di Cesare Pluchino
Al Consiglio Comunale di Ragusa i regolamenti sembrano sballati… ma solo quando conviene
Ennesima riunione per le modifiche al regolamento del Consiglio Comunale di Ragusa. E’ noto che è stato concordato di indire delle periodiche riunioni dei capigruppo, guidate dal Presidente del Consiglio, per arrivare ad una sintesi sulle varie proposte.
Venerdì 21 novembre, tutti attorno al tavolo della sala commissioni: ai lati del Presidente Iacono non mancava nessuno dei capigruppo, per essere più precisi mancava il capogruppo del Movimento 5 Stelle, sostituito, opportunamente, dal consigliere Stevanato, relatore, fra l’altro, delle proposte di modifica portate avanti dal Movimento 5 Stelle.
Nulla da eccepire in merito, perché nelle commissioni ciascun esponente può essere sostituito da un collega di partito, tutto perfettamente regolare e incontestabile, anche se la libertà di pensiero, e di espressione dello stesso, suscita in alcuno delle perplessità, anche esternate negli interventi. Perplessità che derivano dal fatto che, ab origine, il gruppo pentastellato aveva annunciato una rotazione periodica del capogruppo, a Tringali era succeduto Fornaro, poi era toccato a Gulino che, inspiegabilmente, in barba alla tanto auspicata chiarezza e trasparenza dei grillini, è rimasto incollato alla poltrona.
Una carica che, spesso, è apparsa solo, onorifica perché, talora, al posto del capogruppo, per dichiarazioni di sua competenza, in aula, si alternano altri colleghi, nel caso della conferenza dei capigruppo per il regolamento consiliare pare che Gulino non si sia visto, pare si tratti di una sostituzione permanente, i cui motivi non sono portati a conoscenza, ma non devono esserlo.
Resta un mistero se il capogruppo viene considerato non preparato in maniera sufficiente nella materia, oppure c’è qualcuno molto più preparato di lui.
Ma veniamo alle modifiche del regolamento: in sintesi, con il tatto istituzionale che li contraddistingue, i grillini vogliono sovvertire il regolamento giudicato troppo permissivo e che favorisce uno spreco di risorse economico. L’intendimento è quello di uno snellimento delle commissioni, come numero, come componenti, in un contesto di adozione di regole che potremmo definire di carattere disciplinare.
L’attuale composizione del consiglio comunale, che vede 12 gruppi politici, non va giù ai grillini che, fra l’altro, nelle commissioni, sono in minoranza. Allora, nelle loro intenzioni, si parte si parte dall’accorpamento dei gruppi, che dovrebbero essere composti, almeno, da due consiglieri, con conseguente limitazione delle presenze nelle commissioni che si vorrebbero costituire solo con cinque o sei consiglieri.
Dettagli, poi, la mancata erogazione di un secondo gettone di presenza per le sedute di consiglio che si continuano dopo la mezzanotte, tempo minimo di partecipazione ai lavori, di consiglio e di commissione, per avere diritto al gettone.
Non di dettaglio la possibilità di poter sfiduciare il Presidente del Consiglio, la cui carica, finora, è stata sempre intoccabile, una volta eletto, nonché la contingentazione dei tempi di intervento in aula.
Tutte cose che potrebbero essere condivisibili, se non fosse che i grillini ne vorrebbero l’applicazione immediata, nell’attuale consiliatura. Un provvedimento antidemocratico, insensato, questo sì da rivoluzione vera, non come quella promessa dai 5 Stelle, quello di cambiare le regole in corsa, ma i grillini sono poco sensibili a questo tipo di rilievi.
In pratica c’è il malcelato tentativo, assodato che hanno la maggioranza, una volta bulgara, oggi un po’ meno, di voler sgombrare il campo anche dalla semplici tattiche ostruzionistiche. La loro è impazienza e rifiuto di ascoltare inutilmente, come fanno sempre, le giaculatorie delle opposizioni, per ore, in attesa di arrivare, comunque, al voto finale dall’esito scontato.
Del confronto democratico, del dibattito in aula, se ne sbattono, come più volte hanno dichiarato apertamente: spesso i consiglieri, anche quelli più eruditi, non hanno avuto difficoltà a dichiarare che gli interventi delle opposizioni sono una pura e semplice perdita di tempo.
Più chiaro di come è stato più volte detto, si muore. Ancorché non condivisibili, sono posizioni legittime, modifiche al regolamento del tutto regolari, stante la legge dei numeri che assegna loro la maggioranza.
Dall’altra parte c’è un rifiuto a comprendere le dimensioni della sconfitta e un tentativo di dialogo diventato ormai stucchevole.
Come in aula, spesso ci si è voluti ostinare a chiedere l’approvazione di emendamenti, ordini del giorno e atti d’indirizzo, puntualmente bocciati; nella conferenza dei capigruppo per il regolamento, dopo la ‘fregatura’ sugli emendamenti al bilancio, si continua a credere nella affidabilità di determinati personaggi che ipocritamente vorrebbero far credere di stare al dialogo per arrivare ad una sintesi. Ma nell’ultima seduta, come è riscontrabile dalla registrazione ufficiale, il rappresentante del Movimento 5 Stelle, alle parole di Mirabella che invitava a prendere in considerazione le tesi delle opposizioni altrimenti il Movimento 5 Stelle avrebbe potuto votarsi tutte le modifiche in forza dei numeri, candidamente, e in tono di sfida, affermava: “Lo faremo”.
Sono le opposizioni che dovrebbero convincersi che parlare con questo tipo di grillini è del tutto inutile e risulta solo una inutile perdita di tempo.
Forse qualcuno ancora spera che si possa recuperare qualche posizione dal momento che, a parole, da 17 mesi ostentano l’intenzione di cambiare il regolamento, ma sono ancora al palo, incapaci anche di sfruttare i numeri della maggioranza.
Meglio sarebbe, in ultima analisi, affidarsi al responso della giustizia amministrativa per quelle modifiche che la giurisprudenza e autorevoli pareri di organi superiori considerano insensate e lesive solo della intangibile rappresentanza democratica sancita dal consenso popolare.
