di Cesare Pluchino
Seduta propedeutica per le variazioni di bilancio, si dovevano approvare debiti fuori bilancio ma tutto è stato rinviato per la mancanza di risposte a precisi quesiti dei consiglieri di opposizione.
Sembrava la seduta delle grandi occasioni, componenti al gran completo, autorevoli presenze con l’assessore Stefano Martorana, il neo dirigente del III Settore, Gestione servizi contabili, finanziari e patrimoniali, dott. Marco Cannata, la dirigente dell’VIII Settore, Servizi Sociali, dott.ssa Arianna Guarnieri, l’avv. Sergio Boncoraglio dell’Avvocatura Comunale, il dirigente del V settore, Decoro urbano, manutenzione e gestione infrastrutture, Programmazione opere pubbliche, ing. Michele Scarpulla, il Dirigente del VI settore, Ambiente, energia, verde pubblico, ing. Giulio Lettica, la funzionaria dell’Ufficio Ragioneria, dott.ssa Carfì, e i Revisori dei Conti.
Questo enorme spiegamento di forze non è bastato per fornire le risposte dovute ai consiglieri, dopo che dall’esame della documentazione sono emerse parecchie discrasie nella stesura degli atti prodotti e non poche anomalie, evidenziate, prima di tutti, da Maurizio Tumino.
Il Consigliere ha eccepito che sono stati considerati come debiti fuori bilancio somme, dovute alla ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti, per adeguamento dei canoni, all’ATO Ragusa Ambiente e alla Provincia Regionale di Ragusa, per cui è stato è stato specificato, nella proposta di riconoscimento dei debiti stessi, “che non potevano essere previste nei bilanci 2010 e 2011 in quanto la determinazione del debito e la sua individuazione è avvenuta successivamente: l’attento Tumino si è chiesto, e ha chiesto, come mai le stesse somme non fossero state inserite nei bilanci successivi, 2012, o 2013, o anche 2014. Forse perché sarebbero variati gli equilibri di bilancio e si correva il rischio di sforare il patto di stabilità ?
Il Dirigente competente non risponde, l’Assessore Martorana declina ogni responsabilità non essendo competente per l’Ambiente né come Assessore né come Dirigente, resta l’interrogativo su procedure che lasciano perplessi anche Giorgio Massari e Sonia Migliore, che incalzano il Presidente della Commissione per ottenere delle risposte che non arrivano, nel contesto di un evidente imbarazzo dei presenti, il cui silenzio è più eloquente di qualsiasi possibile chiarimento che, comunque, non arriva.
Di contesto alcune precisazioni del Dirigente dei servizi finanziari, peraltro insediato da poche settimane, facile per il consigliere Lo Destro infierire sulla ferita aperta, chiede perché è stato applicato un determinato criterio, dice che i motivi si immaginano, ma li vuole ascoltare ugualmente dai responsabili del settore.
Tumino fa esplicito cenno alla nota del Dirigente del III Settore, economico, la n. 61241 dell’8 agosto 2014 nella quale si invitano i Dirigenti dei Settori a segnalare la presenza di debiti fuori bilancio nei settori di competenza. Quali sarebbero state le risposte ? Dov’è la documentazione relativa che non è stata posta all’attenzione della Commissione ? Perché la nota è inviata dopo il 31 luglio, termine per l’approvazione del bilancio e non tiene conto di una messa in mora del 19 giugno 2014 ?
L’imbarazzo, palpabile, aumenta quando si tratta di esaminare un debito dovuto all’IRSAP (ex ASI) per approvvigionamento idrico durante la relativa crisi che attanagliò la città, di 157.000 euro, più ancora per un debito per forniture di energia elettrica di 1.224.210,09 euro relativo al pagamento di 1.442 (millequattrocentoquarantadue) bollette non pagate, ancorchè non sarebbero state ricevute dal Comune nei tempi canonici.
Giustamente il consigliere Stevanato ha rilevato come una grande superficialità degli uffici il mancato controllo per la mancanza di un numero madornale di bollette: anche se l’ing. Scarpulla prendeva le difese degli uffici, evidenziando come arrivino all’Ente circa seimila bollette diverse, resta il fatto che non esiste un controllo analitico sulla materia, che lascia spazio a queste situazioni delicate, se non di enorme gravità.
Ma sono emerse altre strane situazioni, certo di entità minore ma pur sempre sintomatiche di uno stato di disordine amministrativo preoccupante, che, a quanto pare, è fisiologico e diffuso in tutti i settori.
Per esempio, il Dirigente dell’VIII settore, in risposta alla nota precedentemente citata, rappresenta il debito per il mancato pagamento di quote associative alla rete delle Associazioni Giovani Artisti Italiani di Torino, € 2.065 annui, per una adesione deliberata nel dicembre 1995 e rinnovata nel settembre 1997. (Sindaco Chessari)
L’adesione fu disdettata nel 2008, (sindaco Di Pasquale), ma nel 2013 l’Associazione sollecitò il Comune, tramite legale, per dei canoni non pagati che, da un saldo del 2004, ammontavano a € 3.897.
Si potrebbero definire storie di ordinaria follia. Controllo inesistente sulla spesa pubblica.
Basta tutto questo per spingere Maurizio Tumino a chiedere il rinvio della seduta, per l’evidenza di elementi poco chiari, di atti stilati con approssimazione, di totale assenza di risposte convincenti da parte dell’amministrazione e dei dirigenti. Occorrerà verificare tutte le difformità e corredare ogni relazione degli atti citati nella stessa.
Non sono stati esaminati i debiti derivanti da sentenze, il Presidente della Commissione Massimo Agosta si è premurato di raccogliere i dati sui documenti richiesti, ma è facile prevedere che la sostanza delle eccezioni provocherà ulteriori intoppi nell’approvazione delle proposte di riconoscimento dei debiti fuori bilancio. La seduta ha fatto emergere dati sconfortanti, non tanto per l’entità delle somme da pagare, quanto maggiormente per una tenuta dei conti che si presta a non poche critiche e su cui non vengono date risposte convincenti. Molte delle difformità registrate affondano le radici negli anni precedenti, ma è impossibile non rilevare come, dopo 15 mesi i amministrazione pentastellata, manca la svolta tanto propagandata e tanto auspicata dai cittadini che hanno votato per il cambiamento.
I due momenti dell’amministrazione pubblica, cittadina in questo caso, sono quelli politici e quelli tecnici. Mentre i cittadini non si aspettano una specifica competenza per il politico eletto, ma solo la capacità di indirizzo e strategia per la soluzione di problemi amministrativi, pretendono, invece, che i tecnici siano capaci di percorrere con competenza la strada tracciata dalla politica. Invece, in questo caso, si assiste al triste spettacolo di tecnici che fanno scena muta, come se si trovassero a passare per caso dalla riunione e conoscessero i problemi per sentito dire. Oddio, non si pretende che sappiano tutto, ma sarebbe necessario che almeno sapessero cosa succede nel loro settore di competenza e che si presentassero alle riunioni con un minimo di preparazione. Altrimenti si alimenta quel detto che vuole la salita dei gradini della carriera sino al massimo dell’incompetenza.
Se a questo si aggiunge che nemmeno gli amministratori politici hanno le idee molto chiare, si ha l’esatta percezione dello stato dell’arte al Comune di Ragusa.
