D’Asta e Chiavola insorgono perché il Consiglio Comunale non riceve le dovute comunicazioni

di redazione
Convocata una conferenza stampa per informare di una nota della Regione, inerente il PRG, non portata a conoscenza dei consiglieri comunali

In altra parte del giornale abbiamo parlato della costante azione di controllo sull’attività amministrativa, esercitata dai consiglieri del Partito Democratico, Mario D’Asta e Mario Chiavola.
Senza soluzione di continuità, passano dalle royalties alla Legge su Ibla, ora alle questioni urbanistiche, invero, da tempo sul tavolo. Convocata una apposita conferenza stampa, presso la sede del Circolo “Rinascita Democratica”, alla presenza del segretario, avv. Tony Francone, per informare su una nota dell’Assessorato Regionale competente in materia di Piano Regolatore, inviata da Palermo in data 8 febbraio del corrente anno.
Doveva essere presente il Presidente del Circolo, l’ing. Vito Frisina, nulla è stato detto sulla mancata presenza del capogruppo, il prof. Giorgio Massari, ancorché passato al II Circolo di Ragusa.
Ha partecipato il segretario del 1° Circolo, Gianni Lauretta
Ha introdotto l’incontro, con rara sintesi e chiarezza, non essendo del resto un politico ‘praticante’, l’avv. Francone che ha
informato i presenti di una nota del dipartimento urbanistica dell’Assessorato Regionale competente in materia di Piano Regolatore, inviata al Sindaco della Città di Ragusa, al Presidente del Consiglio Comunale e al responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Ragusa, datata 8 febbraio 2016, n. protocollo 2752, con la quale veniva chiesto di dare riscontro ad un precedente nota del 1 luglio 2015, n. protocollo 15436, che faceva seguito al riscontro per una precedente diffida inviata al Comune di Ragusa.
In mancanza di riscontri venivano rinnovati i precedenti contenuti per gli obblighi discendenti dal disposto dell’art 3 della LR 15/91 e e quelli derivanti dall’art 13 del D.Legisl. 152/06, per i quali la Regione attende notizie sull’opera di revisione del Piano Regolatore vigente, in mancanza dei quali la Regione proporrà intervento del Commissario ad Acta per predisporre e/o adottare gli atti occorrenti alla revisione in oggetto del PRG del Comune di Ragusa.
L’avv. Francone ha significato come nulla sia stato comunicato, per quanto in oggetto, al Consiglio Comunale, motivo per cui ci si interroga sul perché il Sindaco, ma soprattutto il Presidente del Consiglio Comunale non abbia informato i componenti il civico consesso.
Fin qui il rilievo ineccepibile del segretario del III Circolo PD che solleva un legittimo interrogativo sui motivi che avrebbero impedito ai consiglieri comunali, tutti, di venire a conoscenza della nota e delle criticità in ordine agli adempimenti di Legge.
Si sarebbe portati a pensare che una questione di tale genere possa essere, in prima istanza, risolta chiedendo lumi direttamente ai destinatari della nota, senza bisogno di conferenze stampa e comunicati, in ogni caso legittimi e occorrenti se si vuole dare visibilità alla questione.
Gli interventi dei consiglieri D’Asta e Chiavola hanno fatto intendere che non si intendono fare sconti ai destinatari e, come è apparso dalle dichiarazioni, segnatamente al Presidente del Consiglio, considerato il maggior responsabile per non aver informato i consiglieri comunali.
Mario D’Asta ha ripercorso l’iter che ha visto nascondere la diffida, tenuta segreta da parte del Presidente del Consiglio, il quale doveva subito convocare i capigruppo. Sono gravi responsabilità nei confronti dei consiglieri, tenuti all’oscuro.
La denuncia forte, che induce a pensare che Iacono abbia fatto bene a dimettersi, perché Iacono non ha risposto al ruolo per cui è stato eletto.
Inadempienza gravissima del Presidente, non si capisce perché avrebbe tenuto nascosta la diffida, o, aggiunge D’Asta, forse lo si capisce perché ha voluto tutelare la maggioranza, dalla quale, prima o poi, però, vorrà smarcarsi.
Resta il fatto che la città non ha nulla di pronto per il PRG.
Anche Mario Chiavola ha rincarato la dose, parlando di ennesima mortificazione e delle istituzioni, con tre organi istituzionali che hanno nascosto la diffida.
“Iacono non ha ritenuto opportuno informare i consiglieri, come pure i capigruppo.
La vera mortificazione, nei confronti delle istituzioni, la fa Iacono stesso, non le leggi che si fanno a Palermo, ispirate a principi di sussidiarietà; ha fatto bene, evidentemente, a dimettersi, anche se avevamo capito che lo ha fatto per motivi elettoralistici e personalistici.
Alla luce di questa nota appaiono gravi inadeguatezza e incompetenza di questo Presidente del Consiglio, (forse sarebbe stato più esatto dire ex Presidente, ndr) per il quale rischiamo di trovarci con un Commissario.
Ennesimo atto di inconcludenza amministrativa, di questa Giunta che dovrebbe decadere subito, per i tanti casi di cui è stata responsabile.
Non si può mai comprendere perché il Presidente abbia commesso tale atto di una gravità inaudita, fatti a cui siamo ormai abituati, con una amministrazione, e la maggioranza che la sostiene, che sono del tutto inadeguate per la città. Si tratta di rispetto degli atti e della legge.”
In un comunicato, diramato successivamente alla conferenza stampa, si aggiungono dubbi su altre eventuali diffide nascoste nei cassetti di palazzo dell’Aquila, legittimati a pensarlo dopo quanto avvenuto.
La maggioranza dimostrerebbe che non c’è un’dea di città, che si ritiene opportuno nascondere la documentazione alla minoranza e al resto della città.
Bastano questi elementi per avere l’idea di che tipo di concezione la maggioranza abbia per quanto riguarda la gestione della città.
Meditando sempre sul fatto che il presidente del Consiglio, figura super partes, avrebbe dovuto essere garante di tutte le espressioni politiche presenti in aula. E, invece, non si comprende perché abbia deciso di nascondere tutto.

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