Consiglio comunale, solita agonia per il numero legale e consuete passerelle mediatiche

Seduta del civico consesso di scarsa importanza e gravata dall’irresponsabilità di consiglieri che disconoscono il ruolo che hanno cercato e ottenuto dagli elettori, trasformando, in certi momenti, l’assemblea in un momento di avanspettacolo.
Primo appello, chiamato con 45 minuti di ritardo, senza numero legale, secondo appello con 16 presenti, di cui 5 delle minoranze, con conseguente seguito di esternazioni sulla presunta responsabilità delle opposizioni che permettono lo svolgimento della seduta.
Argomenti di poco conto, per buona parte formalità da sottoporre alla approvazione del civico consesso, e si deve pure assistere alla sconfortante richiesta del capogruppo di maggioranza per una pausa di raccordo fra i consiglieri per mascherare la necessaria attesa di qualche collega per scongiurare il colpo di mano di opposizioni pronte ad andarsene, dopo aver sfilato con le comunicazioni, per annullare la seduta e rimandarla alle 24 ore successive.
Il tutto, con l’atteggiamento del consigliere Chiavola che chiedeva al collega, alla ripresa dei lavori, di riferire sull’esito della pausa, come avviene di solito.
Scarso e sconfortante il livello delle comunicazioni, semplici segnalazioni che, in un ordine normale delle cose, dovrebbero essere inoltrate anche solo agli uffici competenti e risolte in maniera sbrigativa.
Ordinaria amministrazione per lo spazio neutro, per il regolamento sui giochi d’azzardo, sulla possibilità di uno sportello ESA da mettere a disposizione nei locali del centro direzionale della zona artigianale, per le solite disfunzioni agli sportelli dell’ufficio tributi, per l’occupazione abusiva degli stalli di sosta per i disabili, per il semaforo di viale Colajanni, perennemente in panne.
Non ci sono state, come avviene di solito, sollecitazioni degne di nota, richieste di chiarimenti su fatti importanti del Comune, della vita amministrativa, per esempio sul Museo del Costume, sul piano del traffico per Marina, sull’utilizzo dei fondi della tassa di soggiorno, sui PEG, sulle emergenze in atto nel settore turistico ed economico in genere, nessuno si sogna di intervenire sulla residenza assistita di via Berlinguer, nessuno si sogna di chiedere lumi sulla manutenzione del verde e delle ville comunali, tutti argomenti attorni ai quali i consiglieri preferiscono far agitare gli addetti stampa per la periodica emissione di comunicati.
Fra gli argomenti degni di una certa importanza da rilevarne due, riguardanti gli impianti per la raccolta degli oli esausti e le pensiline alle fermate bus, che hanno denotato approssimazione dell’amministrazione su tematiche importanti e la nullità di opposizioni che fanno solo salotto, che intervengono per sfilare davanti alle telecamere senza comprendere che gli spettatori, come è rilevabile dai contatori, si contano spesso sulle dita di una mano, senza attaccare, come sarebbe compito di una opposizione efficace che onori il mandato conferito dagli elettori.
Primo argomento degno di nota, sollevato dal consigliere Gurrieri, del Movimento 5 Stelle, il punto di raccolta degli oli esausti.
Una questione di enorme importanza, perché, dal più semplice olio che resta nella padella dopo la frittura a quantitativi più consistenti, sempre a livello familiare, non c’è possibilità di uno smaltimento agevole.
Si dovrebbero portare i contenitori ai centri comunali di raccolta e non tutti hanno la responsabilità o la possibilità di farlo.
Spesso si preferisce, irresponsabilmente, scaricare l’olio esausto attraverso lo scarico del lavabo o, nella migliore delle ipotesi, attraverso il WC, ma non è fuori luogo pensare che contenitori, più o meno ermetici, vengano smalti attraverso la differenziata, nascosti all’interno di sacchetti che non possono essere controllati.
Una problematica ambientale gravissima, nemmeno prevista dagli ‘scienziati’ che hanno studiato il nostro sistema di raccolta differenziata dei rifiuti e per il quale, dopo tre anni di gestione, nessuno ha pensato di trovare soluzioni con idonei impianti nei vari quartieri.
