di redazione
A margine dei lavori, precisazioni del relatore, on. David Ermini, responsabile nazionale Giustizia del PD, sulla riforma delle circoscrizioni dei Tribunali
Il timore paventato dal nostro giornale con l’articolo di presentazione del convegno svoltosi ieri a Modica sulla Riforma della Giustizia, si è purtroppo rivelato fondato
Dopo le interessantissime relazioni del dr. Pulejo e dell’avv. Poidomani in ordine alla nuova disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati, e l’intervento dell’av. Galfo sui temi delle novelle introdotte nel processo civile dal Governo Renzi e dal Ministro Orlando, è toccato all’avv. Enzo Galazzo, presidente del comitato pro-Tribunale di Modica, sollevare la questione latente che forse stava alla base del convegno organizzato dalla senatrice Venerina Padua.
Il legale, infatti, ha concentrato tutta la sua relazione sulla “ferita” subita dalla città di Modica per effetto della legge sulla revisione della Geografia Giudiziaria ed ha ripetutamente richiesto all’ospite del Convegno, on. David Ermini, componente della commissione Giustizia alla Camera dei deputati e responsabile nazionale Giustizia del PD, di farsi carico della proposta di riportare presso l’edificio del Tribunale di Modica parte degli affari civili trattati presso la sede di Ragusa, qualificata, nell’occasione, “fatiscente”.
Anche il segretario del Pd di Modica e la senatrice Padua hanno insistito su questa richiesta.
Nessuna soddisfazione, però, l’illustre ospite ha riservato alla platea, dichiarando che la riforma delle circoscrizioni dei Tribunali è ormai irreversibile e che la questione della Riforma della Giustizia oggi affronta altri temi. Ha ricordato anche che né lo stesso premier Renzi né l’attuale ministro della Giustizia Orlando hanno concesso nulla ai localismi conseguenti alla riforma, quando il primo ha resistito alle pressioni che volevano salvare la sezione distaccata di Pontassieve, sua città natale, ed il secondo nulla ha concesso alla città ligure di Chiavari, sita nella regione di sua provenienza, il cui Tribunale è stato soppresso ed accorpato a quello di Imperia, nonostante la realizzazione recente di un nuovissimo edificio.
All’incontro era anche presente l’avv. Guglielmo Barone, responsabile Giustizia della Federazione del Pd di Ragusa e da sempre sostenitore di un intervento di sfoltimento degli Uffici giudiziari, il quale si è trovato d’accordo con le conclusioni dell’on. Ermini.
In buona sostanza quello della edilizia giudiziaria è un tema del tutto secondario rispetto alla reale esigenza dei cittadini di avere un servizio-giustizia rapido ed efficiente, che ad oggi è mancato anche per effetto di una distribuzione dei Tribunali nel territorio risalente all’epoca dei Savoia.
I lavori del convegno, tenutosi all’auditorium Pietro Floridia di Modica, hanno visto esprimersi positivamente nei confronti della riforma che ha definito “una vera e propria rivoluzione”.
“In un anno abbiamo già messo in cantiere una trentina di provvedimenti. Alcuni sono già legge, altri in discussione. Stiamo girando l’Italia proprio per esporre ai vari territori le linee della riforma che, per noi, rappresenta una vera e propria rivoluzione”. Queste le parole del relatore che ha aggiunto: “Ci stiamo sforzando di risolvere il problema del sovraffollamento carcerario anche attraverso una maggiore disponibilità di fondi (+ 10%) per le strutture in questione. Era da molti anni che non si metteva mano ad interventi del genere. Ed ecco dunque che puntiamo alla riduzione della tempistica nel processo civile, alla possibilità che il cittadino possa contare su una giustizia più facile, più diretta. Nel penale ci stiamo dando da fare per smaltire ed eliminare un sacco di processi inutili, affrontando, invece, quelli gravi e che bloccano non solo la sicurezza ma anche lo sviluppo della nostra economia. Ecco perché la grande attenzione su temi come la corruzione, il falso in bilancio, la prescrizione. Certo è un programma molto impegnativo e forse anche presuntuoso. Ma siamo certi che, se teniamo questo ritmo, i risultati arriveranno”.
L’on. Ermini ha altresì aggiunto, con riferimento alle perplessità manifestate dall’Associazione nazionale magistrati, che “lo Stato mette a disposizione degli operatori della giustizia tutti gli strumenti affinché possano compiere il proprio lavoro con la massima collaborazione, con la massima serenità.
Le proteste sulle questioni sindacali le lascerei su un binario diverso. Occorre capire che siamo tutti sulla stessa barca. Ed ecco perché lo Stato deve approntare gli strumenti per le riforme cercando al contempo di riuscire a recuperare risorse e a coprire le carenze di organico. Sono questi i punti su cui ci stiamo dando da fare e su cui intendiamo fornire risposte”.
La senatrice Padua ha messo in rilievo come “la questione sia molto sentita e non è un caso che, con la presenza dell’on. Ermini, si sia voluta fornire agli operatori del settore del nostro territorio la possibilità di un confronto che è risultato proficuo e partecipato.
Erano questi gli obiettivi che ci eravamo prefissati e che sono stati senz’altro raggiunti con riferimento all’appuntamento di ieri pomeriggio che ha consentito di chiarire come ci si è mossi e quali, soprattutto, le linee guida per il prossimo futuro. Fermo restando che attraverso il confronto e l’ascolto del territorio possono essere tratti degli spunti per apportare ulteriori migliorie a questo percorso”.
