Metropolitana di superficie: un sogno che rimarrà tale ?

di redazione
CUB trasporti, Comitato per il rilancio della ferrovia, Comitato pendolari Ragusa e Legambiente hanno dato vita ad un interessante appuntamento per discutere di metropolitana di superficie a Ragusa
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Partecipato quanto basta per dire che l’idea, lanciata dal lontano 1991, va perseguita con tenacia, l’incontro ha costituito l’ennesimo sforzo per cercare di concretizzare un progetto di mobilità alternativa che riesca a cambiare il volto della città.
E’ stato Pippo Gurrieri, di CB trasporti, a focalizzare idee e progetti che anno caratterizzato la storia della metropolitana di superficie: dal primo protocollo d’intesa fra Comune e Ferrovie dello Stato, risalente al 1995 al progetto preliminare di RFI, del 2006, all’attuale PAES, tutti progetti che non hanno saputo ingranare la marcia giusta per far partire il primo ‘treno’.
Nessuno è riuscito a sfruttare l’esistenza della linea ferroviaria nel giusto percorso, nessuno ha approfittato del risparmio consentito da una linea già esistente.
Dall’originario progetto si è arrivati all’ipotesi minimale di 6 fermate, comprese quelle delle stazioni di Ibla e di Ragusa centrale, con un tragitto naturale che ben si presta alle esigenze della città, oggi integrate in proposta da altre due. Partenza dalla stazione di Ibla, Carmine per un collegamento diretto con il centro storico, ospedale Maria Paternò Arezzo, per servire il nosocomi e il cimitero di Ibla, la stazione centrale, il viale Colajanni, centro commerciale Le Masserie, ASI, zona industriale, Cisternazzi, nuovo ospedale.
Un progetto quasi cantierabile, per le sue caratteristiche, al contrario di quello del PAES che prevede un doppio binario con conseguente, e forse deleterio, allungamento dei tempi che rischierebbe di far decantare l’entusiasmo attuale attorno all’iniziativa.
A seguire ci sono stati gli interventi di Giosuè Malaponti, responsabile del Comitato pendolari siciliani, che si è soffermato sulle politiche dei tagli di treni e tratte, e quello del prof. Francesco Russo, docente, presso l’Università di Reggio Calabria,  di progettazione  per sistemi di trasporto, che ha sottolineato la valenza di un impianto già esistente, capace di soddisfare l a potenzialità di circa 20.000 passeggeri al giorno. IL cattedratico immagina un sistema in funzione nelle ore di punta, come collegamento locale, mentre rivolge l’attenzione alle possibilità di una linea Donnafugata – Val di Noto e di un’altra che metta in collegamento il sud-est con l’aeroporto di Comiso.
Per Legambiente è intervenuto il prof. Claudio Conti che ha inquadrato le peculiarità del sistema ragusano nel contesto delle necessarie politiche ambientali e di mobilità sostenibile.
E’ stata, poi, la volta del prof. Giorgio Flaccavento, quale esponente dell’associazione ‘’Insieme in città’’ che ha posto l’accento su una necessaria e inderogabile azione di formazione ed educazione che deve imporre l’assoluta condivisione della mobilità alternativa e sostenibile
Purtroppo c’è poca consapevolezza della necessità di ricorrere a fonti di energia alternative, direttamente collegata alla necessità di dover prevedere sistemi di mobilità alternativi.
Ma pensare di educare la generazione attuale è utopia: non vengono sfruttati i parcheggi pluripiano e le grandi aree di scambio , l’inquinamento acustico è notevole, l’auto viene utilizzata anche per brevi tragitti, spesso si lascia l’auto in sosta irregolare pur di averla vicino alla porta di cassa o dell’ufficio.
Complice un sistema inutile di trasporto urbano, il ragusano non è abituato all’uso del mezzo pubblico, appena si cerca di liberare un’area del centro storico dal passaggio dei veicoli insorgono commercianti e cittadini. Fa testo Ragusa Ibla, fa testo la via Roma, zone nelle quali le vetture circolano e sostano attaccate alla zona pedonale.
Pensare di mettere il treno sui binari e  vedere meno auto in giro è semplicemente un sogno.
In tal senso non sono di valido aiuto le politiche delle amministrazioni che, fino ad ora, in materia sono state estremamente permissive, addirittura concedendo solo d pensare di aprire al traffico la via Roma, ancorché parzialmente e in orari limitati.
Come niente si fa in tema di accesso alle misure previste dagli accodi europei: lo stesso prof. Russo ha sottolineato che  importanti stanziamenti sono previsti, per il periodo 2014-2020, per interventi infrastrutturali che si fondano sulla compatibilità ambientale.
E’ opinione comune che esperti nella materia potrebbero aprire le porte per contributi inimmaginabili a progetti come quello della metropolitana di superficie. Da noi, ancora gli esperti servono come attaché e la formazione sulle politiche ambientali si fa con musica e degustazioni. 

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