Deludenti i lavori del Consiglio Comunale

Una seduta, quella del consiglio comunale di ieri, 13 gennaio, densa di contenuti ma, come spesso avviene, deludente sotto l’aspetto politico.
Gli attuali componenti del civico consesso dimenticano che in consiglio comunale si fa politica, si fa riferimento alle azioni dei governi regionale e centrale, ci si occupa dei riflessi dell’azione degli stessi sul territorio, si ricorre anche, allo scontro politico, composto e civile, per venire a capo di situazioni controverse o complicate.
Il tutto dovrebbe avvenire in un contesto nel quale l’amministrazione e la maggioranza dovrebbero auspicare una forte opposizione, che possa essere arginata per acclarare la valenza dell’azione amministrativa.
Purtroppo, c’è tutta una serie di elementi, in questo consiglio comunale, che hanno stravolto il concetto classico di rappresentante dei partiti e degli elettori, perché i partiti sono ridotti al lumicino e gli elettori sono sempre più patrimoni personali e non espressioni di un pensiero politico.
Così abbiamo consiglieri che se ne sbattono del programma elettorale, dei principi di partito, degli ideali politici e vanno avanti, la maggioranza, a difesa incondizionata del sindaco e della giunta, le minoranze intente, in prevalenza, a raccogliere visibilità e consenso.
Analizzando il dibattito della seduta ispettiva di ieri, vengono fuori i grossi limiti di una azione politica inefficace, in buona parte, per i problemi della città.
Ancora dopo mesi, si discute dell’autorizzazione regionale per l’impianto TMB, il sindaco afferma, in tutta tranquillità, che se l’autorizzazione non arriva, l’impianto chiude.
Forse, il regolamento non consente repliche alle risposte del sindaco, tutte in chiusura della seduta, ma non ci sono nemmeno tempestivi comunicati stampa, che dovevano essere diffusi nella stessa serata, per una eventuale situazione che potrebbe definirsi solo scandalosa, dopo mesi di attesa.
Si perde tempo, come per ogni rinnovo di appalti di servizio, per la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori della piscina: ogni volta le stesse inutili discussioni, o nel bando è prevista la tutela dei lavoratori, se consentita dalla legge, oppure ci si rende conto che un lavoratore della piscina o dei servizi cimiteriali non ha il posto in banca, anche questo, oggigiorno, senza più le garanzie di una volta.
Per Palazzo Tumino, trattative infinite, sempre assai riservate, il sindaco parla di disponibilità dell’amministrazione a rendere quanto mai appetibile l’accordo per il privato, affermazione che qualche perplessità la suscita. Ma nessuno interviene.
Per la questione scuola e didattica a distanza le dichiarazioni del Sindaco assumono sembianze di pura ricerca del consenso, se lo stesso conclude affermando che in ogni caso si rifarà alle norme del Presidente della Regione, come, del resto, non ci sarebbero alternative.
Sulla questione, il primo cittadino trova l’appoggio pieno del consigliere Mirabella per la ripresa immediata della didattica in presenza, ma nessuno parla delle problematiche che sarebbero emergenti, vaccinazione del personale scolastico e controlli per gli assembramenti all’entrata e all’uscita delle classi, i veri ostacoli che si frappongono per la didattica in presenza.
Ma nessuno, nemmeno della maggioranza, ritiene di entrare nell’argomento, a sostegno delle tesi in ballo.
Tutti parlano di digitalizzazione, il consigliere Mirabella denuncia la scarsa connessione per una scuola elementare, l’assessore precisa che si è badato alla connessione per le segreterie scolastiche, ma non è una questione di stretta competenza del Comune, sono i dirigenti a doversene occupare e tocca ai governi, regionale o centrale, assicurare l’efficienza del servizio, anche in questo caso, né della parte politica del governo regionale né di quella del governo nazionale, prende posizione per una questione di una certa rilevanza.
