di redazione
Sono il segretario del secondo circolo del Partito Democratico, avv. Mimmo Barone, e i consiglieri comunali Massimo Agosta e Maurizio Stevanato, del Movimento 5 Stelle, a rispondere alle sollecitazioni di Peppe Calabrese
Com’era prevedibile, la chiamata alla coerenza, da parte dell’ex consigliere comunale del Partito Democratico, una mezza provocazione per scatenare un dibattito e movimentare l’atmosfera politica, ha avuto i suoi effetti.
Riportiamo appresso, integralmente, le note, sull’argomento, del segretario del secondo circolo PD, avv. Mimmo Barone, e dei consiglieri comunali, del Movimento 5 Stelle, Massimo Agosta e Maurizio Stevanato.
Questa la nota di Mimmo Barone:
“Con riferimento all’invito rivolto dall’ex consigliare comunale Calabrese all’amministrazione di dar corso al programma di trivellazioni petrolifere per beneficiare delle relative royalties, il segretario del II circolo del Pd invita ad una riflessione ponderata rispetto all’aut-aut proposto in termini assoluti.
Il tema dello sfruttamento del sottosuolo non va affrontato solo in termini di valutazione del ritorno economico immediato o, all’opposto, solo in termini di pregiudiziale valutazione negativa della attività estrattiva.
Si tratta di un tema complesso per il quale sarebbe miope e controproducente, al pari di quanti accade per tutte le attività industriali di rilevante impatto comprese quelle relative alle energie rinnovabili, utilizzare le categorie del si o del no “a prescindere”, e per il quale invece occorre sempre valutare e comparare gli opposti interessi, e scegliere caso per caso, l’interesse prevalente da tutelare.
Il territorio ibleo è oggi economicamente rilevante non per le scelte di industrializzazione pesante assunte nell’immediato dopoguerra, comprensive delle prime concessioni di estrazione, ma per l’agricoltura e la zootecnica di qualità, e per la altissima valenza paesaggistico-culturale, tale da essere annoverato tra i Patrimoni UNESCO.
Orbene, poiché agricoltura, cultura e turismo sono i settori di sviluppo della nostro territorio, e poiché l’attività estrattiva non è realizzata da imprese locali, la buona politica impone l’onere di valutare, anche economicamente, se la previsione di nuovi campi di ricerca e correlato sfruttamento di idrocarburi possa pregiudicare, o limitare, lo sviluppo dei settori portanti del nostro tessuto economico.
Infatti l’introito economico immediato in termini di royalties potrebbe non essere comunque sufficiente a compensare le perdite di beni di inestimabile valore, non riproducibili, o le perdite di reddito diffuse, laddove l’attività dovesse comportare riduzione di produzioni di eccellenza.
Occorre quindi procedere ad un esame, caso per caso, delle singole richieste, da effettuare in relazione alla rilevanza della singola area di intervento, quale premessa per una complessiva attività di valutazione delle interferenze di tutti gli interventi proposti, che potrebbero essere singolarmente ammissibili ma che, complessivamente considerati, potrebbero comportare quei danni generali in precedenza indicati.
La valutazione quindi della scelta che il Comune deve operare non deve e non può essere solo quella, come dal più parti suggerito, sull’ammontare delle royalties, ma deve tenere conto piuttosto di un quadro di insieme che consenta di non dismettere i settori portanti della economia ragusana, scongiurando in tal modo il rischio di ottenere una ricompensa per un territorio definitivamente mutilato.
Le royalties quindi ben vengano per incrementare la spesa comunale per investimenti sul territorio, senza per questo lasciare che la nostra economia sia solo affidata alle imprese petrolifere, con grave danno per gli operatori agricoli, zootecnici e turistici.”
Mimmo Barone (segretario II circolo Partito Democratico)
Questa la nota di Agosta e Stevanato:
“Il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle di Ragusa ripetute volte si è espresso sulle estrazioni petrolifere, dichiarando la propria contrarietà”.
E’ quanto sostengono i consiglieri Massimo Agosta e Maurizio Stevanato rispetto ai chiarimenti richiesti dall’ex consigliere e dirigente regionale del Pd, Giuseppe Calabrese.
“L’utilizzo delle royalties erogate dalla Regione e accreditate al Comune di Ragusa sarà compiuto in modo programmato e strutturato. L’entità delle somme, di oltre venti milioni di euro, è stata resa possibile grazie anche all’emendamento che porta la firma del gruppo del Movimento Cinque Stelle alla Regione che ha raddoppiato la percentuale di accreditamento, dal 10 al 20%, proprio per avere un ristoro compatibile con ciò che le estrazioni producono.
Dal canto proprio il Comune di Ragusa ha già inserito undici milioni di euro nella proposta di delibera del piano triennale delle opere pubbliche, a breve in discussione in aula, per giungere alla realizzazione di numerosi progetti, di cui già si è ampiamente parlato, che rientrano nell’ordinario e anche nello straordinario.
Noi, a differenza di precedenti amministrazioni, nella predisposizione del piano triennale non abbiamo scritto il libro dei sogni ma abbiamo inserito, in base alla copertura finanziaria, progettualità concretamente realizzabili nel corso delle annualità prese in esame, dunque nei prossimi tre anni.
Detto ciò, è intenzione del gruppo consiliare proporre una ripartizione delle restanti somme accreditate dalla Regione in materia di royalties, da investire in progetti ed iniziative di tutela del territorio e dei beni paesaggistici ricadenti nel territorio comunale di Ragusa.
Essere contrari alle estrazioni petrolifere – aggiungono i due consiglieri del Movimento 5 Stelle – vuol dire non dare ulteriori autorizzazioni, rispetto gli impianti già esistenti. Vuol dire non abusare ulteriormente del sottosuolo e stoppare tutto ciò che ne segue, anche se sappiamo si tratti di sistemi testati e sicuri.
Ma questo è un aspetto che non rientra nel nostro programma. Essere ‘talebani’, ossia rifiutare a priori qualunque tipo di collegamento con le estrazioni petrolifere e con le royalties che ne derivano, sarebbe soltanto un atteggiamento sciocco e contro producente che il Comune di Ragusa non può certo permettersi. Inoltre vogliamo ricordare che, proprio lo scorso anno, le somme introitate dal Comune con gli accreditamenti da parte della Regione per le estrazioni petrolifere sono state in gran parte utilizzate per non far pagare la Tasi ai cittadini e garantire servizi di assistenza, come invece non è avvenuto in altre realtà anche del territorio provinciale.
Dunque – hanno concluso i consiglieri Agosta e Stevanato – proseguire in discussioni di lana caprina su posizioni per noi chiare, diventa inutile, strumentale e soprattutto si rischia di dare informazioni fuorvianti. Noi siamo per il mantenimento e la salvaguardia dei luoghi e dell’assetto paesaggistico esistente.
Allo stesso modo, siamo per un utilizzo delle somme ricavate dalle royalties di precedenti autorizzazioni che abbiano una valenza sulla progettualità in tema di opere pubbliche, sul mantenimento e rafforzamento dei servizi assistenziali e sulla possibilità di rimpinguare capitoli che hanno a che fare con l’ambiente e con il territorio”.
I consiglieri del Movimento Cinque Stelle Ragusa
Massimo Agosta
Maurizio Stevanato
