di Cesare Pluchino
Una lunga seduta di Consiglio comunale, in un’aula che sembrava la hall di un grande albergo, attraverso la cui porta girevole entravano e uscivano i protagonisti, alcuni dei quali, tali son voluti restare con un diluvio di comunicati
Il leitmotiv della settimana è stato quello degli atti arrivati all’ultimo momento, senza adeguata documentazione, senza il tempo a disposizione per analizzarne i contenuti, tutte cose che imponevano un rinvio delle sedute, convocate in extremis con decisioni discutibili, ma che non hanno impedito, ai consiglieri, specie delle opposizioni, di trascinare la seduta per dodici ore e di continuarla, idealmente, con una pioggia di comunicati, forse consapevoli che con 40° sono stati, forse, pochi, quelli fermi davanti alla tv o al computer per assistere alla seduta.
In effetti si è notata grande approssimazione nei numeri, che venivano ‘sparati’ a raffica, una diffusa scarsa conoscenza dei dati inerenti gli atti in esame, che andava a diminuire man mano che passava il tempo e si poteva dedicare attenzione alla lettura dei faldoni.
Una relazione sintetica e non esaustiva dell’assessore contribuiva a mantenere ostica una materia, di per sé, poco comprensibile ai profani: tutti facevano sfoggio di termini come residui attivi, passività pregresse, aliquote, detrazioni, indici di passività, che si sintetizzavano solo nel fatto che si aumentavano le tasse.
Ognuno ha detto la sua, basti pensare che non c’è stata solo diversità di vedute fra amministrazione e opposizioni, ma anche nelle stesse maggioranze, di giunta e consiliare, addirittura anche il collegio dei revisori dei conti ha mostrato non poche diversità di vedute, sancite da relazioni ufficiali.
Per questo ci torna alla mente la hall di un grande albergo, dove passano il nobile e l’avventuriero, l’uomo d’affari e il fallito, chi alberga per noia e chi non ha i soldi per pagare il conto.
Fra le cose lette sull’argomento, pietra miliare resta la nota inviata dal Presidente del Consiglio all’Assessore al Bilancio, al Dirigente dei Servizi contabili e, per conoscenza, al Sindaco.
Il Presidente Iacono, cosa di cui ci siamo già occupati in precedenza, ha rilevato come la normativa vigente e il regolamento di contabilità dell’ente prevedano opportune fasi per la conoscenza dei documenti contabili nella loro interezza, soprattutto quando vengono stabiliti livelli nuovi di aliquote e tariffe.
Ciò premesso, ha evidenziato la condizione di estrema difficoltà nella quale ci si è trovati costretti a convocare sedute di Commissione e di Consiglio comunale urgenti, nelle quali si è corso il rischio di esprimere pareri senza esaustività di conoscenza degli atti sottoposti.
Evidenziando di aver proceduto alle convocazioni solo al fine di evitare conseguenze contabili derivanti da mancate decisioni del Consiglio, il Presidente ha evidenziato l’intenzione futura di rigettare richieste di convocazione ove si riscontrassero tempi stretti e documentazione carente.
I consiglieri comunali di Forza Italia hanno manifestato il profondo disaccordo con le misure presentate, sulle modifiche al regolamento della Iuc che introduce, nuovamente, la Tasi, giudicate uno scempio a danno dei cittadini ragusani, con un nocumento economico considerato pari a oltre dieci milioni di euro sulle spalle dei ragusani.
Una presa in giro per i ragusani, secondo i consiglieri di Forza Italia, da sommare ovviamente a tutte le altre tassazioni per un ammontare complessivo di 25 milioni di euro, che richiede chiarezza sulle reali esigenze e sulle responsabilità eventuali di chi gestisce il conto economico del Comune.
I tre hanno aggiunto, nel comunicato, la provocazione, esternata in aula, di essere disponibili ad accettare tutte le tassazioni, e ad approvarle, a condizione del licenziamento dell’assessore Stefano Martorana, autore di cotanta improvvisazione nella gestione finanziaria dell’ente.
Il comunicato era condiviso, come pensiero e come protesta, anche dai consiglieri Angelo La Porta ed Elisa Marino, che, non contenti, unendosi a Gianluca Morando, hanno reiterato il dissenso con altro comunicato:
Stigmatizzando l’assenza del Sindaco in aula, lo hanno accusato di irresponsabilità e incapacità di governare una nave che sembra alla deriva. Responsabile, quindi, insieme a Martorana nell’imporre altre tasse ai ragusani.
Invito al Sindaco a dimettersi, stanchi di ascoltare favole da chi è risultato incapace di garantire un minimo di gestione oculata delle casse comunali, ricorrendo, per l’ennesima volta, alla storia dei debiti della precedente amministrazione.
Una condizione di imperizia per la quale anche il presidente del Consiglio comunale, sostenitore della causa grillina, si è visto costretto a richiamare l’Amministrazione.
Secondo la Marino, i ragusani si accorgeranno di quanto avventata sia stata la scelta di affidarsi nelle mani di chi, sprovvisto di qualsiasi esperienza, continua a gestire la cosa pubblica come se fosse un gioco di società.
Comunicato anche da parte dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, Agosta, Stevanato e Tringali, naturalmente a difesa elle scelte dell’amministrazione, ancorché, risulta difficile capire e inquadrare la loro posizione dal momento che autorevoli fonti del gruppo consiliare riferivano che, sia pure inizialmente, 15 dei 16 consiglieri grillini erano in disaccordo con le scelte di Martorana, dubbi che vengono, parzialmente fugati nell’ultima parte della nota diramata:
“Impossibile replicare la mancata applicazione della TASI, si è operato al fine di mantenere nei parametri sostenibili l’aliquota e di inserire alcune sostanziali agevolazioni”
“Si è arrivati a ridosso della scadenza imposta per legge per procedere all’approvazione delle nuove aliquote perché abbiamo tentato, con gli apparati tecnici del Comune e con la giunta, di verificare vari percorsi che ci avrebbero potuto consentire di mantenere l’aliquota a zero come lo scorso anno.
Ennesimi tagli nei trasferimenti di Stato e Regione non hanno permesso operazioni a favore della collettività. Per non mettere in difficoltà le casse comunali abbiamo dovuto introdurre la tassazione al 2,5 per mille per le abitazioni principali.
Per compensare, almeno in parte, il carico fiscale, per alcune categorie, si è chiesto di abbassare l’aliquota Imu per compensare l’introduzione della Tasi, per esempio per gli uffici professionali, per i quali l’aliquota dall’attuale 9 per mille scende al 7,6 per mille. Così come per i negozi, passa da 9 a 8 per mille. Modifiche sono state inserite anche nel nuovo regolamento Tosap, con l’alleggerimento delle tariffe per gli spazi di manovra e l’inserimento nelle aree mercatali di quelle stagionali.”
Dirimente la chiusura del comunicato, nel quale si dice : “Ci rendiamo conto che le manovre finanziarie varate dalla giunta Piccitto non sono pienamente rispondenti ai suggerimenti forniti dalla maggioranza e rispetto a ciò ci impegniamo in prima persona a richiedere un ulteriore approfondimento, al nostro interno, per meglio comprendere i percorsi compiuti per tassazioni che non sono nello spirito con cui intende operare il Movimento Cinque Stelle che è stato, e intende continuare ad essere, dalla parte dei cittadini”.
