Primo vero confronto fra i candidati a sindaco della città di Ragusa, a Ibla, al Teatro Donnafugata, per iniziativa di uno dei tanti comitati cittadini del quartiere.
Lo definiamo quartiere riprendendo l’autorevole definizione di Ciccio Sultano che vede Ibla poco più grande di un quartiere di Roma o Firenze.
Lo chef stellato ha giustamente introdotto il confronto sottolineando l’esigenza che si deve essere uniti e unitariamente si devono ‘vendere’ Ragusa, Ibla e Marina di Ragusa, servono servizi, si deve mirare ad una permanenza di almeno 3 notti, si deve guardare alle reali esigenze del turista, del visitatore, non si possono imporre parcheggi a Ragusa superiore per chi sceglie Ibla, inevitabilmente non tutti possono essere accontentati, residenti, commercianti, dipendenti, studenti, turisti, qualcuno deve rinunciare a qualcosa.
In questa sede non è minimamente nostra intenzione commentare o giudicare l’iniziativa del confronto a quattro fra i vari candidati, nessun giudizio sull’impostazione del confronto, tantomeno sui quesiti posti all’attenzione dei candidati.
Dal momento che il confronto è stato reso pubblico, e diffuso dai protagonisti dell’incontro, ci piace rilevare come vedono la questione Ibla, tanto al centro del dibattito in città.
In generale, siamo portati ad esprimere un giudizio fortemente negativo su molto di quello che è stato enunciato, assai deludente se non altro perché le domande del moderatore erano state fornite ai candidati tre giorni prima e, quindi, ci si poteva attendere qualcosa di più concreto.
I candidati rispondono, all’inizio, sulle esigenze primarie di Ibla, a breve termine e per i prossimi tre anni.
Deludente la prima risposta di Cassì che, da amministratore uscente, ha solo sottolineato le difficoltà di operare per un centro difficile, angusto, complesso, fragile, dove si devono contemperare le esigenze di categorie diverse, residenti, commercianti, turisti e anche studenti. La ricetta migliorare i servizi, i collegamenti.
Giovanni Cultrera ha fissato la priorità di fare passare ogni ipotesi di cambiamento, di miglioramento, da una concertazione reale, profonda, quotidiana, con chi vive e lavora a Ibla.
Firrincieli ha parlato inspiegabilmente di borgo, dove soddisfare esigenze diverse, consapevole che non si possono accontentare tutti. Curiosità ha destato l’annunciata interlocuzione con altri atenei italiani per sviluppare il polo universitario, nonostante i noti vincoli con l’ateneo di Catania.
Per il primo quesito, il più concreto Riccardo Schininà che ha sottolineato l’esigenza di una visione che veda Ibla come componente dell’immenso patrimonio della città che deve essere tutto valorizzato, dal turismo culturale a quello balneare, da quello del barocco a quello enogastronomico, a quello naturalistico-ambientale. Una visione complessiva della città che deve mettere al centro turismo, università ma, soprattutto, residenzialità.
Secondo argomento affrontato quella della ZTL, problema spinoso e delicato per i tanti interessi contrastanti, per Cultrera la ZTL necessaria, necessari i parcheggi, una viabilità dedicata.
Tranchant Firrincieli che ha ammesso l’esigenza della concertazione ma ha rivendicato la prerogativa di servirsi, ognuno della propria testa come amministratore. Anche per lui ZTl con servizi navetta, collegamenti, e parcheggio pluripiano.
Riccardo Schininà ammette la necessità della ZTL ma servono servizi e parcheggi, con una attenta sperimentazione.
Secondo giro favorevole a Cassì che ha fatto rilevare come la sua idea di ZTL sia comunque condivisa e giudicata necessaria da tutti i rivali, evidenziando come un a soluzione condivisa sia impossibile per i tanti interessi inconciliabili.
Terza domanda che avrebbe potuto fare esprimere il meglio dei programmi di ogni candidato, deludenti le risposte, ovvie, per un piano strategico turistico culturale.
Firrincieli vuole accorpare turismo e cultura, vuole fare rete con i comuni viciniori, vuole semplicemente sfruttare tutto il patrimonio locale.
