“Va tutto male…”

di Cesare Pluchino
Se la ride, a buon diritto, Stefano Martorana, assessore al bilancio della Giunta Piccitto, già detentore, fino allo scorso mese di aprile della delega al turismo, per i dati del dipartimento regionale al turismo

Un sarcastico ‘va tutto male…’, di indubbia destinazione, costituisce la battuta sacrosanta di questo week end di luglio, affidata da Stefano Martorana alla sua pagina facebook, dopo aver letto un articolo di palermo.repubblica.it su alcuni dati diffusi dal dipartimento Turismo della regione siciliana.
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/07/23/news/turismo_boom_di_presenze_il_traino_arriva_dai_piccoli_centri-144677484/
Nelle tabelle che l’assessore reginale al turismo, Barbagallo, ha chiesto di verificare, c’è un boom generale delle presenze nell’Isola, nei primi sei mesi del 2016, con un assai confortante aumento del 21,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Un trend che l’assessore regionale definisce ‘effetto Montalbano’, per il traino fondamentale del ragusano che triplica i visitatori. Una straordinaria performance che si aggiunge ai dati delle Eolie, passate da 114.000 presenze a 144.000, e di Cefalù che da 184.000 arriva a 210.000, con le conferme dei Templi di Agrigento e delle principali stazioni vacanziere isolane.
Un dato che, se ascrivibile all’effetto Montalbano, conforta le politiche portate avanti dall’amministrazione ragusana a cinque stelle e segnatamente da Stefano Martorana, nella sua qualità di assessore al bilancio.
Non si deve dimenticare che fra le principali azioni per il turismo, Martorana e il sindaco Picccitto hanno deciso di contribuire alla realizzazione della fiction del Commissario con l’erogazione di 350.000 euro in tre anni, scelta da qualcuno, per primo da chi scrive, considerata azzardata e dai ritorni da verificare.
La battuta ‘va tutto male…’ è da interpretare come liberatoria dopo la recente campagna di stampa di un quotidiano locale che sul turismo ha incentrato una serie di pesanti rilievi all’amministrazione Piccitto, con forti considerazioni personali sull’attuale assessore al turismo Nella Disca.
Martorana si compiace dei dati ufficiali, nella sua qualità di componente della giunta comunale, attento anche a settori che non sono suoi, come per i lavori pubblici o la cultura o i trasporti, ma la sia pur minima dose di onestà intellettuale lo rendeva consapevole dei rilievi mossi sul turismo che non potevano ricadere, tutti, sulla collega, assessore al turismo solo da meno di tre mesi.
Qualcuno, soprattutto le opposizioni, maestre nel voler affermare l’ultima parola, diranno che sono dati aggregati, che la performance si riferisce al ragusano in generale, che non ci sono dati riferibili esclusivamente a Ragusa, ma è indubbio che Ibla costituisce l’emblema di Montalbano, sia pure in condominio con Scicli.
Non verrà difficile, per la sua corporatura longilinea, a Stefano Martorana, passare la domenica a petto in fuori, soddisfatto del riconoscimento che ridimensiona gli articoli di stampa sul turismo a Ragusa.
Per un attimo si era avvertita l’atmosfera del ‘caso Campo’, con una serie di rilievi che sembravano chiedere la testa di qualcuno, sia pure a sproposito per le considerazioni testè dette sulla nomina recente.
Di certo, come già fu nel caso Campo, ineccepibile il lavoro giornalistico su alcune evidenze che, almeno per le vicende che interessarono l’ex assessore alla cultura, si rivelarono del tutto ininfluenti tali che non avrebbero dovuto consentire lo sviluppo del caso.
Strana coincidenza, comunque, l’insieme di una decina di articoli sul turismo in città, alcuni dei quali risolti dopo poche ore, sembra indipendentemente dalla campagna di stampa, altri che poco avevano a che fare con l’amministrazione cittadina se non come responsabile oggettivo.
Non ci permetteremmo sindacare cosa scrivono altri giornali, ma di certo, trovare un topo morto, per essere precisi uno alla villa comunale, in città, e uno a Marina di Ragusa, è una coincidenza seria, sotto tutti gli aspetti, ma non è da situazione di emergenza.
Anche il ritrovamento di escrementi è da ascrivere a situazioni di degrado ovunque reperibili e si può considerare un caso del tutto particolare.
L’incompiuta per eccellenza della Chiesa della Madonna del Gesù e dell’annesso Convento è un capolavoro dell’assessorato regionale ai beni culturali e si deve alla poca autorevolezza della deputazione iblea, e a quella evidentemente scarsa dei soprintendenti che si sono succeduti, il mancato completamento della struttura che dovrebbe accogliere il Museo Archeologico, tutte cose sulle quali il Comune non ha nessuna giurisdizione.
Gli orari del Castello sono stati modificati in relazione alla prossima Mostra di pezzi della collezione di abiti d’epoca, in ogni caso discrasie dipendenti dalla mancanza di bilancio approvato, che limita le capacità operative della giunta, e legate a problemi di convenienza economica, per questioni di personale, come nel caso degli orari di apertura degli uffici informazioni turistiche.
Un approccio alle problematiche, di certo sindacabile, al quale i grillini ci hanno ormai abituati, risoluzione delle problematiche senza salti mortali, in assoluto ossequio alle normative e, soprattutto, con certezza degli impegni di spesa, con ritmi per nulla accelerati, senza scomporsi di fronte alle proteste e alle eccezioni delle opposizioni. Uno stile ormai collaudato, da tutti conosciuto, che non è detto non piaccia alla gente, come, nei giorni scorsi, ha voluto sottolineare il comunista Marco Rizzo, nel corso di una trasmissione politica su ‘La 7’, che evidenziava come alla gente piace proprio questo modo di fare, in completa antitesi con quello tradizionale della vecchia politica, dove tutto si risolveva comunque, pur di non deludere l’opinione pubblica.
D’altra parte, va considerato che non sembrano eccessive le lamentele dei turisti, come anche riconosciuto dai vari articoli, sono più i locali che sbraitano per le decisioni dell’amministrazione, ora le opposizioni, in maniera strumentale, ora gli operatori commerciali per scelte che non li soddisfano.
Si deve anche rimarcare che i turisti, soprattutto in questo periodo, vengono solo per il mare, tutto il resto è accessorio, va rilevato che il nostro patrimonio è essenzialmente architettonico per il tardo barocco della ricostruzione post terremoto e c’è poco da ammirare, di validamente artistico, dentro le Chiese e dentro il Castello, dove non ci sono veri capolavori, per un pubblico che, essenzialmente, oltre che per il mare e l’enogastronomia, viene per il selfie davanti alla casa di Montalbano o sotto il Duomo di Ibla.
Rimane, alla fine, l’interrogativo sulla genesi della campagna di stampa insistita e severa, considerata l’autorevolezza della testata e dei responsabili della redazione, ma si pone anche l’interrogativo del perché, non solo per il giornale in questione, per i primi tre anni di amministrazione,  il tema turismo è stato del tutto ignorato, è stata ignorata la mancata attuazione del programma elettorale sullo stesso, non sono state rilevate grosse eccezioni sulla mancanza di azioni concrete  per il turismo archeologico, per quello naturalistico ambientale, per l’enogastronomia, per i traposti pubblici e per la mancata presenza di Ragusa ai più importanti eventi e manifestazioni di settore, tutti aspetti per i quali si attende una importante opera di rilancio da parte del nuovo assessore.

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