Il sindaco Cassì plaude alle forze che non hanno votato per lui nel 2018 a ora sgomitano per allearsi e governare assieme la città.
A tutti propone di condividere una “Carta dei principi”, quale atto preliminare ad ogni possibile accordo.
Alla base di tutto, secondo il sindaco in carica, sono superate le contrapposizioni ideologiche fondate su un approccio alla politica non più attuale, nella convinzione che l’affermazione dei valori universali di uguaglianza, tolleranza, umanità, legalità, rispetto, solidarietà, coerenza, onestà, pari opportunità, non possa essere prerogativa esclusiva o privilegiata di uno schieramento politico o di un partito o di un movimento, ma debba ispirare chiunque abbia a cuore il benessere ed il progresso di una comunità.
Secondo la dichiarazione del sindaco Peppe Cassì deve però esserci un fondamento comune di principi e di valori, che sono alla base di ogni buona politica.
Ad una prima superficiale lettura del comunicato, e dell’allegata ‘Carta’, pensavamo fosse una proposta riservata agli avversari politici, leggendo di idee e non di ideologie, di dialettica come sintomo più evidente di una politica che si nutre di contrasti, di schieramenti che si tramutano in tifoserie, nei quali prevale la faziosità sulla ragionevolezza, la contrapposizione a prescindere sull’approfondimento dei temi e sul buon senso.
Potremmo ancora continuare, con trasversalità come valore aggiunto, con esigenza di gentilezza e di partecipazione, di rispetto delle istituzioni e di lungimiranza.
Per queste tematiche pensavamo che Cassì si rivolgesse ai competitor e alle forze politiche di opposizione, con una proposta pretenziosa ancorché legittima e condivisibile.
Invece, auspica che il programma elettorale, elemento fondamentale di chi vuole amministrare una città e non solo vincere le elezioni, dovrà quindi essere il frutto di un confronto tra chi condivide questi valori.
Quindi, un messaggio rivolto agli alleati e non ai competitor, cosa che ci rianimato perché pensavamo Cassì volesse tentare di eliminare il sale della campagna elettorale, la dialettica, i contrasti, le tifoserie, la contrapposizione, che riteniamo elementi fondamentali in momento di elezioni, così come abbiamo ritenuto dannosa, nei 5 anni, l’inconsistenza delle opposizioni, quanto mai dannosa per una sana democrazia.
La CARTA DEI PRINCIPI è finalizzata ad ua politica che deve unire, fuggendo dalla crescente esasperazione della dialettica. Cassì propone un modo nuovo di intendere la politica, vuole anteporre al peso delle ideologie il valore delle idee, considera superate le contrapposizioni ideologiche fondate su un approccio alla politica non più attuale, pretende che l’affermazione dei valori universali di uguaglianza, tolleranza, umanità, legalità, rispetto, solidarietà, coerenza, onestà, pari opportunità, non possa essere prerogativa esclusiva o privilegiata di uno schieramento politico o di un partito o di un movimento, ma debba ispirare chiunque abbia a cuore il benessere ed il progresso di una comunità.
Cassì vuole guardare a una politica trasversale, che privilegi il dialogo ed il confronto allo scopo di includere e fare sintesi di punti di vista differenti, venendone arricchita.
Trasversalità che sarebbe un valore aggiunto nel modo di intendere la politica, particolare che spiega l’accettazione di Cassì di alleati da qualsiasi parte provenienti.
Nella ‘Carta dei principi’ un posto rilevante ha il valore della gentilezza, il contraltare di politici arroganti estremamente abili nel sedurre le folle additando un nemico da combattere con dichiarazioni violente, che eccitano la gente facendo leva sulle sue paure ed inquietudini.
No alle lingue della demagogia, frasi frammentarie, vocabolario minimo, ripetizione continua delle stesse parole e delle stesse espressioni, assenza di approfondimento, che portano ad un consenso effimero, non strutturato, che si basa sulla emotività del momento, volatile.
Con gli alleati vuole guardare a una politica che parli in modo sobrio seguendo ragionamenti e riflessioni; che usi il linguaggio con responsabilità e che informi i cittadini con imparzialità per renderli più consapevoli.
Un passaggio sulla gentilezza sembra malcelare il timore di Cassì per una campagna elettorale piena di tensioni: “La gentilezza, nell’opinione di molti, non si addice a un politico in quanto apparentemente incompatibile con la risolutezza, che è dote che non deve mancare in chi guida una comunità. E tuttavia è proprio l’insicurezza che induce leader deboli ad alzare la voce per ottenere attenzione, e a mantenere modi bruschi e scostanti per ricevere rispetto. La gentilezza serve per condurre a regole il confronto, non per schivarlo. Chi aspira a guidare una comunità deve adoperarsi per non alimentare, anzi, per interrompere la catena del risentimento”.
Ci chiediamo, si rivolge agli avversari o ai suoi alleati?
La Politica va intesa come servizio e partecipazione, nella carta si legge che i politici mediocri compiono ogni scelta in funzione del tornaconto personale che potrà derivarne, aspirano ai privilegi del potere, considerano l’incremento del consenso a fini elettorali lo scopo principale da perseguire ad ogni costo e con ogni mezzo.
Il contrario esatto dell’ideale politico che antepone sempre al “ricevere” il “dare”, alla propria gente e alla propria terra, in termini di impegno, valori, competenza, progettualità e operosità.
Immancabile il cenno al rispetto delle istituzioni, si conclude con l’esigenza di governare con responsabilità e lungimiranza, che vuol dire avere come unico obiettivo l’interesse collettivo, nella consapevolezza che i risultati potranno concretizzarsi e manifestarsi solo nel lungo termine, anche ben oltre la scadenza del mandato elettorale.
Il reperimento delle risorse, l’attivazione e il completamento dell’iter amministrativo e infine la realizzazione dei progetti, richiedono anni, e sarebbe velleitario pensare di abbreviare tempi e rituali imposti da una burocrazia non aggirabile. Ciò non di meno, un buon politico come un buon padre di famiglia cerca sempre di fare del proprio meglio guardando non solo al breve, ma anche al medio e al lungo periodo, e con un occhio particolare alle future generazioni.
Pensiamo a una comunità in movimento, che cammina a falcate ampie tanto quanto la lunghezza dalla propria gamba, con programmi ambiziosi ma non velleitari, con una visione d’insieme che richiede rapidità d’azione e ostinazione, ma non fretta.
Crediamo in una politica che non amministri con l’ansia dei nastri da tagliare, ma che abbia il coraggio di affrontare i problemi strutturali della propria terra, guardando in particolare all’interesse dei più giovani.
La “Carta reca la firma del gruppo ‘CassìSindaco’, come riportato nella nota di presentazione è una carta che Cassì rivolge agli alleati, in noi rimane l’impressione che debba e possa essere rivolta, anche e, forse, precipuamente, agli avversari politici.
Ci resta solo una riflessione: per produrre questa proposta, che idea ha Cassì dei suoi probabili futuri alleati?