Lucido e coraggioso Schininà che non vede Ibla come attrattore turistico, se non inserita in un ambito turistico siciliano, come capofila di politiche strategiche di tutti i comuni del Val di Noto. Ma serve opportuna comunicazione sulla valenza del territorio.
Cassì ha difeso le sue politiche di promozione del territorio affidate alle competenze di esperti del settore e ha rinnovato l’impegno a continuare sul progetto intrapreso che, in verità, finora, non ha fatto vedere grandi risultati.
Giovanni Cultrera ha sminuito il progetto del destination manager, serve acclarare una reputazione di Ibla che superi il fenomeno Montalbano e punti sulle eccellenze del territorio.
Dopo il turismo, al centro la cultura, un progetto culturale che il comitato organizzatore dell’incontro vorrebbe sottoposto alla supervisione di un apposito comitato tecnico-scientifico.
Riccardo Schininà ha posto l’esigenza di riempire i tanti contenitori vuoti della città, i palazzi, gli auditorium, per valorizzare la musica, la pittura, servono una fondazione artistica ed eventi culturali di respiro regionale e nazionale che possano fungere da vero attrattore turistico.
Cassì ha rivendicato i progetti per la riqualificazione di alcuni contenitori, tutti a venire per la fruizione in funzione culturale.
Cultrera vede un forte fermento culturale in città e vede bene l’istituzione di un comitato tecnico scientifico, con componenti di alto rilievo, anche nazionale, che possano innescare un circuito di livello di grandi eventi.
Importante e interessante l’idea, per favorire anche una destagionalizzazione dei flussi, di mettere a disposizione le strutture della città per grandi compagnie teatrali nazionali, per le prove e per godere, in cambio, di rappresentazioni di alto livello artistico- culturale.
Per Firrincieli l’esigenza è quella di adeguati fondi per manifestazioni teatrali di livello nazionale e internazionale, con un occhio alle potenzialità artistiche del territorio.
Il Museo Archeologico di Ibla ha richiamato l’esigenza della politica, Riccardo Schininà non ha avuto scrupoli a sottolineare la mancanza di autorevolezza politica del sindaco in carica che ha reagito in maniera poco consona all’evento, rivendicando interlocuzioni a tutti i livelli per capire la situazione di competenza dell’assessorato regionale.
Intanto, da anni, tutto è fermo, anche Giovanni Cultrera rileva la scarsa attenzione sul progetto che molti nemmeno conoscono, le interlocuzioni servono, ma quando si è ascoltati, anche Firrincieli ha manifestato la delusione della scarsa comunicazione del sindaco per tutto quanto riguarda queste interlocuzioni.
Importante ma riduttivo affrontare come tema dell’incontro la questione pulizia e rifiuti, come ha ben detto Firrincilei è un problema che attiene a tutta la città e a Marina di Ragusa.
Al centro della questione il capitolato della raccolta differenziata dei rifiuti, anche Schininà ha fatto riferimento
alle esigenze di manutenzione, pulizia e decoro di tutta la città.
Anche il sindaco in carica ha dovuto ammettere la necessità di adeguati correttivi ma ha rivendicato la costante attenzione per ogni criticità. Situazione non certo edificante per Cultrera che ritiene necessaria una serie di interventi incisivi, a Ibla, non solo per l’asse Duomo- Giardino Ibleo.
Tematica complessa quella riferibile alle politiche energetiche e alla transizione digitale per Ibla, tutti i candidati sindaci hanno garantito disponibilità per la problematica per quanto complessa e subordinata alle esigenze urbanistiche del quartiere.
La conclusione per verificare l’opportunità di una delega specifica per Ibla e dell’istituzione di un organismo di controllo dell’applicazione della Legge su Ibla.
Tentativi di allargare il campo di azione e di controllo sulle tematiche, che Cassì non condivide, riteniamo giustamente, contrario a deleghe del potere amministrativo e di gestione.
Cultrera non prevede una delega esclusiva per Ibla, intende riportare uffici comunali nel quartiere, Firrincieli promette grandi attenzioni per Ibla, preoccupato, ove fosse rieletto Cassì, per la condivisione delle scelte con gli alleati che potrebbero comprendere anche scelte Modica-centriche.
