, con entusiasmo, dall’amministrazione comunale.
E’ tutto normale, perché in democrazia le tastiere sono liberalizzate, purtroppo poco usate da chi dovrebbe occuparsi di comunicazione in maniera opportuna.
Impossibile, però non rilevare come l’ambientalista di turno, assume il tono professorale, tipico di questa genia di persone, per le quali loro sono i migliori, tutta l’altra roba di scarto, perché insulsa è l’idea di accostare chi posta foto della spazzatura abbandonata incivilmente per strada, legittimamente indignato e ancora più legittimamente comodo sul divano, a chi non partecipa alla raccolta, purtroppo iniziativa culturalmente lontana dalle nostre abitudini.
Piuttosto all’ambientalista di turno, vorremmo chiedere dove erano stamattina gli ambientalisti, i verdi, i tutori dell’ambiente, tutti quelli che pontificano su ambiente, plastica, rifiuti, e, al momento opportuno, come in questa occasione, come quando si va a votare, restano confusi nella moltitudine dei pochi intervenuti.
E’ vero che c’è una scarsa cultura ambientale, ma come si rileva in occasione di importanti votazioni, verdi e ambientalisti non è che siano poi un esercito.
Tanto varrebbe, allora, rimandare i consuntivi alla fine della manifestazione e, se proprio non si può fare a meno di scriver, lanciare qualche messaggio diverso per promuovere l’iniziativa.
