C’è modo e modo … ma anche per questo servono le competenze giuste

Le insulse e farneticanti esternazioni di un esperto di periferia sui ragusani, oggetto di aspre critiche per le consuetudini e per il vizietto di scrivere sui social senza adeguate preparazione e competenze, mette in evidenza, più che altro, una mancanza di stile che risalta nell’ambiente del sindaco Cassì che, proprio per lo stile suo e dei suoi compagni di giunta, è stato apprezzato, in campagna elettorale, dai suoi elettori, e, una volta eletto, anche da chi non lo ha votato.
Ma le cazzate sui social sono tante e chi vi bazzica sa che fa parte del gioco.
Tutte le polemiche per qualche giudizio avventato, del saputello dell’ultima ora che non ha capito che è stato ingaggiato dal sindaco per dare consigli, dall’alto delle sue competenze, al primo cittadino e non alla città tutta, parte della quale non approva nemmeno il suo ingaggio, sono una inutile perdita di tempo, considerato il soggetto in gioco, ma vale la pena di accennare che le critiche rivolte alla trasmissione di Angela e alla tappa del Giro di Sicilia sono, per buona parte infondate.
Senza sfottere e umiliare i ragusani che mangiano pane e cipolla, si deve dire che i due eventi non hanno avuto un costo per la città, per il Comune, per i cittadini, si potrà, al massimo, casomai, lamentare il disagio per i blocchi stradali del Giro, ma le potenzialità dei ritorni sono importanti anche perché a costo zero.
Partiamo dalla trasmissione di Alberto Angela: gli autori, l’ideatore, il regista hanno una loro scaletta, un menabò e si fanno la trasmissione come vogliono.
Del resto in dieci minuti, tanto è durato lo spazio per Ragusa, non potevi passare in rassegna quelli che i sapientoni di Ragusa indicano come i 18 monumenti Unesco della città.
È stato scelto il simbolo del tardo barocco della Val di Noto, universalmente riconosciuto come capolavoro del Gagliardi che connota la ricostruzione tardo barocca post terremoto che ha meritato, come contesto urbanistico dei centri storici, il riconoscimento UNESCO.
Diverso sarebbe stato il commento se il Comune avesse pagato la trasmissione, anche solo per i dieci minuti, ben più grave la poca attenzione per Ragusa della casa produttrice di Montalbano che ha ricevuto dal Comune di Ragusa, unico Comune a foraggiare la Palomar, ben 350.000 euro, senza che si sia notata la differenza di visibilità con altri siti del territorio.
Non si può interferire sui contenuti di una trasmissione, piuttosto, come avvenuto in altre occasioni, l’istituzione deve evitare che sedicenti uomini di cultura, si occupino, spesso, di fare da ciceroni ai giornalisti di turno, decidendo se far mettere in risalto questa o quella Chiesa, questo o quel ristorante, questa o quella ‘scaccia’ e via dicendo.
Ancor meno fondate le critiche alla tappa del Giro di Sicilia, un evento che non può attirare sportivi dal palato fine, ma serve per la promozione del territorio, soprattutto in funzione futura.
Chi parla sconosce i fatti e gli antefatti e, se proprio dobbiamo dirla tutta, la mancanza di conoscenza dei ragusani è dovuta proprio alla mancanza di una comunicazione efficace.
Sindaco, assessori e anche consiglieri comunali si contornano di addetti alla comunicazione, di vario livello, ma tutto si risolve in selfie, interviste con il telefonino e autocelebrazioni dal dubbio gusto.
IL Giro di Sicilia nasce da un accordo dell’assessorato regionale al turismo con il gruppo Rizzoli-Corriere della Sera-Gazzetta dello Sport, accordo che comprende non solo questa manifestazione, ma anche tre tappe del Giro d’Italia in Sicilia, per il prossimo anno, e la partenza della corsa rosa nella nostra regione nel 2021.
Un accordo strategico della Regione Siciliana, da costo non indifferente, oltre due milioni di euro, sulla cui valenza c’è poco da disquisire.
I rapporti, soprattutto personali e di stima reciproca, del Sindaco Cassì con i vertici del governo regionale, forse anche l’appartenenza politica dell’assessore regionale di Fratelli d’Italia che ha voluto gratificare questa parte del territorio siciliano per questioni di ‘cuore politico’, hanno portato il Giro dalle nostre parti.
L’assessore, in conferenza stampa, ha invero stemperato gli entusiasmi, in maniera poco opportuna, perché ha detto che Ragusa è stata scelta per le condizioni migliori delle strade rispetto ad altre zone della Sicilia (figuriamoci cosa c’è altrove NdR) ma resta il fatto che il buon esito della tappa, sotto l’aspetto organizzativo, può deporre bene per il futuro.
La fortuna per la nostra città è stata quella che del coordinamento dell’organizzazione si è occupato l’assessore Ciccio Barone, nella doppia veste di assessore al turismo e alla polizia urbana, per questo settore coadiuvato in maniera eccellente, dal Comandante Puglisi e dal Capitano Ravallese.
Come è nelle prerogative dell’assessore Barone, una organizzazione perfetta, una scelta del percorso da manuale, tutto è filato liscio, anche con una buona dose di fortuna per le avverse condizioni climatiche, che può essere solo foriera di positive valutazioni per gli eventi dei prossimi anni, per i quali, il Giro di Sicilia è stato solo una preventiva palestra.
Il problema è ora quello di sfruttare strategicamente questo evento per accaparrarsi quelli importanti del Giro d’Italia, negli anni 2020 e 2021, consapevoli che, in queste scelte, incidono anche i contributi comunali per avere il meglio degli eventi.
In definitiva, non solo ogni critica, che peraltro non ha toccato l’aspetto organizzativo, occupandosi della scelta del tracciato e del livello dei ciclisti partecipanti, è del tutto poco opportuna, ma serve capire la dinamica delle strategie per pensare in maniera positiva per la città.
Una gratuita promozione del territorio la trasmissione di Angela, un esame di ammissione quello della gara ciclistica, superato brillantemente, alla luce dei fatti, forse, per il futuro, ci sarà solo da mettere a registro la comunicazione con soggetti adeguati.

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