Senza laurea e competenze, vietati i commenti sui social

Dell’operato del comunicatore del Sindaco Cassì, l’esperto per la comunicazione istituzionale, poco si è percepito, né sono state diffuse le relazioni mensili previste dalla delibera con la quale veniva conferito l’incarico, all’inizio di febbraio.
Il comunicatore, come sinteticamente è chiamato nell’ambiente comunale, sale alla ribalta, forse in maniera strategica, per un post sulla pagina facebook, ma tutto avviene in una maniera assai inopportuna, con tanto di offese rivolte ai cittadini ragusani e, segnatamente, a quelli che bazzicano sui social.
I contenuti del post sono talmente paradossali che si è portati a pensare per una ricerca spasmodica di visibilità per uscire dall’anonimato e svincolarsi dall’indifferenza di quanti se ne fregano del comunicatore.
Questo dipendente comunale, che fa parte dello staff del primo cittadino, posta su facebook che a Ragusa la partecipazione sui social è un fenomeno strano, “folgorante per quanto è evidente, per il potenziale d’energia che possiede, per la carica distruttiva con cui piove d’improvviso”
Evidentemente altrove non ci sarebbe la stessa partecipazione che a Ragusa diventa ‘sciagura’ perché i dibattiti sono torrenziali: va da per il dibattito, per fortuna, ma l’impeto diventa una disgrazia.
Forse per il suo ruolo, ma nessuno lo obbliga, il comunicatore non può fare a meno di partecipare al dibattito ed ecco alcune riflessioni sui leoni da tastiera ragusani, che sono gratificati di ogni tipo di insulto e di sfottò da questo che, mirabilmente, un segretario di partito ha definito ‘sacerdote della comunicazione’.
L’esperto di comunicazione istituzionale del Sindaco Cassì non tollera le critiche rivolte alla trasmissione di Alberto Angela, ‘Meraviglie’, che per circa 10 minuti si è interessata del Duomo di San Giorgio, a Ragusa Ibla, sia pure definendolo semplicemente ‘Chiesa’, come pure non ammette critiche per l’arrivo di tappa del Giro di Sicilia.
Riportiamo l’accaduto per puro spirito di cronaca, considerata l’eco che le affermazioni del tizio hanno avuto fra i cittadini, allibiti per i toni e gli apprezzamenti rivolti. Per il nostro modesto lavoro di informazione abbiamo già avuto modo di conoscere il soggetto e possiamo dire che abbiamo interrotto, al primo suo approccio, i rapporti per i modi di fare assolutamente impossibili da tollerare.
Chi scrive ha capito subito con chi aveva da fare, lo stesso non è facile per il cittadino che si vede apostrofato da uno sconosciuto sui social, nemmeno sapendo che si tratta di un esperto del sindaco che, ignorando il suo ruolo, anche delicato, pensa di poter straparlare come crede.
Il paradosso è che, in fondo, le recriminazioni per le critiche possono essere fondate, ma non puoi insolentire della povera gente che si distrae sui social, non puoi far pesare il fatto che senza titoli e senza competenze non si potrebbero esporre opinioni o esternare critiche.
Vero è che, anche per i dieci minuti di servizio su San Giorgio di Ibla, ‘a caval donato non si guarda in bocca’, ma sembra impossibile poter impedire di disquisire sulla puntata in mancanza di ragionamenti lucidi e competenti.
Il comunicatore ritiene opportuno sfottere i ragusani, giudicato popolo di allenatori calcistici, rendendosi conto che si tratta di un popolo che è anche esperto come direttore della fotografia, tecnico televisivo, autore culturale, regista, divulgatore.
I ragusani hanno osato rilevare che c’era poco sole, che gli autori erano impreparati (e la dizione Chiesa di San Giorgio depone in tal senso NdR), che c’erano troppi tagli, che la posizione in fondo alla trasmissione non era delle migliori.
Non meno severi gli apprezzamenti per tutti i ragusani social, presunti e sedicenti sportivi talentuosi, che sentenziano per il tracciato e per la qualità dei ciclisti in gara al Giro di Sicilia e sembrano disconoscere i vantaggi dell’evento, anche questo ‘regalo’, dell’assessorato regionale al turismo.
A Ragusa, secondo il comunicatore, ci sono solo “Fausto Coppi levati che ho comprato la bici al Decathlon”.
Poi l’affondo definitivo del sacerdote, roba che dovrebbe far rivedere le scelte al Sindaco Cassì, peraltro in un settore dove esistono riconosciuti professionisti della comunicazione: “Dall’alto di competenze autoassegnate, formazione autodidatta, post autocelebrativi, commenti autoreferenziali e pulpiti autoinnalzati, tutti se ne intendono di tutto. A me pare, a proposito di “auto”, che in tempi di crisi “u machinuni” da sfoggiare sia stato sostituito dal commento da postare; pazienza se alle spalle ci siano pani, cipudda e competenze da fame. Ostentazione e vuoto dietro”.
A poco vale la chiusura del post dove si fa appello alla pazienza per la critica un po’ ruvida e si vanta la voglia di essere costruttivi in una città che, appunto per la voglia di dibattere su tutto, ha ambizione.
Una scalata di marcia tardiva e inutile, le competenze sono quelle che sono, cercheremo di migliorare, ma, almeno, ci dica del gusto di pane e cipudda, per quelli che lo sconoscono.

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