Poi c’è l’assist del consigliere Mirabella per l’assessore al verde pubblico, con la sollecitazione a provvedere per i danni provocati dagli alberi in diverse vie cittadine. Vedremo chi, in sede di bilancio, chiederà di stanziare le somme opportune per ripristinare strade e marciapiedi, altrimenti i comunicati stampa saranno solo futile propaganda.
Per bandi di opera pubbliche, l’assessore al ramo mostra una amministrazione sul pezzo, che interviene per intercettare ogni opportunità in tal senso, lo stesso non si può dire per l’annosa e sempre dimenticata questione delle barriere architettoniche, ma se ne preoccupano in pochi.
Il capogruppo dem reitera le richieste, sempre tardive, di ulteriori agevolazioni per la TARI, ma non chiede conto puntuale di introiti e costi per l’appalto della raccolta differenziata: quali benefici per i cittadini che permettono alla città posizioni di tutto riguardo nella classifica della differenziata, se non si possono avere nemmeno le colonnine per la raccolta degli oli esausti ?
Ancora il capogruppo dem si dichiara d’accordo con il primo cittadino, ma non chiede conto di un piano dei trasporti e di strategie per ridurre al minimo i rischi di una apertura delle classi.
Poi ci sarebbero due argomenti ghiotti per esplicare bene il proprio ruolo di consiglieri di opposizione, ma nessuno li sfrutta, solo parzialmente il capogruppo 5 Stelle ne lancia uno, ma il sindaco glissa, scarta l’avversario e va a canestro indisturbato.
Per la manifestazione di equitazione al maneggio comunale, partecipanti e pubblico delle grandi occasioni, ma nessun controllo e indifferenza per le proteste corali della gente impossibilitata a uscire di casa e dei negozianti in crisi di clientela, mentre le élite non sono nemmeno disturbate, si parla dei mondiali di Cortina senza pubblico, a Ragusa è un altro mondo. Ma nessuno ha pensato di chiedere spiegazioni.
Il capogruppo 5 Stelle Firrincieli ha chiesto lumi sui progetti annunciati dal sindaco per il castello, a proposito di restauro di altre stanze, oltre a quelle restituite alla fruizione nel 2003, e del recupero del teatrino che insisteva, una volta, nei bassi del cortile interno, oltre ad annunciati interventi per la torre quadrata e per il parco.
Parlando delle stanze, giustamente definite scatole vuote, perché senza arredi, andati, da tempo, del tutto perduti, Firrincilei sollevava l’opportunità di occuparsi di altre scatole vuote, come nel caso dei tanti palazzi e monumenti di Ibla, inutilizzati, ancorché restaurati, come San Rocco, come i palazzi Sortino Trono, della Cancelleria, Cosentini, l’ex macello, la chiesa del SS Trovato, per i quali nulla si avverte di interesse per la restituzione alla pubblica fruizione.
Il Sindaco ha mostrato di non aver afferrato la questione scatole chiuse, ha glissato e si è buttato sulla ormai troppo nota litania delle opere del Castello con i bandi GAL e Agenda Urbana che si vogliono far passare come panacea di tutti mali per il Castello, per il progetto culturale e per il turismo locale.
Nessuno è intervenuto neppure sui ritardi nelle risposte alle interrogazioni e agli accessi agli atti, tutto molto soft, da mesi si attendono risposte sull’utilizzo delle tassa di soggiorno, si attendono resoconti sugli aiuti di stato e della regione per l’emergenza pandemica, si vorrebbero chiarimenti sul ruolo, sulle funzioni del DEC per l’appalto della differenziata, si attendono sviluppi per il progetto culturale della città, per quello dello sviluppo economico e del sostegno alle imprese, ma tutto tace e nessuno ha intenzione di disturbare il silenzio che regna sovrano, anche tra gli stessi componenti della maggioranza consiliare che, se interpellati, cadono dalle nuvole se interrogati su queste materie.

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