Si deve dare atto al Presidente del Consiglio Comunale, Fabrizio Ilardo, di aver saputo gestire i lavori d’aula, grazie anche ad una sapiente condivisone con i capigruppo consiliari, finalmente in maniera equilibrata, senza eccessi e senza inutili lavori notturni, poco tollerati dalla maggior parte dei consiglieri.
Discussione generale del DUP, con i primi e i secondi interventi, nella seduta di giovedì 28 marzo, aggiornamento dei lavori, per la discussione degli emendamenti e per la votazione finale, preceduta dalle dichiarazioni di voto, alla seduta di mercoledì 3 aprile, convocata per le ore 10.
Finalmente, tempi conformati alle reali possibilità di consiglieri che non sono più quelli di una volta, un tempo si lavorava fono all’alba e, al centro della nottata affiorano gli interventi migliori.
Nelle ultime consiliature, già nelle vicinanze della mezzanotte molte palpebre stentano a reggersi e dopo la mezzanotte si è andato avanti con la gente stesa sui divani e con quelli svegli che contavano gli emendamenti rimasti.
Peccato che l’ordine impresso dal Presidente Ilardo non sia stato ricambiato da una partecipazione pregante al dibattito sul bilancio.
Da parte di tutti i consiglieri, non c’è stata una discussione che sia entrata nel merito delle pieghe dello strumento finanziario, non c’è stata una analisi approfondita delle scelte dell’amministrazione, né in senso positivo, di condivisione, né in senso critico, tantomeno per proporre scelte diverse.
Anche gli emendamenti, che passeremo in rassegna in altra parte del giornale, hanno mostrato un approccio quasi scolastico, troppo semplice, limitati a piccoli interventi, molti dei quali, peraltro, nemmeno in grado di ottenere i pareri positivi.
Scarsa l’opposizione, in termini di presenza in aula e più impegnata in piccole questioni procedurali e tecniche, troppo pochi 5 consiglieri di minoranza che non sono andati nemmeno al cuore delle scelte finanziarie di una città.
Troppo schierata la maggioranza, anche solo per suggerire scelte diverse, ma nemmeno capace di smontare, con decisione, i rilievi delle opposizioni.
Come abbiamo fatto rilevare in altra parte del giornale, inevitabile che il relatore, l’assessore al bilancio, Giovanni Iacono, abbia giganteggiato passeggiando in un villaggio di pigmei economico-finanziari.
Uno spreco di risorse fisiche e di competenze che non ha visto degni interlocutori per un dibattito che fosse finalizzato alla Ragusa del domani, nonostante una nuova e più articolata stesura dei documenti che hanno permesso una presentazione del DUP più facilmente comprensibile rispetto alle poche passate edizioni che tanto sgomento avevano provocato nelle precedenti sedute dedicate ai bilanci degli anni passati.
Quest’anno c’era anche la novità di una introduzione, al documento, del primo cittadino che si è soffermato sulla condizione del Comune di Ragusa, caratterizzato dalle necessità superiori alle risorse, alle competenze, alle opportunità e alle potenzialità della nostra comunità.
IL Sindaco Cassì ha parlato di sintesi politica indispensabile che ha portato, anche, a scelte che non hanno guardato solo al consenso, che sono state, spesso, indirizzate dal territorio.
Non a caso, Cassì ha messo al primo posto dei macro-obiettivi strategici la nostra identità, il patrimonio storico, artistico architettonico e naturalistico che hanno portato a scelte per opportunità di crescita legate alla cultura.
L’ecomuseo CARAT è l’espressione di una volontà che vuole creare un unicum dal rilevante valore culturale e turistico che dia vita ad un turismo che non sia quello del mordi e fuggi, una sorta di cabina di regia delle strategie di settore
Imprenditoria e zootecnia rappresentano due asset strategici del territorio e dell’economia ragusana.
