Ci sono i 5 Stelle e le cinque stelle

Per dare un tocco di modernità, potremmo chiamarli i ‘five stars’, i cinque del gruppo di Maurizio Tumino, al momento gli unici componenti del gruppo misto al Consiglio Comunale, da sempre, comunque, protagonisti dei lavori d’aula e delle commissioni.
Erano cinque stelle all’inizio della sindacatura perché rappresentavano singolarmente sacche di consenso personale notevole, La Porta 747 voti, Tumino 607, Lo Destro 515, Mirabella 514, Marino 512, sono rimasti protagonisti per una opposizione ferma e risoluta all’amministrazione pentastellata, sono diventate stelle luminose, che hanno anche accecato qualcuno dei concorrenti, quando hanno costituito un gruppo unito che influenza scelte importanti all’interno del Consiglio Comunale, come quella dell’elezione del Presidente del civico consesso.
Tralasciando gli aspetti di una opposizione che si rivela sempre risoluta nel rilevare ogni minima incertezza dell’amministrazione a 5 Stelle ma attenta, con responsabilità, alle misure e ai provvedimenti di interesse generale, che portano, dietro di sé, inevitabilmente, illazioni di certa opposizione che mostra confusione strategica e stanchezza nell’affrontare un ruolo che non si è riusciti a caratterizzare positivamente, nell’arco di oltre tre anni, va considerato un aspetto importante delle politiche del gruppo, legato alle questioni inerenti la Legge sui centri storici.
A pochi mesi dall’insediamento dell’amministrazione a 5 Stelle, furono i consiglieri Tumino e Lo Destro a sollevare la questione del notevole ammanco dei fondi residui della Legge su Ibla.
Era il mese di dicembre 2013, quando questa vicenda ebbe inizio, continuò nel successivo mese di aprile, quando fu l’assessore al bilancio, Martorana a confermare l’ammanco e a definirlo economicamente in circa 16 milioni di disallineamento.
Le stesse resistenze che impedirono di far venire alla luce l’ammanco, da parte delle vecchie amministrazioni, le stesse resistenze che consigliarono alla nuova amministrazione di mantenere il silenzio sull’ammanco, le stesse resistenze che hanno scandalosamente allungato i tempi di un necessario chiarimento sulle violazioni di legge e sui responsabili, tutti esclusivamente amministratori e dirigenti del passato, si ripropongono ora nelle more degli esiti di una commissione di indagine che sta lavorando per far emergere la verità sui fatti.
Il gruppo di Maurizio Tumino non ha aspettato, passivamente, di conoscere gli esiti dell’inghippo, aveva lavorato per una rimodulazione di questi fondi, attraverso una iniziativa consiliare.
E’ stata l’amministrazione Piccitto a riconoscere, di fatto, la valenza dell’iniziativa dei consiglieri Tumino, Lo Destro, Mirabella, La Porta e Marino, presentata in data 1 marzo 2016, concernente la rimodulazione del piano degli interventi inseriti nei Piani di Spesa della Legge 61/81, per gli esercizi 1997/2013.
Nel corso della seduta del Consiglio Comunale, Tumino e soci hanno ritenuto opportuno ritirare la proposta di iniziativa consiliare, considerato il riconoscimento ottenuto dalla Giunta che ha citato la loro proposta nella delibera per la rimodulazione della quota di avanzo vincolato dei fondi della 61/81.
Tumino e compagni, in sintesi, hanno assunto, in tutta la vicenda un ruolo determinante, oltre che riconosciuto, vere stelle in una vicenda quanto mai complicata e, sotto certi aspetti, anche torbida per la mancanza della minima trasparenza, vere e proprie stelle del panorama politico locale, Tumino, in particolare, rivelatosi in questa vicenda, quasi, come la sesta stella del contesto politico locale.
L’importante atto, approvato nel corso della seduta di Consiglio Comunale del giovedì 16 febbraio 2016, con i voti dei consiglieri del Movimento 5 Stelle e del gruppo di Maurizio Tumino, si può considerare uno dei più importanti dell’amministrazione Piccitto.
Immancabili sono stati i tentativi di una solita certa opposizione di vanificare la proposta, con pregiudiziali e con il tentativo di confondere le acque, giocando la carta della commissione di indagine che, trattando dell’ammanco, poteva configurare la necessità di attendere l’esito dei lavori.
Ma è apparso chiaro che si trattava di una mossa che, volendo sfruttare i mesi ancora a disposizione della commissione, di recente concessi, giocava ad allungare i tempi di atti propedeutici al bilancio per spostare, sine die, l’approvazione dello stesso.
Una mossa di ben identificati personaggi del civico consesso, due in particolare, che è stata stigmatizzata, con decisione, anche dal folto pubblico interessato alla rimodulazione dei fondi, prevalentemente residenti e operatori commerciali di Ragusa Ibla, che hanno avuto modo di constatare come alcuni componenti del civico consesso fanno politica e a quali interessi beceri, di parte, elettoralistici, informano la propria azione, trasformandosi da rappresentanti dei cittadini in rappresentanti di sé stessi.
L’atto sulla rimodulazione dei fondi fissa in 16.231.813,79 l’avanzo vincolato dei fondi della Legge 61/81, conferma la realizzazione di opere già deliberate, ancora non realizzate, per la somma di euro 11.506.707.77, programma nuovi interventi da finanziare con economie di lavori già realizzati e di progetti non più eseguibili per una somma di euro 4.373.834,20 – oltre alla somma di euro 349.271,82 per rimodulazione fondi per spese generali.
Si tratta di interventi importanti, molti dei quali riguardanti pezzi di eccellenza del nostro patrimonio artistico architettonico, opera inopinatamente insolute che troveranno adeguata attenzione.
Fra le voci degne di attenzione, i restauri della Cona del Gagini, al Duomo di San Giorgio, il completamento dei restauri per il Palazzo della Cancelleria e per il Palazzo Sortino Trono, i lavori in via Roma, tratto coso Italia – via G.B. Odierna, gli interventi per la ex biblioteca comunale e per il cinema Marino, molti interventi minori su Ragusa Ibla, culla del tardobarocco locale, e la realizzazione di un parcheggio pluripiano retrostante la villa di Ibla.

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