Legittimo chiedersi se il per la Difesa e lo Sviluppo dell’Aeroporto degli Iblei potrà ancora avere motivo di esistere alla luce della costituzione della DMO “Enjoy Barocco”.
Prima dell’evento che ha sancito l’intesa fra Comuni, Camcom e Libero Consorzio per avviare il percorso per la DMO, il Comitato aveva diffuso una nota per sottolineare come “la creazione di una Destination Management Organization possa rappresentare un’opportunità solo se inserita in una strategia complessiva che parta dai flussi turistici reali, dalla loro consistenza, dalla loro crescita e dalla loro sostenibilità nel tempo.”
Concetto sacrosanto, ma superato dalla unanime affermazione che il passaggio politico ha segnato una svolta storica ed epocale per il turismo ibleo, l’avvio concreto di un percorso che, introducendo un nuovo modello di governance pubblico-privata, potrà gestire in modo strutturato, continuativo e coordinato la destinazione turistica unica.
Uscendo dal politichese, in parole povere, i turisti arriveranno a frotte, si spopoleranno le mete turistiche tradizionali, e non solo, non basterà l’aeroporto di Comiso, servirà fare un aeroporto in ogni comune della provincia.
Il Comitato, giustamente, parla di necessario incremento di presenze, che deve andare di pari passo con un’azione forte sull’accessibilità, sui collegamenti e sull’integrazione tra infrastrutture di trasporto e promozione territoriale.
Dice bene quando rileva che, in assenza di flussi, qualsiasi modello organizzativo rischia di rimanere una struttura ben disegnata ma priva di reale impatto.
Ma ora, tutti i problemi cessano di esistere, occorre pensare a dove mettere i turisti.
Viene solo da sorridere a vedere la squadra dei sindaci, quella stessa delle mirabolanti imprese per Iblea Acque e, ancor di più, viene da sorridere al pensare quando questi sindaci dovranno, se lo faranno realmente, rinunciare ai fondi della tassa di soggiorno che, finora, hanno tutti utilizzato in maniera disinvolta.
Come evidenziato nel comunicato del Gal Terra Barocca, la DMO Enjoy Barocco passa così da progetto di promozione a strumento di governo della destinazione, con una visione condivisa, risorse dedicate e una inedita alleanza tra pubblico e privato.
Ma è una svolta epocale che si dovrà tradurre nell’avvio del comitato promotore, nella scelta della forma giuridica e del modello di governance, nella costituzione formale e nel riconoscimento della DMO, oltre allo sviluppo degli strumenti già predisposti.
Quindi, tempi lunghi.
Cioè, anni di ulteriore sofferenza per l’aeroporto, vedere insieme la Presidente della Provincia e la sua delegata al turismo, la sindaca di Modica, che, finora, hanno fatto poco o nulla per il turismo, desta preoccupazione, anche il rappresentante del territorio scelto per far parte del CdA della SAC, selezionato con i soliti criteri non di competenza specifica ma di appartenenza politica, già alla prima uscita pubblica, in una intervista del direttore dell’emittente Teleiblea, si è rivelato poco idonea a difendere la causa dell’aeroporto di Comiso e del territorio.
Ma, dal comitato non c’è stato nessun commento, meno che mai negativo.
Anche esponenti politici di peso, come l’on.le Assenza, hanno identificato nella SAC la causa di tutti i mali dell’aeroporto di Comiso, Alfano ci ha fatto quasi commuovere quando ha cercato di farci condividere la solidarietà per la crisi psicologica di Torrisi, AD SAC, per non trovare le idonee soluzioni per rilanciare Comiso.
Nessuno, nemmeno Alfano, ha ancora chiesto lumi sullo spropositato contributo della Regione, 19 milioni, per l’aeroporto di Trapani, mentre Comiso è lasciato al palo.
Nel CdA della SAC ci voleva qualcuno che arrivasse a Catania con il coltello fra i denti, naturalmente come atteggiamento; invece, Alfano ci parla di aver trovato “un ambiente molto collaborativo, praticamente collaborativo, fattivamente collaborativo” e ci dice che i problemi arrivano dalla ritrosia delle compagnie a utilizzare Comiso. Ma, quando ci sono i soldi dimezzo, tutti mettono in moto gli aerei.
Addirittura, abbiamo dovuto sentire che la crisi di Comiso affonda le sue radici anche nel covid.
Un rappresentante del territorio che ci dice che Ryanair fa proposte inaccettabili, ma nessuno le può conoscere, cosa ci potrebbe essere di così riservato da non dare contezza alla comunità?
Siamo arrivati, forse, al punto più basso per l’aeroporto di Comiso e dobbiamo sentir parlare ancora di strategie turistiche e di pacchetti, cose, come si sul dire, che si fanno alle elementari.
Del resto, tutti parlano di turismo ma nessuno degli amministratori ha mai dimostrato di capire di cosa si tratta.
Naturalmente , nel titolo, abbiamo voluto fare solo una provocazione, il ruolo del Comitato si rivela, ogni giorno di più, essenziale perché la situazione invece di evolvere, implode, ci si perde in parole, convegni, sopralluoghi, teorie strampalate, basti pensare al Piano Strategico del Turismo di Ragusa per capire in che mani siamo e quali devono essere cure e soluzioni: una su tutte, chi ha fatto il suo tempo, sia restituito agli affetti familiari e si dedichi alla politica leggendola sui giornali e vedendola in televisione.
