Un regolamento per la tutela dei diritti degli animali

di Cesare Pluchino

E’ la proposta di deliberazione presentata da Sonia Migliore

 

Si è fatto un gran parlare sui cani in particolare, un po’ meno su altri animali da compagnia, quali potrebbero essere gatti e uccelli, si è pensato pure all’area dog-free, per lo sgambettamento, grande eco hanno avuto le vicende legate alla questione del canile rifugio sanitario.

Ma nessuno ha considerato l’adozione del regolamento per la tutela dei diritti degli animali: ci pensa ora il consigliere dell’UDC Sonia Migliore che fa suo il regolamento presentato, nel giugno del 2013, a Roma, da ANCI e Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente, per la tutela degli animali e la loro convivenza con i cittadini.

La detenzione di cani e di gatti secondo standard minimi (con il divieto assoluto di usare la catena o di lasciare i pet a lungo soli), il libero accesso degli animali domestici sulle spiagge, nei luoghi pubblici, nei luoghi aperti al pubblico (compresi case di riposo, ospedali, cimiteri) e sui mezzi di trasporto pubblico, la tutela della fauna selvatica, la detenzione di animali esotici, e tutti gli altri aspetti della convivenza tra uomini ed animali nelle città: sono queste le regole che furono presentate dall’Associazione nazionale Comuni italiani e dalla Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente.

In quella sede fu sottoscritto un accordo quadro che impegnava l’associazione dei comuni alla massima promozione del regolamento, per la sua adozione da parte dei sindaci italiani.

Le parti avevano anche l’intenzione di promuovere  anche l’apertura di un ufficio per i diritti degli animali in ogni città, un più serrato confronto sul tema del randagismo e le migliori sinergie tra le amministrazioni comunali e le associazioni animaliste.

L’iniziativa affronta tutte le principali questioni attinenti alla convivenza uomo-animale nelle città e, per la prima volta, si occupa di tutti gli animali, dal gatto, all’iguana, all’elefante obbligato a “lavorare” sotto il tendone del circo.

E’ un testo fortemente innovativo, che ribalta la tradizionale prospettiva proibizionista e punta a migliorare la qualità della vita di tutti, proprietari di animali o meno.

Secondo quello proposto, il Comune riconosce “la valenza sociale” del rapporto tra esseri umani e animali d’affezione ed opera perché il rispetto verso i nostri amici a quattro zampe sia promosso anche nel sistema educativo, a partire dalla scuola dell’infanzia ed elementare.

Il regolamento elenca doveri e responsabilità del detentore di cani e gatti – ad esempio, la custodia, il controllo della riproduzione, le precauzioni contro danni a terzi o aggressioni – e alcuni significativi divieti come quello di legare gli animali alla catena, di venderli a minorenni, di detenerli se si sono riportate condanne, o è stato accolto il patteggiamento, per maltrattamento o uccisione, di lasciarli cronicamente soli, di condurli al guinzaglio da qualsiasi mezzo di locomozione, di utilizzarli per l’accattonaggio, di offrirli in omaggio o in premio (come ancora accade in molte lotterie di paese).

Qualora il detentore, “per seri e comprovati motivi”, non sia più in grado di tenere l’animale, è previsto che ne dia comunicazione all’Asl e al Comune affinché le strutture pubbliche o private convenzionate possano gestire l’accoglienza.

Il regolamento, inoltre, riconosce e promuove, quale strumento alternativo per la lotta al fenomeno del randagismo, la figura del “cane di quartiere” o, più propriamente, del “cane libero accudito”: le condizioni per il riconoscimento sono definite dal servizio veterinario delle Asl competenti.

Il principio a cui è ispirato l’intero  regolamento con i suoi 57 articoli è quello che fa dell’animale un essere senziente e perciò titolare di diritti inviolabili.

Sonia Migliore, con l’adozione di questo regolamento, vuole contribuire a modificare, positivamente, i modelli comportamentali dei cittadini ragusani. Una rivoluzione culturale da raggiungere tramite una vera e propria opera di sensibilizzazione e di formazione, specie dei più piccoli, impegnando l’Amministrazione all’iniziativa che, da tempo, avrebbe dovuto intraprendere, se non altro come aderente all’ANCI.

Una menzione particolare fa per l’articolo del Regolamento che sancisce l’importanza della Pet terapy e quindi il ruolo che il Comune deve avere nella promozione di una tale attività, i cui benefici nella cura, nella riabilitazione e nell’assistenza delle persone anziane o affette da disabilità mentali, sono oramai assodati.

Inevitabili considerazioni di ordine politico, che, provocatoriamente, sono sollevate dalla stessa Migliore, la quale, concludendo il suo comunicato che annuncia la proposta, auspica che il Consiglio Comunale adotti questo indispensabile strumento e mette le mani avanti: sarebbe triste se per un mero calcolo politico il Civico consesso lo dovesse bocciare o ignorare.

Questa volta la maggioranza consiliare del Movimento 5 Stelle, quasi sempre ostile alla Migliore, avrà difficoltà ad uscire dall’angolo in cui è obbligata dalla mossa, in ogni caso politicamente diabolica, del consigliere di opposizione. Non si potrà sottovalutare la proposta, peggio ancora ignorarla, né sarebbe opportuno, istituzionalmente, proporre sostanziali modifiche, trattandosi di documento stilato e approvato dall’Associazione dei Comuni Italiani.

Ancora una volta viene fuori l’inesperienza, l’ingenuità e la sostanziale scarsa caratura politica del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle intriso solo, ad eccezione di tre o quattro componenti, di malcelata aria di superiorità, dichiarata dai numeri ma che stenta ad affermarsi nei fatti.

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