Delusione contenuta dei tifosi per la sconfitta biancoverde, assai più severo l’allenatore Recupido

Ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi l’esordio della Passalacqua che ha ceduto di misura, dopo una partita esaltante a tratti ma con momenti di buio, contro la squadra di Torino che non scendeva al PalaMinardi con ambizioni motivate di successo.
Delusione contenuta dei tifosi, a parte i commenti dei soliti scienziati della pallacanestro che sanno identificare sempre le cause di ogni momento negativo.
Saremmo portati a non affondare il coltello nella piaga, soprattutto non ci sogneremmo, segnatamente nel particolare momento di festa per il successo dell’Opening Day, in termini organizzativi, di riscontro di ospiti e di consensi ottenuti, di mettere un’ombra sul clima di entusiasmo che gravita attorni alla squadra che, si deve dire, ha mostrato, sia pure a sprazzi, il gioco più vivace e tecnicamente studiato delle dieci squadre che si sono esibite al PalaMinardi.
Ma il comunicato della società, peraltro insolitamente repentino, desta numerose perplessità per le dichiarazioni dell’allenatore, particolarmente severe e che mettono a nudo le criticità della squadra.
“Purtroppo, abbiamo giocato solo a tratti – ha commentato a fine partita coach Gianni Recupido – e siamo andati molte volte in difficoltà, quando vai in difficoltà si perde fiducia e si fanno delle brutte scelte.
E’ vero che ancora non siamo rodati, non abbiamo delle situazioni chiare, e spesso andiamo in confusione, e questo è evidente… Dobbiamo avere la pazienza di costruire la squadra che ancora non c’è, squadra in quanto gruppo, dobbiamo sapere cosa fare quando ci sono determinate situazioni”.
Quando l’allenatore rilascia simili dichiarazioni, ‘abbiamo giocato a tratti, siamo andati molte volte in difficoltà e quando succede si perde fiducia e si fanno scelte sbagliate, non siamo rodati, non abbiamo situazioni chiare, spesso andiamo in confusione, ancora non c’è la squadra, dobbiamo sapere cosa fare in determinate situazioni, vien da dire: “Ma cosa si è fatto fino ad ora ?”
Tutte le criticità sollevate da Recupido sembrano di sua stretta pertinenza e poco conta che ce li viene a raccontare.
Per noi la situazione, alla luce delle dichiarazioni, appare abbastanza grave, esclude a priori responsabilità dei singoli elementi, non è solo questione di un play di livello con autorevolezza per trascinare il collettivo e imporre una lettura della partita, non è solo la mancanza di una guardia che tira e segna, non è solo l’assenza, si spera breve, del pivot. Le criticità segnalate sono gravissime e non immaginiamo come possano essere risolte in breve tempo, addirittura ci sorge il dubbio che Recupido ritenga di poterle risolvere presto e bene.
Il colmo è che abbiamo la play della nazionale, abbiamo preso anche la riserva, idolo della tifoseria locale, ma siamo stati sconfitti da una squadra che coltiva con cura due play siciliane, evidentemente da noi ignorate.
Un dato positivo, anzi due, sono emersi con forza dalla partita: grandi prestazioni di Formica e della nuova arrivata Kuster che sono state protagoniste e hanno permesso di limitare i danni della prima sconfitta di campionato.
Primo tempo equilibrato che Torino chiude in vantaggio per una tripla allo scadere della Bocchetti, sul 17 a 14. Anche la seconda frazione non vede la superiorità di una delle due squadre, anche se il gioco delle ragusane appare più veloce e in grado di offendere le avversarie.
Ma si vede che la formazione di Recupido stenta in qualche schema e soprattutto sbaglia insistendo in alcune penetrazioni che non riescono mai a trovare il canestro.
Si arriva all’intervallo sul 31 a 28 per Ragusa. Alla ripresa, bastano 4 minuti a Gorini e compagne per allungare e raggiungere il vantaggio massimo di 11 punti, sul 43 a 32, ma la parte finale della frazione è da dimenticare, con strafalcioni, confusione negli schemi, e Torino che riesce ad agguatare di nuovo Ragusa, portandosi a due punti, sul 43 a 45, alla sirena.
Nella quarta frazione alcuni errori ripetuti delle ragusane permettono a Torino di pareggiare e portarsi sul 51 a 46 a metà tempo, Ragusa ha uno sprazzo di orgoglio e recupera fino al 51 pari, ma Torino si riporta in vantaggio, 56 a 51, le biancoverdi riescono solo ad avvicinarsi sul 56 a 54, fallendo l’azione finale a 6 secondi dalla sirena, con Ndour che non riesce a piazzare la tripla che sarebbe stata un meritato suggello per la due giorni che ha organizzato la società in maniera da proiettare la città in uno scenario di livello nazionale.

Passalacqua Virtus Eirene Ragusa – Fixi Piramis Pallacanestro Torino 54-56 (14-17, 31-28, 45-43)
Passalacqua Ragusa: Consolini 9, Gorini 3, Valerio, Spreafico, Formica 16, Stroscio NE, Rimi NE, Miccoli, Soli, Bongiorno NE, Kuster 16, Ndour 10. All. Gianni Recupido
Fixi Piramis Torino: Tikvic 9, Verona 5, Milazzo 5, Quarta 2, Gill 6, Salvini 3, Brunner 18, Trucco, , Bocchetti 8, Marangoni NE – All. Massimo Riga
Arbitri: Yang yao Daniele di VIGASIO (VR), Bandinelli Diletta di MURLO (SI), SERVILLO FEDERICA di PERUGIA (PG)
Note:
Passalacqua Ragusa: Tiri da 2: 21/49 (43%) – Tiri da 3: 1/9 (11%) – Tiri Liberi: 9/18 (50%) – Rimbalzi: 37 ( O, 13 – D, 24) – Palle Recuperate: 8 – Palle Perse: 15
Fixi Piramis Torino: Tiri da 2: 19/40 (48 %) – Tiri da 3: 4/17 (24%)- Tiri Liberi: 6/12 (50%) – Rimbalzi: 37 ( O, 10 – D, 27) – Palle Recuperate: 8 – Palle Perse: 15

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