Inevitabile riflettere su quali potranno essere gli effetti della tornata elettorale ultima che ha visto gli elettori andare al voto in tredici capoluoghi e circa 90 comuni maggiori.
Sostanzialmente resistono gli equilibri attuali, le distanze note fra centro destra, e Fratelli d’Italia in particolare e il PD, rimasto l’unico baluardo dall’altra parte.
La destra si assicura 4 capoluoghi su 2 al primo turno e aspetta l’esito di sette città al ballottaggio.
Al primo turno va meglio per il centro destra in 23 comuni, il centro sinistra ne conquista solo 15, 40 al ballottaggio, esigua la formazione dei civici che ha conquistato il primo turno.
In effetti non c’è stato l’effetto Schlein, ma Giorgia Meloni non ha stravinto. Il PD resta comunque il partito più votato in 9 dei 13 capoluoghi al voto, anche dove non ha vinto.
Il dato che emerge con forza è che l’alleanza con il Movimento 5 Stelle non ha dato risultati o l’apporto è stato influente ai fini del risultato stesso.
Fratelli d’Italia si afferma come prima forza della coalizione di centro destra, salvo alcuni feudi isolati della Lega o di Forza Italia.
In definitiva, emerge solo la totale debacle del Movimento 5 Stelle che ha avuto risultati bassissimi, superando la soglia del 5 % in rari casi. Al nord il Movimento non esiste, addirittura sotto il 2% nei centri maggiori, con forti difficoltà anche al sud.
Si dirà che alle amministrative locali il Movimento non ha mai brillato, ma la famosa base del partito poteva dare, almeno, segni di vita.
I risultati danno fiato agli avversari interni di Conte, ormai da troppo tempo indaffarato a organizzare un movimento, peraltro con procedure e metodi non da tutti condivisi.
A Ragusa si attende la sua venuta per dare vitalità alla campagna del candidato Firrincieli ma, a questo punto, si teme che la piazza possa riempirsi ma non le urne con i voti per i 5 Stelle, come avvenuto in tante altre località.
I risultati più sconfortanti a Ostuni, dove la coalizione di otto liste ha visto i 5 Stelle solo al settimo posto, ad una incollatura dall’ultima, solo lo 0,01%, e Pomezia dove c’era un sindaco 5 Stelle dal 2013, ci pare ancora prima di Federico Piccitto a Ragusa, e c’è stata la sconfitta.
E, a proposito di Federico Piccitto, molti pensano che a dare ossigeno a Firrincilei possa essere Piccitto più che Conte, anche se il pezzo pregiato, il nome nobile, come coordinatore provinciale, è stato aggiunto da poco e troppo tardi.
La questione interessa, da vicino, Ragusa, gli equilibri fra Schininà del centro sinistra e Cultrera del centro destra sono ormai netti, nei confronti dei civici di Cassì, al ballottaggio si prevede un tutti contro Cassì ma, a questo punto, l’alleanza non può certo concretizzarsi con molte pretese dei 5 Stelle, se non c’è un risultato diverso dall’attuale tonfo.
