La Regione mamma e matrigna

Prendiamo, a caso, solo due comunicati stampa della Regione, sappiamo che c’è un occhio particolare per la zona etnea, impossibile il contrario, per le opere pubbliche con un Presidente e un assessore alle infrastrutture di Catania.
Però, alcuni particolari ci lasciano l’amaro in bocca: leggiamo che “La realizzazione dell’ospedale di Siracusa e dell’Ismett 2 di Carini, previsti nella programmazione del governo Musumeci, saranno finanziati.
Il Nucleo investimenti del ministero della Salute, al termine di una lunga istruttoria – cui ha fornito un contributo determinante l’assessorato della Salute con il dipartimento della Pianificazione strategica – ha infatti approvato definitivamente il finanziamento delle due nuove e importanti infrastrutture sanitarie. Complessivamente si tratta di 200 milioni di euro per Siracusa e 160 milioni di euro per il nuovo ospedale di Upmc-Ismett a Carini.
Si salva Musumeci, nel passaggio successivo, dove si legge: “Poiché non ci accontentiamo di questo risultato e il programma di governo prevede il finanziamento di altre strutture – conclude il presidente della Regione – ho dato mandato al dipartimento competente di procedere celermente per Palermo e per le altre province, tenuto conto che oltre ai progetti già approvati sono in corso anche le gare per ulteriori nosocomi, a partire dal completamento del nuovo ospedale di Ragusa».
Ci resta da capire come mai l’ospedale di Ragusa, completato in vent’anni, è costato, in tutto 50 milioni, cento se consideriamo che è stato completato solo per metà, e Siracusa parte con 200. milioni a disposizione.

L’assessore Falcone, a Catania, incontra i sindacati per vantare “Oltre 400 milioni di opere in un anno e mezzo»
Presentato il periodico report dettagliato su infrastrutture, cantieri e trasporti a Catania e provincia.
“Nell’ultimo anno e mezzo – ha precisato Falcone – sono oltre sessanta gli interventi in via di attuazione o conclusi su una scheda di un centinaio di opere che vanno dalle ferrovie, con Rfi, alla metro, fino alle opere Anas, passando per le politiche abitative con l’Iacp e il piano di risanamento delle strade provinciali voluto dal governo Musumeci. Nel complesso – sottolinea l’assessore Falcone – l’importo totale della spesa infrastrutturale messa in campo supera i 400 milioni di euro».
A questo punto viene da chiedersi: perché a Ragusa siamo fermi ? Da chi dipende ? Non c’è progettualità ? Gli amministratori non chiedono o non sanno chiedere ?
Perché i sempre belligeranti consiglieri di minoranza non fanno mente locale su questo argomento?

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