Seduta del Consiglio comunale con contenuti e interessi prevalenti scaturiti dall’esame del progetto del 1° lotto per la metro ferrovia di Ragusa, riguardante la nuova Stazione Cisternazzi/Ospedale, la nuova fermata Colajanni e l’adeguamento della Stazione di Ragusa.
Punto, per la cronaca, approvato dalla maggioranza presente compatta alla seduta, così come gli altri punti all’OdG riguardanti la Monetizzazione nel caso di mancata realizzazione di parcheggi nelle zone A e B del PRG, la ratifica di una variazione di bilancio, di circa 900.000, prevalentemente a beneficio dei servizi sociali, oltre a voci minori, e la approvazione del regolamento comunale per l’istituzione e la disciplina del canone unico patrimoniale.
Esame dei punti preceduto, come al solito, dalle comunicazioni dei consiglieri, quasi esclusivamente di minoranza, secondo un clichè ormai sperimentato e collaudato: toni sommessi, soft, distanti dalla esibizione artefatta dei comunicati stampa, in uno spazio temporale angusto che, ormai, sostituisce le sedute ispettive.
L’amministrazione e la maggioranza preferiscono sorbirsi queta mezzora abbondante di rilievi, mezzora che si allunga a più di un’ora, invece di sottoporsi al fuoco di fila delle opposizioni in una seduta ad hoc.
Così si dibatte di verbali della 4ª commissione che non arrivano, di sicurezza nella zona di Bruscè, dei contagi negli uffici comunali, di ville e di verde pubblico, di hub vaccinali e di altre esigenze della città, ma senza polemiche, discussioni da bar senza ritorni effettivi per la collettività, tralasciando quelli sono temi di grande importanza per la città, del tutto, volutamente ignorati.
Poi ci sono gli interventi degli assessori, per lo più poco contrastabili, alla fine il puntuale intervento finale del sindaco che mette tutti a posto, che bacchetta, senza possibilità di contraddittorio, chi ha osato esternare critiche e rilievi, con il solito tono di rimprovero severo.
Come abbiamo accennato, seduta interessante per l’esame del 1° stralcio del progetto di metropolitana di superficie, riguardante i lavori di adeguamento della stazione centrale, della fermata di viale Colajanni e della stazione di Cisternazzi, alcuni dei quali in variante al PRG,
Sono stati i progettisti, ing Leocata, del settore investimenti di RFI, Rete Ferroviaria Italiana, e della ing. Valfiori, progettista delle stazioni, a esporre, in maniera esaustiva e assai comprensibile il piano di interventi che costituisce il primo passo importante di un’opera destinata, secondo alcuni, a mutare il volto della Ragusa del futuro.
Su questo punto nutriamo forti dubbi, vediamo stravolto lo spirito originario di mobilità alternativa del progetto metropolitana di superficie, consideriamo, in particolare, spropositato l’aumento esponenziale delle somme occorrenti per un progetto al momento parziale, dalla fruibilità e dai ritorni tutti da verificare.
Riserve non sul progetto specifico, ineccepibile, ma sulla iniziativa metropolitana di superficie che emergono in questo particolare momento di crisi economico sociale per la quale non vediamo benefici che potrebbero arrivare dal progetto generale.
Ma di questo ci occuperemo a parte: per ora, riferiamo dei particolari del progetto.
Si parte da quello ventennale di mobilità alternativa, di mezzo ettometrico, sognato dall’amministrazione di Giorgio Chessari, rimasto nel cassetto per anni, ripreso ai tempi del governo Renzi, grazie all’interessamento dell’on.le Dipasquale, e inserito fra le destinazioni del fondo delle periferie, con uno stanziamento di 18 milioni.
Progetto che, al contrario della Ragusa-Catania, fu abbracciato dai 5 Stelle, con il sindaco Piccitto che si diede da fare per avviare una progettazione avanzata e dare vita all’opera attraverso stretti contatti con RFI.
I 5 Stelle al governo nazionale misero in standby le somme del bando delle periferie, mentre si insediavano Musumeci a Palermo e Cassì a Ragusa.
Sulla spinta dell’enorme lavoro svolto dall’ing. capo del tempo, Scarpulla, e dall’ing. Corallo, Cassì, favorito dai buoni rapporti con Musumeci e con l’assessore regionale alle infrastrutture, Falcone, è riuscito ad ottenere, con un rimescolamento di carte da esperto croupier, una rimodulazione dei fondi e finanziamenti aggiuntivi.
Gli originari 18 milioni, rivelatisi insufficienti per l’opera, perché sottostimati, come ha confermato l’ing. Leocata, sono stati rimodulati e indirizzati, con l’autorizzazione della competente commissione ministeriale, per opere di connessione della metroferrovia al territorio, prime fra tutte la riqualificazione dell’area dello scalo merci, per la connessione della stazione di Cisternazzi all’ospedale e per altri interventi inerenti l’opera.