Anche il settore, tradizionalmente di eccellenza, dell’edilizia, deve essere al centro delle attenzioni per il rilancio del centro storico, per una rimodulazione urbanistica, ma si pensa anche ai luoghi di spettacolo e alle grandi strutture ricettive, essenziali per un vero sviluppo turistico.
La tutela del patrimonio esistente non può prescindere dal decoro urbano, che passa da riasfaltatura delle strade, dalla manutenzione del verde e dell’illuminazione pubblica.
Politiche giovanili e sport completano il campo di azione di una amministrazione che lavora per i cittadini di domani.
Nel suo intervento, l’assessore Iacono ha inizialmente evidenziato alcuni aspetti essenziali, come aveva fatto in Commissione: atto presentato, per la prima volta, dopo molti anni, entro termini previsti dalla legge, segnale inequivocabile di buona e sana amministrazione.
Un atto dove spiccano la riqualificazione della spesa, un piano assunzionale che prevede ben 38 unità già nel 2019, un documento che, ancora diversamente dagli anni passati, non ha visto nessuna osservazione da parte dei revisori dei conti e presenta analitiche destinazioni delle somme, come per esempio per le royalties.
Iacono ha esposto a lungo, e in ogni sua parte, il documento finanziario, replicando anche ai pochi interventi che avrebbero voluto sollevare critiche nel merito delle scelte.
Gli interventi hanno dimostrato che la lettura è stata superficiale, inesistente la comprensione delle strategie se qualcuno ha chiesto, addirittura, all’assessore, su che cosa avesse puntato l’amministrazione.
Qualcuno ha voluto eccepire mancanza di programmazione, ma è stato facile per il capogruppo Tumino far rilevare come la riqualificazione del centro storico, l’acquisto di aree strategiche e le politiche per la cultura, danno l’idea di precise politiche, peraltro espresse chiaramente nell’introduzione del sindaco.
Piuttosto, il capogruppo ha indugiato sulla polemica con le minoranze, parlando di una visione cabarettistica delle opposizioni, surreale, che vorrebbe mistificare la realtà, senza apprezzare lo sforzo dell’amministrazione per la tutela della collettività.
Più diretta la consigliera Occhipinti, Presidente della Commissione Risorse: “Si continua fare teatro” – ha detto – “e i protagonisti ne sono consapevoli”.
Per il resto, confronti inutili con la passata consiliatura, recriminazioni per le difficili condizioni finanziarie dell’ente che sarebbero state ritrovate ma nessun cenno alle entrate derivanti dalle entrate derivanti dalle royalties, per le quali anche la Corte dei Conti ha sollevato riserve sull’utilizzo.
Nessuno ha parlato delle priorità del Piano triennale delle opere pubbliche, nessuno ha cercato di capire gli utilizzi della tassa di soggiorno, nessuno ha cercato di capire quali sono le somme destinate al turismo, alla cultura e all’effimero in generale, segnale preciso che nessuno ha letto attentamente le carte.
Il DUP, nel suo insieme, rivela la verità di sempre, il bilancio è armonizzato su tutte le voci si spesa, nessuno si sogna, nemmeno le opposizioni, come si vedrà negli emendamenti, di togliere all’effimero per dare ai servizi sociali, di togliere alla cultura per dare al verde pubblico o alla manutenzione delle strade.
Il bilancio, come sempre, non è altro che il tentativo di dosare somme sempre insufficienti per venire incontro a tutte le esigenze, senza interventi sconvolgenti che possano alterare equilibri consolidati.
In ogni caso, sullo sfondo, disponibilità finanziarie insufficienti per i bisogni di una città che, troppo spesso, negli anni, è vissuta fra sprechi e spese incontrollate, fra spese inutili e clientelari, oggi diminuite per necessità, con un enorme patrimonio immobiliare per nulla valorizzato e, per buona parte, inutilizzato, per il quale servono fondi per la manutenzione, il ripristino, senza che si provveda a renderlo produttivo, ove possibile.
