di Cesare Pluchino
Lavoro come sempre eccellente delle forze dell’ordine, si scopre che il Sindaco non ha colpe
Anche sulla difficile situazione di piazza San Giovanni a Ragusa si è insinuata la politica per trovare il capro espiatorio di una condizione di degrado che occorre recuperare al più presto.
Come è ormai consuetudine, di ogni disagio di carattere sociale viene accusato il Sindaco della città, colpevole di qualcosa che non ha fatto ma che non viene specificato.
Si racconta di una piazza in mano ai “balordi” o di “emergenza”, per il triste fenomeno dello spaccio di stupefacenti o per le risse che, ormai, sono cosa di ogni giorno.
Si è chiesto al sindaco di difendere il centro storico di Ragusa superiore da quei “balordi” raccontati dai giornali, dal degrado di Piazza San Giovanni, dal dilagare di spacciatori e piccola delinquenza.
Ma non è compito del sindaco arginare spacciatori e piccola delinquenza, non ne ha i poteri, ci sono già Polizia e Carabinieri che svolgono egregiamente il loro compito.
Una situazione di certo al limite, le risse sono divenute oramai una costante, l’ultimo accadimento stava per volgere in tragedia, il disagio sociale è diffuso, si vuole svincolare da fattori ‘razziali’ o migratori, ma, di certo non sono fatti che riguardano solo le fasce disagiate della nostra città.
Occorre pianificare una serie di interventi per contrastare i fenomeni delinquenziali, ma serve anche sensibilizzare i cittadini e i commercianti per il rispetto massimo della legalità, in ordine anche all’abbandono di rifiuti, al mancato controllo sui giovani che danno luogo alla naturale esuberanza, al rispetto delle regole per ogni adempimento.
E’ normale che il proliferare di locali aperti esclusivamente nelle ore serali e notturne, che propinano solo bevande più o meno alcoliche, attira anche soggetti non proprio raccomandabili, i pochi locali pubblici ‘normali’, tutti del settore ristorazione, non possono arginare i fenomeni negativi, anzi rischiano di essere ‘inghiottiti’ dai locali della notte.
Una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, sollecitata dal sindaco Piccitto, ha esaminato la situazione, valutando le possibili soluzioni e gli interventi da adottare.
Ma l’esito dell’ultimo episodio delinquenziale, l’aggressione con un grosso coltello per un regolamento di conti nel giro della droga, spiega le cause del degrado, addebitabile alla Legge stessa.
Sia l’aggressore che l’aggredito, compagno della ragazza ferita, di origini rumene, erano conoscenze, anche recenti, delle forze dell’ordine: l’aggredito, di origini albanesi, era stato arrestato con un complice, pochi giorni prima, per spaccio di sostanze stupefacenti, vendute, fra l’altro all’uomo identificato come autore dell’aggressione, vittoriese, libero vigilato e pluripregiudicato.
Un’internazionale del reato, che grazie alle leggi permissive, nonostante i gravi reati e gli arresti recenti, può circolare liberamente, senza restrizioni, libera di delinquere a piacimento, in pieno giorno, in mezzo alla gente normale, fra mamme e bambini in carrozzella.
Di fronte a queste evidenze non ci sono sindaci o comitati dell’ordine pubblico che possano trovare soluzioni idonee a estirpare il degrado che, anzi, fiorisce con la libera circolazione di questi soggetti.
Piuttosto occorre che il primo cittadino si preoccupi di far affermare legalità e il rispetto delle regole, anche per mezzo di attenti controlli che debbono essere eseguiti dalla Polizia Municipale, fino a tarda ora.
L’ordine, la legalità, il rispetto delle regole, vanno imposti in una città con ampie fasce di cittadini e operatori commerciali che si mostrano restii ad accettare regole di civile convivenza.
Diverse associazioni suggeriscono soluzioni, ma che non sono a breve termine, come Ragusa in Movimento che, assieme ad ‘Area Iblea Peppe Marino’ considera imprescindibile l’attenzione per le politiche abitative della zona, che impongono interventi di recupero e di riqualificazione per rendere più vivibile il centro storico superiore.
Occorre anche partire dai controlli sui locali pubblici, sulle autorizzazioni, sui requisiti di accessibilità, sugli spazi esterni su luogo pubblico, sui parcheggi adiacenti ai locali e sulle vetture in sosta vietata, ancorché in ore notturne.
In atto, ci sono campagne propagandistiche messe in atto da titolari di locali pubblici che vorrebbero imporre la possibilità di eludere leggi e ordinanze, segnatamente in ordine ai regolamenti per le emissioni sonore.
Interviste per sostenere tesi azzardate secondo le quali i residenti e i villeggianti di Marina devono tollerare emissioni sonore oltre i limiti consentiti di decibel e di orario, perché la frazione marinara non può più essere considerata la sede di villeggiatura dei residenti ma deve diventare dominio del popolo della notte e dei turisti che si vogliono divertire schiamazzando fino tarda ora.
Che i residenti cambino località, che abbandonino le case acquisiti con sacrifici, ma l’intolleranza va oltre, ci sono post sui social che si lamentano delle ordinanze prefettizie e comunali che impongono di staccare la musica all’una di notte, dei controlli sulle spiagge per chi pratica pallavolo o tamburelli o fa musica dal vivo.
Un tentativo di non rispettare la legge, in nome della crescita e dello sviluppo economico.
Altra problematica del centro storico superiore, sia pure meno grave di quelle analizzate, è l’utilizzo del sagrato della Cattedrale o della piazza Poste come terreno dove disputare partite di calcio o di discipline simili.
Se in piazza Poste è solo una questione di decoro, fra tiri, urla e lanci lunghi, sul sagrato si pone la sicurezza dei fregi barocchi della facciata della Cattedrale e delle statue che, colpite nelle parti più delicate, possono essere danneggiate irreparabilmente. Senza dire che, spesso, il pallone va a finire nella piazza sottostante, fra la gente che passeggia o prende un gelato, mentre gli atleti sono comunque incuranti se c’è un matrimonio o dei turisti desiderano fotografare la Cattedrale.
Secondo Youpolis, esiste una emergenza da risolvere, ancorché marginale rispetto ai traffici illeciti e alle frequentazioni della piazza.
Il buonismo che pervade questi giovani li porta a considerare lo sport argomento importante, garantisce socialità, coesione, integrazione, salute, deve essere protetto e diffuso, ma gli stessi non considerano che va praticato nelle sedi opportune, a prescindere dai benefici.
Come usano fare, i giovani di Youpolis suggeriscono delle proposte, una connotata da profonda ingenuità perché spera che adeguata segnaletica possa distogliere i ‘fuorilegge’ dal continuare a violare le norme, l’altra, più seria e realistica, di trovare un’area da dedicare al gioco.
E identificano la piazzetta dell’ormai abbandonato Parco San Giovanni Paolo II, sotto il City e a ridosso di via Natalelli, ovviamente con i dovuti aggiustamenti.
La segnalazione evidenzia la criticità di scelte del passato che affidarono all’estro degli architetti, con un concorso di idee, un’ampia zona del centro che doveva rimanere destinata ad ospitare impianti sportivi, in un centro storico dove erano del tutto assenti.
Il risultato dell’esibizione urbanistico architettonica, pari ad altre della città, fu quella di restituire un impianto indecifrabile, rimasto inutilizzato e poco gradito dalla collettività che lo ha lasciato alla fruizione dei cani per una improvvisata area di sgambettamento che ne ha decretato il definitivo tramonto.
Ora la proposta di ricavarne un’area per il gioco, con il risultato di vanificare il progetto e creare un impianto sportivo che tale non è.