Per le opere di stretta pertinenza ferroviaria, un finanziamento della Regione, annunciato, in un primo tempo, per 30 milioni, poi si parlava di 25, oggi i progettisti ci parlano di un impegno della regione di 22 milioni e ottocentomila euro. per questo primo stralcio del progetto.
La Regione fornirà altri 4 milioni per lavori non meglio specificati alla stazione di Genisi, sulla provinciale per Santa Croce Camerina, ma di stretta pertinenza ferroviaria, dovrebbe, poi, finanziare, non si sa quando, con altri 12 milioni gli interventi necessari per la riqualificazione della stazione di Ibla che, comunque, nelle condizioni attuali, sarà in grado di svolgere la sua funzione come capolinea di Ibla della metroferrovia.
Al momento, siamo quindi sui 40 milioni di spesa, senza la riqualificazione della stazione di Ibla, per cui sono previsti oltre 12 milioni, e senza gli elementi di cui parlavano i sognatori del progetto originario: stazione di San Paolo/Carmine, fermata zona Masserie/zona artigianale/zona Selvaggio, stazione di Donnafugata come naturale destinazione di carattere turistico.
Un progetto complessivo che potrebbe arrivare anche a cento milioni, per una effettiva fruibilità da parte dell’utenza tutta da accertare, se non, soprattutto, accompagnata da un efficiente e moderno sistema di trasporto pubblico cittadino che possa integrare il mezzo metroferrovia.
Dopo l’introduzione dell’ing. Leocata che ha specificato i termini dell’accordo RFI-Regione e ha specificato un possibile cronoprogramma dell’opera, è stata l’ing. VanfiorI a illustrare, nello specifico, gli interventi:
La stazione di Ragusa sarà riqualificata, mantenendo gli elementi di interesse storico, ci sarà un sottopasso che metterà in comunicazione l’area della stazione con la nuova viabilità all’interno dell’area dell’ex scalo merci, un collegamento, che si aspettava da anni, fra l’area Stazione/piazza del Popolo con via Archimede/Sacra Famiglia, due binari con una isola marciapiede a separarli, demolizione e ricostruzione di un immobile tecnico accanto al dormitorio che sarà recuperato, saranno mantenute l’antica pensilina e le caratteristiche architettoniche della vecchia stazione.
Al viale Colajanni un marciapiede di circa 125 metri, interno all’area ferroviaria, con pensilina, in corrispondenza del sottopasso che sarà mantenuto, per la fermata in questa via.
A Cisternazzi le opere di una strada di collegamento con la provinciale, l’abbattimento del vecchio casello per favorire l’accesso all’area parcheggio in un terreno già espropriato, la costruzione di un piccolo immobile destinato ad accogliere attrezzature tecniche, mentre sarà di competenza del Comune il collegamento con sottopasso per l’ospedale.
Lavori che non saranno impattanti con la città, avviati, presumibilmente entro metà del 2022.
Vari gli interventi dei consiglieri di minoranza, del tutto silente la maggioranza, ad eccezione del capogruppo Tumino che, nelle dichiarazioni di voto, ha esaltato la valenza dell’opera e ha sottolineato l’impegno di amministratori e uffici che hanno consentito di avviare questa importante iniziativa dell’amministrazione che si potrà rivelare determinate per la città.
I consiglieri di minoranza nulla hanno potuto eccepire sul progetto che hanno accettato a scatola chiusa, non avendo del resto competenze tecniche per rilievi di una minima importanza.
Più che interventi, divagazioni, con il consigliere Iurato a parlare di recupero delle vecchie stazioni e del deposito locomotive di Modica, attento alla conservazione degli elementi storici della stazione di Ragusa.
Chiavola si è soffermato sull’esigenza di un progetto per collegare la cintura ferroviaria cittadina al quartiere Nunziata e di un altro per un ramo ferroviario Donnafugata-Marina di Ragusa, mentre il collega Firrincieli ha voluto ricordare l’impegno del sindaco % Stelle, Piccitto, per aver voluto riprendere l’antico progetto di metroferrovia.
Evidentemente storditi dalle cifre e dall’analisi dei costi, nessuno ha toccato l’argomento di quello che manca rispetto all’idea originaria di metroferrovia, nessuno ha parlato della grande importanza che avrebbe avuto una moderna stazione di fermata a Ibla, nessuno ha accennato ad una fermata in zona centro storico superiore, nessuno ha voluto parlare delle opportune fermate che si sarebbero potute prevedere nel tratto Colajanni periferia, nessuno ha chiesto lumi sulle possibilità eventuali di progettare la stazione di Cisternazzi più vicina all’ospedale, nessuno ha voluto parlare della stazione di Donnafugata che doveva essere uno dei capisaldi del progetto.
C’è un’amministrazione dei migliori, ci sono le élite al potere, ma non sono più i tempi del Barone Arezzo di Donnafugata che fece deviare il percorso della linea ferroviaria Siracusa Licata per avere i binari sotto casa di villeggiatura, con tanto di stazione di fermata.
