Conte, una nuova stella o una meteora? Se lo chiede il prof. Dario Prestana

“Il 14 agosto, alla sera, è passata sulle nostre teste questa bellissima stella cadente, tanto vicina da poter essere osservata distintamente, seguita da una luminosissima scia verde, e accompagnata da un frizzante sibilo come di un fiammifero appena acceso.
Dopo pochi ma lunghissimi istanti, il meteorite ha completato il suo breve viaggio atmosferico nel modo che gli è più proprio, ossia disintegrandosi.
È stato un fenomeno straordinario ed eccezionale, osservato da molti in tutto il Sud d’Italia e che certamente ricorderemo a lungo, anche per la coincidenza della data.
Tuttavia, mi perdonerete se vi sembrerò dissacrante, non potuto fare a meno di pensare a Giuseppe Conte.
Come spesso ho scritto, l’ex Presidente del Consiglio, oggi leader riconosciuto e legittimato del M5S, costituisce per me una delle poche esperienze positive di questo fenomeno politico.
Ma, nei prossimi mesi, avremo la possibilità di capire se si tratti davvero di un potenziale leader politico di spessore oppure esattamente di una semplice meteora.
In questi giorni è oggetto di critiche per la questione del PNRR e un certo sbilanciamento sul fronte settentrionale, tema assai caldo se pensate al gap infrastrutturale ed economico del Mezzogiorno.
Ma tra poco si dovrà pure affrontare il delicatissimo tema dell’elezione quirinalizia.
Questi due temi sono nodi intricatissimi, su cui Conte dovrà dimostrare tutta la sua capacità politica, sapendo di non poter deludere tutto il Sud che ha creduto in lui, e di dover conquistare quel Nord che fino a oggi è stato prevalentemente a trazione fascioleghista.
Il rischio di una ambiguità comunicativa è fortissimo, e ciò riflette il dramma politico in cui versa la situazione ideologica italiana.
La destra è in balia di un mare tempestoso, dato che l’alternativa a un decadente Silvio Berlusconi conduce ad un vuoto pneumatico in cui l’elettorato si è fatto risucchiare nel nulla di Salvini e Meloni.
La sinistra continua il suo sonno profondo, un coma reversibile, destinato a svegliarsi in un bagno di lacrime e sangue.
Nel mezzo, il ventre molle, quelli che non vogliono mai schierarsi, per clientelismo, per indifferenza o per protesta demagogica, è quello che fa vincere o un lato o l’altro lato, a secondo di chi sia più bravo a vendere sogni ed illusioni.
Per il PD o altri personaggi insignificanti come Renzi non vale la pena sprecare altre risorse, essendo solo finalizzati a sé stessi, senza alcuna cornice o credibilità politica.
S’intravede, invece, in Conte una forma di leader all’antica, come se avesse in testa la costruzione proprio di quel partito politico che al contrario è stato, erroneamente, il modello di nemico da abbattere per il Movimento Cinque Stelle con un’indefinita e surreale antipolitica.
Persino la distruzione di Democrazia Cristiana, Partito Socialista e, successivamente, Partito Democratico della Sinistra appare oggi come l’errore più grande commesso politicamente in Italia dopo tangentopoli e il crollo del Comunismo.
Se Conte riuscirà nei prossimi mesi ad attraversare questa melma affrontando con intelligente autorevolezza politica l’attuazione e la distribuzione del PNRR, nonché l’elezione del Presidente della Repubblica, allora, forse, cominceremo ad intravedere una luce in fondo al tunnel.
E ciò non solo per chi voterà il M5S, ma per tutto l’arco politico.
Altrimenti, preparatevi ad altri 30 anni di declino.
Altro che incendi.”

Dario Prestana

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