Esitati tutti i punti all’Ordine del Giorno, protagonista della seduta la proposta per impegnare i consiglieri a costruire la mozione di sfiducia al Sindaco
.Eravamo stati facili profeti quando definimmo l’andamento dei lavori d’aula del Consiglio Comunale di Ragusa uno spettacolo unico.
La seduta dedicata alla proposta di costruzione di una mozione di sfiducia per il sindaco si è rivelata uno spettacolo nello spettacolo.
Ormai, il civico consesso di Ragusa è lanciato nel firmamento mediatico nazionale con la consigliera Marabita che, grazie agli impresari di eccezione che si ritrova, è finita su Striscia la Notizia, il dibattito per la mozione di sfiducia ha raggiunto vette inenarrabili per la futilità dei contenuti del dibattito e per l’emersione di tanti panni sporchi che hanno contribuito ad acclarare la tesi di quanti hanno visto un tentativo, peraltro riuscitissimo, di recidere gli artificiosi legami che tenevano insieme le opposizioni.
I consiglieri D’Asta e Chiavola, con l’appoggio di Calabrese e i circoli di appartenenza, ma presentandosi a nome del Partito Democratico, hanno insistito permettere ai voti la proposta, nonostante i reiterati inviti a ritirare l’atto. Le opposizioni, a vario titolo, si sono rifiutate anche solo di firmare la presentazione della mozione che ritengono senza chance di raggiungere l’obiettivo dei 20 voti necessari per mandare a casa il Sindaco.
Sarebbe bastato fare le opportune dichiarazioni e abbandonare l’aula per indurre i presentatori a ritirare la proposta, invece il dibattito scaturito è stato artificiosamente amplificato ed enfatizzato, con i consiglieri Tumino, Lo Destro e La Porta che hanno preso di mira il PD e il parlamentare di Ragusa, Nello Dipasquale, leader di riferimento di D’Asta e Chiavola, con puntuali disamine delle vicende legate alle amministrative 2013 che portarono Piccitto a Palazzo dell’Aquila.
Anche il consigliere Ialacqua, del Movimento Città, rifacendosi sempre alle elezioni del 2013, ha fatto dei precisi distinguo sui rapporti con Partecipiamo e ha tenuto far rilevare come la stessa formazione politica si fosse assoggettata ad accordi con la Giunta Piccitto per accaparrarsi poltrone.
Una inequivocabile e cercata presa di distanza da Partecipiamo che, ricordiamo, fa parte con Città, il gruppo di Sonia Migliore e Giorgio Massari, del Patto di consultazione, il gruppo non ufficiale di sette consiglieri di opposizione che hanno fatto cartello per contrapporsi al gruppo di Maurizio Tumino e a quello del PD.
Assente alla seduta l’intero gruppo di Partecipiamo, mentre Maurizio Tumino, il suo gruppo e Ialacqua si godevano il dibattito che stendeva, in continuazione, panni sporchi esponendoli al pubblico ascolto, era solo Sonia Migliore, sempre politico di razza, di rara sensibilità, a comprendere quello che stava accadendo.
La questione della mozione di sfiducia, del resto tutta da inventare, nei numeri e nei contenuti, si era trasformata, forse con premeditazione, in una sorta di cavallo di Troia per rompere l’unità dei gruppi di opposizione, faticosamente raggiunta in occasione delle variazioni di bilancio che avevano visto, per la prima volta, grazie all’aiuto della dissidente Marabita, dei 5 Stelle, il successo in aula, su un argomento importante.
Sonia Migliore ha cercato, intelligentemente per la sua parte, di bloccare la discussione e far ritirare l’atto, senza riuscirci e appellandosi solo all’unità per il lunedì successivo, quando la coesione dei quindici delle opposizioni potrebbe bocciare il piano di riparto della tassa di soggiorno.
Ma Sonia non sa che c’è Thomas Cook che aspetta!!!
In definitiva una seduta amena, che ha offerto spunti di gossip politico inaspettati e che hanno squarciato il velo di finto perbenismo di una alleanza di ideologie contrapposte, riunite per sete di potere e non per il bene comune come si voleva far credere.
L’ormai nota teatralità di Tumino e Lo Destro è ritornata ai tempi delle migliori esibizioni in aula, i due con il gruppo al seguito, in questa occasione ottimamente spalleggiati dal non meno incisivo La Porta, hanno caratterizzato la seduta con un atteggiamento fermo nei confronti di false opposizioni, ponendosi ancora una volta come oppositori responsabili sui quali l’amministrazione potrebbe contare nel contesto di un serio e trasparente rapporto di collaborazione nell’interesse della città e della collettività, con l’esclusione di elementi sempre meno disponibili alla trasparenza degli intenti e alla purezza degli obiettivi.
Tumino rimane sempre un protagonista in aula e diventa sempre più un riferimento preciso nella vasta area deserta di centro destra dalla quale, potenzialmente, potrebbe spiccare il volo se svincolato da vecchi legami, negativamente condizionanti e perdenti per natura.
Si è distinta come purosangue di razza Sonia Migliore apparsa sprecata nel contesto delle fallimentari alleanze di patto.
Eclatanti e foriere di inevitabili strascichi polemici le dichiarazioni di Carmelo Ialacqua, concomitanti, per caso, con la totale
assenza del gruppo di Partecipiamo.
Come accennato in altra parte del giornale, ne esce rafforzata l’immagine del Sindaco, dell’amministrazione, del gruppo consiliare, che sembrano poter inaugurare una nuova stagione politica, mentre si rende improcrastinabile il chiarimento delle posizioni all’interno di un Partito Democratico che, suo malgrado, ha vissuto in aula una delle pagine più nere della sua storia locale, anche per la totale assenza di una minima forma di difesa che i due rappresentanti in aula dovevano contrapporre alla serie di attacchi politici e personali, soprattutto nei confronti del leader di riferimento.
A livello personale ognuno è libero di farsi rappresentare da chi vuole, ma il partito, per la sua storia e le sue tradizioni, merita ben altra tutela che non quella di due giovani che si sono rivelati, politicamente, alle prime armi.