In aula consiliare il solito groviglio di scambio di competenze, risponde prima l’assessore allo sviluppo economico, Licitra che rimanda al collega dei lavori pubblici, invece di far rispondere il Sindaco che detiene la delega all’ambiente.
Anche in questo caso, manifestazioni di interesse, bandi da espletare, per un servizio che dovrebbe essere istituito con urgenza, fuori dai lacci e lacciuoli della burocrazia, per rendere un servizio ai cittadini e all’ambiente.
Altra problematica sollevata è quella della necessità di una pensilina per la fermata degli autobus nell’area esterna dell’ospedale nuovo.
È stato il consigliere Iurato a sollecitare l’installazione di un adeguato impianto che protegga dal freddo e dalla pioggia, nonché dai raggi solari in estate.
Una istanza alla quale si dovrebbe rispondere direttamente e in maniera sollecita, risolvendo il problema dell’utenza che si reca in ospedale, con risposte efficaci.
Una questione che, solitamente, dovrebbe essere di competenza dell’assessore ai lavori pubblici e di quello al bilancio, anche per la scelta di impianti che potrebbero prevedere il posizionamento di pannelli pubblicitari che consentirebbero anche introiti per l’ente.
Invece mostra di volersene occupare l’assessore Licitra, delegata al trasporto sostenibile, che, quasi a voler spazzare via l’immagine di una città che, dopo due anni di nuova amministrazione non ha visto attenzionato il problema pensiline, inesistenti o inadeguate del tutto per le necessità degli utenti, comincia a parlare dei soliti progetti megagalattici, sfoderandone uno, nell’ambito di agenda urbana, per un sistema integrato di mobilità urbana intelligente, nel cui contesto sono previste pensiline tecnologicamente avanzate, fornite anche di un sistema di geolocalizzazione dei tragitti dei bus urbani e anche di quelli turistici.
E’ anche vero che la stessa Licitra ha evidenziato che si tratta di un bando ancora da pubblicare e che quindi passeranno dei mesi, se non anni, aggiungiamo noi, per vedere i risultati del progetto.
Come era stato il giorno prima con il comunicato per la micromobilità a base di monopattini e biciclette elettriche con relative postazioni per la ricarica contestuale di mezzi e telefonini, viene solo da sorridere alle esternazioni dell’assessore Licitra che vive in un mondo tutto suo di progetti avveniristici.
A Ragusa, quando esci dal Palazzo di città, dopo il consiglio comunale, non hai come raggiungere casa se non hai l’auto, le scarpe o un passaggio, meno che mai si può raggiungere la periferia o l’ospedale e i parenti che assistono i malati hanno grossi problemi per ritornare in città, sempre che non piova e c’è vento forte, perché rischiano di doversi trattenere in ospedale per curarsi dai malanni.
All’assessore, con le sue competenze e la sua cultura, viene facile di parlare di pensiline con la geolocalizzazione del trasporto urbano, ma il popolo vorrebbe prima vedere gli autobus urbani che sono pochi, mal gestiti e con orari da paese. Dopo due anni di amministrazione il trasporto pubblico urbano è rimasto inefficiente, inadeguato e solamente dispendioso e inquinante. E’ del tutto evidente come il delegato al trasporto urbano non abbia saputo affrontare  il problema.
Si parla, da tempo, di mobilità sostenibile, di mezzi elettrici, di car sharing e di bike sharing, di colonnine per la ricarica di vetture elettriche, ma tutto è fermo allo stato di passerella mediatica.
Sono stati chieste delle colonnine per la raccolta degli oli esausti e due pensiline per l’area esterna dell’ospedale, bene farebbe il Sindaco Cassì a fornire quanto richiesto in tempi brevi ed evitare che si possa prestare il fianco a fin troppo facili critiche.

Per il resto la seduta ha visto l’esame e l’approvazione di alcuni punti relativi a questioni di edilizia e di urbanistica, di scarso rilievo, e l’approvazione di due debiti fuori bilancio di non particolare rilevanza.
Annunciata una prossima seduta, prevista per martedì 10 marzo, per l’esame e l’approvazione di altri debiti fuori bilancio e, forse, per una variazione di bilancio.

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