Confcommercio provinciale esce fuori con un comunicato sibillino sul DPCM

Una nota del Presidente provinciale di Confcommercio che sembra finalizzata solo a mantenere toni morbidi con il governo nazionale e con quello regionale, per le scelte imposte, e, nel contempo, a tenere buoni gli iscritti.

L’incipit è quello della “necessità di mantenere alta la guardia nei confronti dell’emergenza sanitaria”, più avanti, nel comunicato, si chiarisce che “l’osservanza di questi provvedimenti è doverosa e necessaria”.
Una accettazione pare, senza riserve, dei provvedimenti adottati, alla luce dell’emergenza sanitaria.
Ma non si affrontano i temi caldi della impossibile sostenibilità delle misure, alla luce della emergenza economica e della crescente tensione sociale della quale sono protagonisti anche stessi iscritti dell’associazione.
Del tutto evidente che non c’è il rischio ma la certezza di un calo del PIL, superiore alle previsioni, della chiusura di diverse attività, della cancellazione di numerosi osti di lavoro.
Ma oltre l’enunciazione del rischio non si va, se non con una vaga richiesta di “programmazione e coordinamento per risolvere la crisi evidente di alcune politiche sanitarie e i nodi dei trasporti locali e della scuola”.
Ma dalla fine della prima fase dell’epidemia, quali sono stati gli interventi decisi per chiedere concrete misure nel campo della sanità, della scuola e dei trasporti ?
Stamane, il Presidente nazionale della FIPE, Federazione Pubblici Esercizi, della stessa famiglia di Confcommercio, ha dichiarato in TV, La 7, nel corso di una intervista, che avevano avuto anticipazioni, nel corso di una apposita riunione convocata dal governo, delle chiusure ma NON SI SONO FERMAMENTE OPPOSTI, l’intervistato ha detto solo che hanno mostrato fiducia in quelle che sarebbero state le misure compensative.
Ora, viene da chiedersi, perché non c’è stata allora una ferma presa di posizione contro ogni ipotesi di restrizioni che, in pratica non sono altro che un mini lockdown mascherato ? Perché non hanno parlato di queste anticipazioni per mettere in allarme gli iscritti ?
Perché, ora, non si esige di conoscere le misure compensative, la loro consistenza e, soprattutto i destinatari?
Si esprime la consapevolezza che “si sta decretando la condanna a morte per migliaia di imprese” ma non ci sono proposte alternative e sembra solo una presa d’atto di una situazione tragica.
La protesta deve essere in ogni caso civile e composta, ma non è più tempo di toni morbidi di fronte alle palesi mancanze di chi ci governa, appunto nei settori dei trasporti e della sanità che sono quelli maggiormente interessati all’emergenza.

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