di Cesare Pluchino
Aleggia il mistero sulle politiche turistiche: non si può credere che si spostano ben 8 fra sindaci e rappresentanti dei Comuni della ex provincia per parlare solo di un elenco di location da inoltrare alla Palomar e della eventuale disponibilità di un capannone da adibire a cover set
L’assessore al Turismo del Comune di Ragusa ci ha abituato agli annunci mirabolanti che si risolvono nel nulla: nel maggio dell’anno scorso parlava di programmi e le strategie per il settore turistico, di un pacchetto di misure innovative, con formule di gestione diverse, rispetto al passato, per sanare ‘’ i limiti progettuali di una gestione del turismo caratterizzata, da sempre, nella nostra città, da scelte poco professionali e non programmate’’.
Ancora ci venivano propinate ‘’misure per interpretare il turismo come leva di sviluppo” attraverso ampliamento dell’offerta, per consentire una fruizione ottimale, “comunicazione e network, fondamentali in un contesto internazionale, che si devono distaccare dalla gestione in forma amatoriale vista finora.”
In particolare interventi specifici mirati a valorizzare l’enorme patrimonio gestito in forma insufficiente.
Per le strutture di proprietà comunale si pensava a una gestione di tipo diverso, un bando per l’affidamento in concessione del patrimonio culturale e artistico, dove dovevano essere compresi l’ufficio turistico di Ibla, il Castello di Donnafugata, l’auditorium San Vincenzo Ferreri, Palazzo Cosentini e altre strutture di proprietà comunale.
Una svolta doveva essere segnata dall’istituzione di un ufficio UNESCO che avrebbe dovuto lavorare per valorizzare il patrimonio in funzione di connessioni internazionali e dello sfruttamento di fonti di finanziamento europeo.
Un piano mirabolante, che i consiglieri di opposizione Sonia Migliore, Maurizio Tumino, Giuseppe lo Destro e Gianluca Morando eccepirono in più punti della delibera: secondo normative di legge, la procedura dovrebbe essere ad evidenza pubblica e non mediante gara informale, secondo la procedura disciplinata dal D. Lgs 163/2006, la procedura ristretta (con invito alle ditte) sarebbe contemplata solo quando il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Mancava un Piano finanziario dei costi di gestione dei suddetti beni culturali e delle relative entrate, utili per proporzionare costi e ricavi del Comune e del concessionario.
Un atto di indirizzo politico, dichiarato, con una formula giuridicamente inesistente, immediatamente esecutivo, che dava mandato al Dirigente di espletare una gara informale in mancanza dei presupposti della Legge. A margine della interrogazione girava anche il nome dell’aggiudicatario che, si disse, era stato, il suggeritore della idea di gestione affidata a privati, poi ritiratosi per questioni… ‘balneari’.
Analoghe considerazioni potremmo esternare per i progetti finalizzati alla partecipazione a EXPO 2015, dei quali, a pochi giorni dall’inizio dell’evento, non si sa nulla.
Ora è la volta di Montalbano, del protocollo d’intesa, con i comuni del territorio, per istituire un Tavolo Permanente per il coordinamento e la programmazione 2015/2017 delle attività a sostegno della produzione della serie TV del “Commissario Montalbano”.
I sindaci ed i rappresentanti dei comuni di Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Modica, Monterosso Almo, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Vittoria formano un tavolo, con Ragusa, per diventare “l’interlocutore diretto con la società di produzione cinematografica Palomar con la quale concorderemo e definiremo i percorsi utili alla valorizzazione e promozione dei territori dei comuni che assicureranno interventi ed azioni di supporto per le riprese della nuova serie del “Commissario Montalbano”.
Indecifrabile l’impegno per individuare, tra gli edifici che ospitano i set della serie Tv, i locali da destinare a spazi espositivi permanenti da gestire secondo forme da concordare con la Palomar Spa.
Nessuno spiega a cosa servono i soldi già impegnati per il protocollo firmato da Ragusa con la Palomar, in questo nuovo contesto. Vanno persi o serviranno per le cause ‘comuni’, come già accaduto per università o rifiuti?
Giovedì 19 febbraio, altra riunione del tavolo, altro comunicato :all’incontro, coordinato dall’Assessore al turismo, Stefano Martorana, sono intervenuti diversi sindaci e rappresentanti dei comuni di Chiaranomte Gulfi, Comiso Giarratana, Modica, Monterosso Almo, Pozzallo Santa Croce Camerina, mancava Vittoria, c’era Scicli rispetto alla prima riunione.
C’era anche Claudia Schembari, vice presidente della Film Commission.
In sintesi del comunicato l’Assessore Martorana ha informato i componenti del Tavolo Permanente che il produttore esecutivo e lo scenografo della Casa cinematografica Palomar sono già a Ragusa per avviare il lavoro delle prossime riprese della nuova serie televisiva del “Commissario Montalbano” che inizieranno nel mese di aprile.
Discussione incentrata su due punti: la necessità di fornire alla Palomar un elenco degli immobili di particolare valenza storico-artistica che ciascun comune potrebbe mettere a disposizione non solo per effettuare le riprese cinematografiche ma anche per essere destinati a spazio espositivo permanente per dare la possibilità ai cine-turisti di visitare i luoghi e le location scelte per le nuove ambientazioni del “Commissario Montalbano”. Il secondo punto preso in esame dal Tavolo Permanente è stato quello concernente la necessità manifestata dalla Palomar di avere a disposizione, per la logistica, un capannone da potere utilizzare come cover set per sistemare attrezzature e mezzi.
Secondo Martorana, la presenza dei comuni dell’area iblea avrebbe mostrato il grande interesse a lavorare per sviluppare un’azione forte, utile a promuovere nel miglior modo possibile il nostro prezioso patrimonio culturale: dai contenuti della riunione non si vede l’azione forte, a meno che i comunicati non riportino quanto effettivamente discusso in riunione, la qualcosa deporrebbe a favore della loro inutilità, in un contesto di comunicazione illogico e avulso dalla realtà, incomprensibilmente tollerato dagli altri rappresentanti dei comuni del territorio.
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