Cartine turistiche per il Comune, da sempre croce e delizia degli uffici e della città

Dopo un lunghissimo periodo di assenza tornano alla ribalta le cartine turistiche, un tempo materiale indispensabile per l’assessorato al ramo, soppiantato, nel tempo, dai dispositivi multimediali che ne hanno inficiato funzionalità e utilità.
C’è da dire che per la materia al competente ufficio dell’assessorato ha regnato sempre la più assoluta incompetenza che unita alle pressioni dei vari assessori per accontentare ora questo, ora quell’imprenditore del settore, ha prodotto, da sempre il nulla, con materiali scadenti, contenuti discutibilissimi, fotografie non sempre adeguate e il tutto, all’insegna dell’economia che non ha privilegiato la professionalità e ha sempre condizionato il numero di copie, fondamentale per una efficace diffusione.
Vedremo se gli imput dell’assessore Barone saranno in grado di imprimere una svolta, ma le premesse non sono incoraggianti.
Si parla di affidamento diretto per la realizzazione del progetto grafico di una cartina turistica, ma già l’incipit denota assoluta assenza di qualsivoglia competenza.
Per una qualsiasi tipologia di materiale stampato a carattere turistico, come per la pubblicazione di qualsiasi tipi di pieghevole, folder, brochure e cose simili, serve qualcuno che si occupi di editoria turistica.
Non chi svolge attività di grafico, che è cosa diversa, né chi svolge attività similari pertinenti all’oggetto, dicitura che è tutto un programma sulle competenze dell’autore.
Un pieghevole ha bisogno di un grafico, di un impaginatore, di un fotografo, di un redattore dei testi, di un disegnatore, di un esperto di grafica al computer e di stampa tipografica o digitale, oltre, naturalmente alla disponibilità di testi apprezzabili per i contenuti di carattere storico, artistico e turistico.
Come sempre gli uffici sono più attenti alle questioni dell’affidamento diretto, all’avviso pubblico di manifestazione di interesse, tutto il resto è optional.
Già racchiudere una città con due centri storici, un enorme patrimonio artistico-architettonico e naturalistico ambientale nel formato A4, quello di un normale foglio di carat per fotocopie, è un assurdo.
La lettura del comunicato è solamente esilarante: “ … che sia incentrata principalmente su monumenti, musei, luoghi di interesse, QR code (??? NdR) e non quindi con le tradizionali caratteristiche prevalentemente geografiche/toponomastiche.” Ma chi scrive cose di questo genere ?
La preoccupazione maggiore è stata quella di evidenziare la necessità di segnalare i percorsi pedonali che collegano Ragusa Superiore con Ragusa Ibla (scale del Carmine e di Santa Maria delle Scale) ed il percorso naturalistico di collegamento con Ragusa Ibla della vallata Santa Domenica.
L’importo fissato, poi, è solamente ridicolo, 2.000 euro escludono a priori professionisti del settore con documentata esperienza nel settore. Tanto vale appellarsi alla solidarietà e sperare che qualcuno ne faccia omaggio, pago solo di vedere la propria firma sul materiale del Comune.
Anche per questo, il cambiamento deve ancora arrivare.

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