Comune di Ragusa: le opposizioni sono venute a mancare

Si era capito da tempo che era una razza in estinzione, l’ultimo fatale respiro delle opposizioni al Consiglio Comunale di Ragusa è stato esalato con l’ultimo incontro con il Sindaco al quale si è voluta offrire disponibilità a mantenere il numero legale in aula e ad approvare il Piano Regolatore.
Si prevede che nelle file della maggioranza saranno in molti gli incompatibili, in ogni caso la maggioranza non arriverebbe al numero legale di 13 presenti in aula, per cui le opposizioni, almeno in cinque, hanno pensato bene di offrirsi al potere per ‘scrummare’ qualche piccola soddisfazione, qualche emendamento, qualche metro quadrato da modificare per categoria, per esibirlo come trofeo delle capacità politiche.
In realtà, una mossa che nasce dall’alto, dove gli accordi fra i maggiorenti sono assai più ben maturi, per questioni più corpose di qualche fazzoletto di terra.
Le minoranze interessate, che hanno ammesso dell’incontro, vantano di aver posto al sindaco condizioni precise ed estremi, chiedendo modifiche sostanziose e sostanziali allo strumento urbanistico e che il primo cittadino dovrà prima confrontarsi con la sua maggioranza, ma, in effetti, stanno cercando come mettersi d’accordo e come esporre al pubblico un lenzuolo con pochi schizzi di sangue per apparire tutti come verginelle.
Da sei anni hanno fatto finta di voler distruggere Cassì, in campagna elettorale, lo avrebbero messo sul rogo, adducendo fra le motivazioni proprio le ‘storture del PRG, ora che si presenta l’occasione , segnatamente per qualcuno della maggioranza che, forse, tanto incompatibile non è, depongono le armi in maniera deprimente.
Potrebbero segnare una crisi determinante del castello di carte costruito da Cassì, potrebbero ridimensionare, soprattutto agli occhi della gente, la consistenza politica della coalizione, potrebbero marciare sulla via Roma innalzando piatti d’argento con le teste dei componenti la giunta grondanti di false promesse, di progetti ventennali, di studi sul centro storico, di progetti culturali che non ci sono, di parchi urbani che nemmeno fra vent’anni ci saranno.
E proprio il parco urbano che non c’è e non c’è mai stato, venuto fuori in commissione per bocca dell’ing. Alberghina, redattore del Piano Regolatore, è l’emblema degli infingimenti sui quali si è retta questa amministrazione.
E anche quando viene fuori che il parco è condizionato solo alla cessione di aree in perequazione, se e quando qualcuno vorrà costruire nella zona, le minoranze sono state silenti, invece di sollevarsi.
Addirittura, si è arrivati al paradosso che se il gruppo catanese che vuole dare vita ad un centro commerciale e ad un ristorante Mc Donald costruisce, si potrà avere un primo nucleo concreto del Parco Urbano.
Ma l’amministrazione ha fatto delle promesse a qualche gruppo locale della GDO per rallentare o evitare del tutto l’ingresso di concorrenti e ora, scoperto l’inghippo, non sa come venirne fuori.
Se ancora tergiversano, la crisi strisciante porterà qualcuno a ripensarci, anche perché molti hanno lettere d’intenti ma non la titolarità delle aree.
L’unica mossa intelligente delle minoranze è quella di essere riusciti a inserirsi nei giochetti delle lobby, perché ora dalle minoranze dipendono i destini di grandi e di piccini, ma non solo a Ragusa anche dalle parti di mare.
Sullo sfondo c’è la confusione più totale, ieri la seduta di Commissione con gli Ordini professionali è stata la summa del nulla. Offensivo per tanti stimati professionisti sottostare al teatrino voluto da questo manipolo di artisti che vogliono dare l’impressione di essere sul punto di dare la vita per il bene comune della città, esplorando i più intimi recessi di un piano del quale hanno capito molto poco.
E’ venuta anche la Lettera di San Claudio Conti ai Consiglieri, nella quale, con raffinata maestria, si fanno emergere le criticità, le storture, le forzature di un piano che di futuribile, di visionario, di creativo ha ben poco.
I problemi sollevati dal dr Conti sono fondamentali e, se approfonditi, determinerebbero, di certo, un blocco dell’iter dello strumento urbanistico.
Già gli elementi a disposizione depongono per un mezzo fallimento del catello cassiniano, anche il passaggio dallo champagne allo spumante è stato determinante, il PRG potrà essere approvato con il soccorso rosso, ma la botta si fara sentire, anche se … le opposizioni sono venute a mancare … … CONDOGLIANZE .

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