Periodo travagliato per i 5 Stelle, dovunque, e a Ragusa in particolare: le criticità recenti della formazione politica si sono riverberate in una periferia, come quella di Ragusa, dove ancora ci sono i postumi del mancato successo del 2018, provocato e acuiti i postumi dalle perenni fibrillazioni interne che, così come hanno determinato la sconfitta al ballottaggio, agitano ancora per una leadership che trova consensi discordi.
La fuga del referente che i 5 Stelle al consiglio comunale avevano trovato nell’eurodeputato Giarrusso, sostenuto a piene mani nella campagna elettorale, ha ulteriormente disorientato i grillini locali che debbono fare i conti con la debacle di Scicli, che non li tocca direttamente, ma li coinvolge nell’esame del risultato negativo, per quanto generalizzato a livello nazionale.
Stante l’evidente inadeguatezza alla guida dell’ex premier Conte, invece di attendere le nomine dei referenti, regionali e locali, i 5 Stelle di Ragusa dovrebbero sedersi attorno ad un tavolo e decidere cosa vogliono fare da grandi. Devono prendere decisioni che, in ogni caso, arriveranno sempre in ritardo in uno scenario che non fa intravedere soluzioni efficaci, soprattutto alla luce del calo ormai cronico dei consensi.
In questo scenario di grandi ambasce si passa dall’incontro con il Direttore dell’Azienda Sanitaria alla filippica contro il sindaco per arrivare alle solite piccole segnalazioni, il rifiuto, l’acqua, l’erba.
Così il capogruppo Firrincieli, quasi senza motivo, inaspettatamente, si scaglia contro il primo cittadino che giudica inefficiente nella sua azione politica, alle soglie degli esami per il rinnovo del mandato, un sindaco che, con la sua amministrazione gestisce eredità delle precedenti amministrazioni e quando decide di agire per nuove iniziative procura solo danni alla città, come con il mostro della ZTL a Ibla.
Un sindaco che Firrincieli non vede come interlocutore della città, i cittadini hanno smesso anche di cercare il primo cittadino e si rivolgono, sempre più spesso alle minoranze.
Accade per l’acqua a San Giacomo, accade per la Pediatria che manca a Ragusa.
Firrincieli, come le altre opposizioni, ha solo il sindaco nel mirino, azione inefficace, soprattutto ad un anno dalle elezioni, la strategia giusta sarebbe quella di lavorare ai fianchi il primo cittadino, letteralmente, aggredendo gli assessori che, nella maggior parte dei casi, sono i veri responsabili della debacle amministrativa.
Debacle che sarà tutta da dimostrare alle prossime consultazioni, ma che non potrà essere dimostrata dalle filippiche in aula, né dai comunicati stampa.
Non serve, né può essere conducente, risolvere i problemi dei cittadini, sforzi che, quasi mai portano a consensi al momento del voto, peraltro per soluzioni o che arrivano comunque, come nel caso dell’acqua a San Giacomo, arrivata non per intervento dei 5 Stelle, o che non arrivano, perché raccontarci che a settembre riapre pediatria è come sentire i ritornelli periodici sulla Ragusa-Catania.
I 5 Stelle non hanno imparato nulla dagli errori del passato e oggi aggiungono un atteggiamento da giacca e cravatta che, oltre a fare a pugni con la spregiudicatezza della lotta spasmodica per la poltrona e per la leadership locale, disconosce i valori rivoluzionari originari del movimento.
Fondamentalmente non approviamo la strategia di portare le mamme a parlare con il direttore dell’Azienda Ospedaliera, peraltro ripetendo un rito iniziato dal Presidente del Consiglio Comunale, una sorta di ammissione di debolezza, ‘venite voi per rendervi conto che è difficile ottenere qualcosa’.
Poi il comunicato, come al solito roboante, ma forse è colpa di chi lo scrive, “giornata importante”, “Un percorso che ha visto protagoniste le mamme”, “una mobilitazione dal basso”, “una petizione che ha messo in moto numerosi rappresentanti istituzionali”: ma perché importante? Chi sono queste mamme? Dov’è la mobilitazione? Dov’è la petizione? Dove sono i rappresentanti istituzionali in moto?
Tutto questo disturbo, per venire a sapere che, forse, a settembre, il reparto potrà essere riaperto.
Bando per l’assunzione dei medici, graduatorie, commissioni, ma qualcuno ha chiesto dove sono finiti i medici in forza al reparto al momento della chiusura per far posto ai letti della maternità, in emergenza covid?
Al tempo, il reparto fu occupato per l’emergenza o fu chiuso con il licenziamento dei medici?
Perché, ora, se non prima, non torna tutto alla normalità, finita l’emergenza?
Che poi, l’emergenza non è finita perché pare che, al momento, dentro pediatria ci sia un altro reparto.
Senza dire che fa tenerezza il dott. Elia che viene coinvolto nella polemica dopo anni di silenzio con Aliquò, il vero protagonista dello sconvolgimento del Giovanni Paolo II.
I 5 Stelle di un tempo sarebbero usciti dall’incontro con ben altro atteggiamento, qua, invece, si fa affidamento sulla buona volontà e su tutti gli sforzi possibili e immaginabili per venire incontro alle esigenze dell’utenza ragusana”.
Ma, all’esterno, sono altre le istanze che portano avanti le mamme, perché i 5 Stelle non ne parlano? Sono state esaminate le proteste per le criticità rilevate nel reparto di pediatria di Modica, delle quali tanto si parla?
Considerando che l’incontro era per le mamme, tralasciamo di rilevare cosa altro avrebbero potuto segnalare alla nuova direzione i 5 Stelle, sempre scusandosi per aver esonerato Aliquò dal disturbo.
Per ora, aspettiamo fiduciosi.