Schininà ha insistito per una visione strategica di tutta la città, nel contesto delle diverse esigenze, garantirà massima trasparenza, finora latente, per il piano di utilizzo dei fondi della Legge su Ibla, per quello dell’utilizzo della tassa di soggiorno e si ripromette di rendere accessibile, chiaro, trasparente il sito istituzionale del Comune, trasformato, non solo per i comuni cittadini, in un inestricabile e inaccessibile labirinto.
Il finale per le priorità di tutti, ove eletti: Cassì ha riproposto la sicurezza del pedone come tema prioritario di una nuova amministrazione, Cultrera affiderà le sue prime mosse al turismo e alla destagionalizzazione dei flussi, con politiche strategiche mirate, Firrincieli metterà al centro la figura del sindaco come riferimento preciso di tutti i cittadini, per le fasce deboli, per le imprese.
Schininà ha ribadito l’esigenza di politiche globali che devono affrontare, subito, le diverse emergenze della città, finora tralasciate colpevolmente. Centri storici, multiculturalità, salute, disabili, carenze di manutenzioni, organizzazione degli uffici comunali, sono fra le priorità che saranno curate con l’obiettivo di lasciare clessidre alla fine dei 5 anni di mandato.
L’ultimo appello del sindaco uscente dedicato a bacchettare pesantemente il collega Schininà per i suoi toni su argomenti evidentemente scomodi per il sindaco in carica. Per il resto assicurazioni per Ibla in tema di collegamenti, parcheggi e mobilità alternativa.
Giovanni Cultrera ha ribadito gli otto punti del suo programma, invero ancora poco noti, che terranno conto delle esigenze di condivisone.
Sergio Firrincieli ha rivolto l’appello finale per assicurare di mettere al centro le persone, con un approccio diverso che vedrà la collaborazione di importanti esperti nei vari settori.
Volutamente polemico l’ultimo intervento di Riccardo Schininà che ha voluto sottolineare, ricevendo un largo applauso, più largo di quello che qualcuno aveva rivolto a Cassì, la sua passione, l’entusiasmo, l’emozione che possono essere scambiate per arroganza, cosa di cui, in ogni caso si vanta, ha rimarcato che se il confronto democratico viene confuso con l’educazione, si vanta di essere maleducato, il suo obiettivo è quello di dare una scossa alla città appunto con un confronto democratico aperto e trasparente, perché la città ha delle potenzialità enormi e delle performance assolutamente mediocri.
“Sono ambizioso e me ne vanto, la città ha bisogno di una scossa, di ambizione, di emozioni, di entusiasmo, di passione, ha bisogno di gridare, non è più tempo di finto buonismo, di finto moderatismo, occorre un salto di qualità per la città, con passione che rivendico anche se descritto come aggressivo, ambizioso, arrogante.”
Se l’incontro era dedicato a Ibla, poco è venuto fuori per il quartiere barocco: nulla a breve e nulla nei tre anni, come chiedeva il primo quesito, ZTL necessaria per tutti ma nessuno ha la ricetta ideale.
Tutti conoscono il principio medicinale generico, nessuno la specialità adatta.
Più lucidi e decisi Cultrera e Schininà per turismo e progetto culturale, anche Firrincilei per eventi e artisti di caratura nazionale e internazionale da portare a Ragusa, con eventi, programmi e uomini di vera cultura.
Solo parole per Museo Archeologico, pulizia e rifiuti, politiche energetiche e transizione digitale: nessuno, per esempio, ha promesso l’eliminazione, ad ogni costo, dei contenitori per i rifiuti in giro per Ibla e soprattutto l’abbandono indiscriminato di rifiuti quando i contenitori sono pieni.
No condiviso per un assessore per Ibla, per un ‘sindaco’ del quartiere, anche le priorità dei primi cento giorni e l’appello finale, stranamente, non hanno visto Ibla al centro degli interventi dei candidati, più preoccupati di fare campagna elettorale che dire la propria su Ibla.
