Di jornu non nni vogghiu e la sira spaddu l’ogghiu

Il consiglio comunale di Ragusa offre, sempre di più, spunti di riflessione per i tanti aspetti che presenta, maggioranza blindata e totalmente asservita gli ordini di scuderia dell’amministrazione, opposizioni inesistenti che oscillano, paurosamente, fra tentativi di avvicinamento e ossequio all’amministrazione e parvenza di una opposizione dura e forte, in realtà un misto di borotalco e acqua di rose, sullo sfondo di palesi inciuci, una volta per il piano regolatore, una volta per gli accordi del sindaco Cassì con i partiti di centro destra, apparentemente per le elezioni provinciali ma realmente finalizzati ad un ingresso in Forza Italia o in Fratelli d’Italia per avere la cittadinanza necessaria a competere per le prossime regionali.
Situazioni paradossali che vedono un sindaco civico, che ha sempre dichiarato di aborrire i partiti, bussare alla loro porta, cco tascu nta vucca, alla porta dei partiti che teoricamente dovrebbero essere opposizione all’amministrazione, i cui dirigenti indugiano a decantare le lodi dello stesso come amministratore.
In questo scenario ci sarebbe pane anche per i denti meno affilati di esponenti delle opposizioni, ci sarebbero le occasioni per mettere in difficoltà gli assessori per le varie criticità che, oggi, spaziano in quasi tutti i settori, dai lavori pubblici alla manutenzione delle strade, dalla lentezza nelle opere pubbliche ail turismo, all’assenza di un progetto culturale, dall’assoluta incapacità di fare fronte alle minime esigenze del centro storico ai ritardi per il nuovo appalto della raccolta differenziata o a quelli, ormai solamente scandalosi, per il parcheggio interrato di Ibla.E
E si deve notare che, ad ogni minimo rilevo di queste truppe con armi caricate a salve, c’è un sollevamento degli assessori e della maggioranza a sostegno: se i sedicenti oppositori raccontassero solo amenità o fandonie, nessuno potrebbe preoccuparsi, nemmeno del seguito che potrebbero avere sui social: invece, basta un comunicato per provocare repliche anche in aula, a difesa dell’assessore di turno, del sindaco stesso che versa fiumi di parole sui social per mantenere un livello di sicurezza del consenso in maniera smodata.
Il sindaco è come l’automobilista che rifà il pieno a mezzo serbatoio, anche solo per vitare di far accendere la spia della riserva.
Nonostante molti abbiano contezza delle reazioni, spesso spropositate di sindaco e assessori, tutti sembrano anestetizzati. E spesso cincischiano con materie irreali e, addirittura di portata sovranazionale.

Nelle settimane scorse sono stati i consiglieri del gruppo partito Democratico che, assieme al collega La Porta, di Territorio hanno plaudito al segnale positivo dell’approvazione di una mozione che impegna il sindaco e l’amministrazione a esprimere ufficialmente, a nome del Comune di Ragusa, il proprio sostegno a un’Unione Europea più coesa e dotata di una difesa comune.
I consiglieri sono convinti che un segnale all’insegna del dialogo, della distensione e della pace può arrivare anche da un consiglio comunale di periferia.
Che poi, uno vorrebbe sapere se il sindaco mantiene gli impegni ai quali è obbligato dalla mozioni, per esempio, ha riportato al Presiedente della Regione la richiesta, proposta dai consiglieri Sortino e Mezzasalma, di ottenere per l’aeroporto di Comiso le stesse somme destinate a quello di Trapani?
Sarebbe interessante capire la risposta ma, ancor prima, se è arrivata la richiesta.
Relatore della mozione il consigliere Podimani che sollecitava “a trasmettere tale posizione alle istituzioni nazionali ed europee, affinché il Comune di Ragusa contribuisca, nel proprio ambito, al dibattito su un’Europa più forte e sicura. E, ancora, a promuovere, nelle sedi istituzionali e tra i cittadini, momenti di approfondimento e sensibilizzazione sul tema dell’integrazione europea e della difesa comune”.
Inoltre, la mozione impegna sindaco e giunta “a sollecitare i rappresentanti eletti al Parlamento europeo affinché sostengano politiche finalizzate al rafforzamento dell’unità e della capacità difensiva dell’Ue”.
Finora, non abbiamo visto nulla di questi momenti di approfondimento e sensibilizzazione, né ci sono state sollecitazioni da parte dei presentatori della mozione. Solo passerella.
Ieri è stata la volta del consigliere capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli che, onestamente, anche perché coinvolto dai vertici del suo partito per una iniziativa nei vari Comuni, presenta una mozione contro il riarmo dell’Europa chiesto dai vertici europei.
E se la prende contro tutti per la mancata approvazione dell’atto, gridando che “La maggioranza che sostiene il sindaco Cassì è favorevole all’uso delle armi” !!!
Ma se non hanno la minima cognizione di come onorare il proprio mandato, cosa vuoi che ne capiscano dell’uso delle armi. Parlano e straparlano senza senso di aeroporti, di sanità, e vuoi che possano capire di questioni di politica e difesa internazionale.
Dimenticando, fra l’altro come il nostro sindaco è assolutamente ligio alle linee istituzionali ufficiali.
E nella delusione di Firrincieli c’è anche il segnale netto del rifiuto della democrazia tanto agognata, il rifiuto che qualcuno, a torto o a ragione possa esprimere, serenamente la sua posizione.
Firrincieli parla di sceneggiata politica per una votazione di gente che non capisce nemmeno cosa ha votato, e ci tiene a informare la comunità ragusana da chi è governata, dimenticando che oltre il 60% dei cittadini andati al voto gradisce, da sette anni, l’attuale sindaco e il suo entourage, con tro cui pochi fiatano.
Se si dedicassero ai problemi reali della città, forse, qualcosa potrebbe cambiare

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