Facendo una sintesi di commenti e di valutazioni sul prossimo sindaco della città di Ragusa, ne esce un identikit abbastanza esaustivo delle aspettative della gente.
Non sono caratteristiche di destra o sinistra, le aspettative, in generale, sono quelle di avere un sindaco con nome e cognome, con una sigla politica precisa che possa mantenere, possibilmente, fino alla fine del mandato.
Un sindaco che faccia chiarezza già, in campagna elettorale, quali saranno i compagni di comitiva, i compagni di viaggio e che, soprattutto, per arrivare a Palazzo dell’Aquila non imbarchi i soliti autostoppisti, che già frequentano in massa appuntamenti politici pervasi dalla smania di tornare in pista.
Un sindaco che si impegni a scartare, per principio, quelli che prima di scegliere un candidato fanno la via crucis, bussando a tutte le porte e battendosi il petto se qualcuno gli rinfaccia i trascorsi.
Un sindaco che, in campagna elettorale, ufficializzi chi saranno segretari, portaborse, esperti, collaboratori, addetti stampa. Quindi, non solo i nomi degli assessori.
Un sindaco che deve portare a conoscenza quale è la valutazione sul palazzo, sui dirigenti, sull’organizzazione, sull’efficienza dei vari settori.
Un sindaco che, in pratica, come accade nella politica attuale, non professi un programma elettorale per dire poi, una volta eletto, che la realtà è un’altra e molte cose non si possono fare, come è accaduto con i grillini al governo nazionale e come sta accadendo anche con l’attuale governo di centro destra che di destra ha ben poco rispetto alle promesse.
Per essere chiari ci vorrebbe un farmacista, uno che sappia dosare i componenti per la medicina ideale per restituire vigore alla città e curare le criticità principali.
Una persona seria che se si rendesse conto di non poter o di non saper arrivare all’obiettivo, sarebbe disponibile a fare un passa indietro, tornare agli affetti familiari e affidare la città agli elettori.
Basterebbe rispondere ai requisiti citati per essere vicini al sindaco ideale. Per costituire la squadra ideale, che non potrebbe prescindere da competenze e consenso personale diffuso, sarebbe necessario mettere assieme personaggi di sponde politiche diverse. Potrebbe sembrare un controsenso, sarebbe, invece, l’antidoto ideale per successive infiammazioni della squadra assessoriale e della politica in città.
Una squadra di governo della città che avrebbe un compito arduo, di riportare Ragusa ai fasti del passato.
Sarebbe facile pensare all’onorevole Dipasquale di nuovo a Palazzo dell’Aquila, ma sarebbe troppo ovvio.
Per le nuove normative di legge, guardiamo prima al mondo femminile, una Ragusa proiettata veramente al futuro non potrebbe privarsi di esponenti del gentil sesso come ( è chiaro che non c’è una priorità nell’elenco) l’attuale vicepresidente del Consiglio, Rossana Caruso, come Cettina Raniolo Cassì, Gianna Miceli, almeno una delle sorelle DiQuattro, Carlotta Schininà, Marcella Borrometi, Cettina Pagoto, già dirigente del Comune di Ragusa, e ancora Bianca Panepinto o Maria Licitra o Laura Curella.
Indiscutibile che una candidatura femminile a sindaco potrebbe significare l’alba di una nuova era per la città.
Del Palazzo servirebbe blindare le porte per non fare uscire gente come Giovanni Iacono e Fabrizio Ilardo, si dovrebbe riportare dentro Giorgio Massari, blindare le porte per trattenere i giovani come Simone Digrandi, come Federico Bennardo e ci mettiamo anche Gaetano Mauro anche se di Mauro, come medicina per la città, l’ideale sarebbe il senatore, l’unico allo stesso livello dell’on. le Dipasquale per non continuare con le farse degli ultimi anni.
E trattando di ex senatori chi non potrebbe pensare a Gianni Battaglia?
Il sogno potrebbe continuare con un mix di professionalità, di imprenditorialità, di competenze politiche e di esperienze acquisite, dove dovrebbero essere gli elettori a scegliere ma, chiaramente, le candidature sarebbero determinanti perché non è detto che tutti siano disponibili ad accettare una candidatura con questo mix che sarebbe inedito.
Oggi Ragusa non dovrebbe prescindere da persone come Mimmo e Angela Barone, come Maurizio Tumino, come Michele Sbezzi, chi non potrebbe pensare a Umberto Schininà come sindaco ideale, chi non potrebbe ricordare i grillini originali Massimo Agosta e Alessandro Antoci, perché non pensare a Pietro DiQuattro o Nunzio Basile, a Fabrizio Chessari, a Enzo Di Pasquale, perché non ritornare con la mente ai ‘secondi’ eccellenti, Giovanni Cosentini, Antonio Tringali o Riccardo Schininà? E perché non pensare ad un ritorno sulla scena di Federico Piccitto?
Un contributo alla città sarebbe essenziale da parte degli avvocati Sergio Arezzo e Alessandro Sirttinieri, chi non desidererebbe Carmelo Arezzzo sulla plancia di comando o Giancarlo Milgiorisi nelle stanze che contano?
Perché rinunciare alle professionalità unite alle esperienze politiche di Raffaele Schembari, di Mario D’Asta, di Salvo Mallia?
Gli elementi per fare Ragusa grande di nuovo non mancano, tutto può apparire come un sogno, possono essere considerate da qualcuno valutazioni del tutto personali, a pensarci bene i risultati sarebbero, di certo, inattesi.
