Dalle stalle alle stelle

Il truppone esce rivalutato dagli attacchi dei dissidenti, da gruppo di scarso livello, senza capacità di crescita, elevato al rango di congiurati di Palazzo, per non parlare dell’appartenenza ad un movimento con metodi degni del peggiore stalinismo
Avevamo avvertito un cambiamento positivo all’interno del gruppo consiliare dei 5 Stelle, ma non pensavamo che fossero proprio i dissidenti del meetup fantasma a decretarne la crescita.
In una fantasmagorica lettera, firmata dagli ex assessori Brafa, Dimartino e Conti ma di identificabile autore e suggeritore – tanta è la differenza di stile dei tre firmatari da poter affermare questo – si attaccano, in un colpo solo, il sindaco, l’amministrazione e il gruppo consiliare, inneggiando alla violazione delle più elementari norme di democrazia che sarebbero state stuprate in occasione della discussione sulle variazioni di bilancio.
I tre, arrogandosi, ormai, come di consueto, il ruolo quasi esclusivo di paladini del Movimento 5 Stelle, discettano dei valori contenuti nello statuto del M5S (libertà, uguaglianza, dignità, solidarietà, rispetto), presentandosene come gli unici tenutari nell’ambito dei 5 stelle iblei.
Perché non si salva nessuno, non c’è un attivista, nemmeno forse nel meetup dei dissidenti, meritevole di un cenno in proposito, mentre si rifiutano valori attribuiti come diseguaglianza nel trattare i cittadini, volgarità, bassezza nei comportamenti, il disprezzo degli altri e degli avversari politici e atteggiamenti illiberali.
Vengono fuori le solite questioni di vecchia politica, la solita aria fritta (e fra i dissidenti ci fu chi all’inizio dimostrò di saperci fare con la frittura), i soliti temi di urbanistica e rifiuti dei quali, al tempo buono, i cittadini non ebbero il piacere di sapere.
Le strategie si evolvono e ora siamo arrivati agli alti livelli del M5S dove ci sarebbero metodi del peggiore stalinismo.
Mentre erano in carica, i tre assessori notarono tutto quanto di negativo poteva esistere, ma solo ora tolgono il velo di omertà che concorrevano a mantenere attorno ai misfatti di Piccitto e soci.
Ragusa, una città del malaffare, abbandonati gli sforzi per aiutare gli ultimi, tagli ai contributi per i malati terminali, minimizzata la mediazione familiare,  abbandonata la denuncia da parte dell’assessore all’urbanistica dei due piani regolatori, svanito il rispetto della legalità in edilizia con il blocco delle demolizioni delle costruzioni abusive non sanabili a pochi metri dal mare, favorita la speculazione edilizia dei soliti noti, amici del vecchio sindaco e di diversi consiglieri comunali di opposizione, con gli alberghi in zona agricola, affossato il tentativo di recuperare il centro storico.
Ma la trasparenza grillina non ebbe modo né tempo di far conoscere queste cose alla città, come pure di non parlarne subito dopo, forse perché impegnati in trattative con gli alti livelli per un possibile rientro ‘in politica’.
Come pure, si dimenticò, allora ma ancor oggi nella lettera, di citare la scomparsa dei fondi della Legge su Ibla, ma questo non viene spiegato, come non venne spiegato allora, anzi attentamente celato alla pubblica conoscenza, come l’esistenza di due carteggi per il PRG.
I personaggi in questione si dicono arrivati in amministrazione per la professionalità e i curriculum, ma furono solo scelti, qualcuno anche in barba alle regole del Movimento, che sempre devono essere tenute presenti, che non prevedevano il coinvolgimento di elementi già candidati in altre formazioni politiche.
Ancora oggi si parla di gruppi di potere che da decenni dominano la città, ma non si fanno nomi e fatti circostanziati, solo spuzzi di fango, addirittura gente infiltrata nel Movimento 5 Stelle e presente dentro l’amministrazione, come se a Ragusa non ci conoscessimo tutti e non fossimo conoscenza che, tolti amministratori e consiglieri, le riunioni del M5S potrebbero avvenire all’interno di un monovolume o di un camper, a voler essere buoni.
Tralasciamo anche la questione delle penali per la ditta che si occupa ella raccolta dei rifiuti, la cui entità non fu mai dato di sapere, né in termini di dovuto, né in termini di eventualmente pagato.
Tanti i segreti, tanti i silenzi, ora si viene a parlare di legalità e di trasparenza come se da questa parte ci fosse un pugno di coglioni ignoranti che si debbono bere anche la barzalletta che il Movimento è scalabile, come fosse una multinazionale dell’informatica.
In democrazia, ogni partito o formazione politica è scalabile, se c’è democrazia, libertà e regole certe.
E si arriva, così al gruppo consiliare, prima di scarso livello, incapace di crescere, poi elevato al rango di congrega di congiurati, la stessa amenità di Porsenna elevato a furbetto del quartierino.
Ora sappiamo dove si è dispersa la destra a Ragusa: è tutta dentro il Movimento 5 stelle, da Forza Italia ad Alleanza Nazionale.
Un teatrino di supponenti posizioni politiche che si vorrebbero spacciare per buona politica, in contrasto, sembra, con tutto quanto di politico esiste a Ragusa, in verità, in tutto questo bailamme restano fuori tutte le aree della sinistra che sembrano non esistere, quasi sconosciute, evanescenti, estinte.
Ma qualcuno non la pensa così, se i dissidenti vedono espressioni di destra nel Movimento 5 Stelle, altri intravedono gli embrioni ibernati della sinistra fra i dissidenti, visti come cavallo di Troia per godere del vento favorevole a 5 Stelle.
E’ quello che fa percepire anche  un comunicato dei consiglieri Agosta e Stevanato che pubblichiamo in altra parte del giornale.

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