Maggioranza risicata ma blindata quella dell’amministrazione Cassì che vede approvato il rendiconto 2024: come tutti gli strumenti finanziari, in regola con i tempi fissati dalle normative, adeguato alle ultime disposizioni di legge, ormai diventate come gli aggiornamenti degli smartphone.
La materia è complessa, difficile poter discutere e, meno ancora, contestare, uno strumento finanziario se non se ne ha contezza, del resto, come sempre, i rilevi sono di carattere politico e quelli tecnici sfiorano solo l’argomento.
Difficile, se non puramente strumentale cercare di attaccare una amministrazione sul rendiconto che, peraltro, si rifà ad un percorso di bilancio approvato da un Consiglio comunale.
Come il bilancio, anche il rendiconto, fornisce l’immagine di una amministrazione, di come vede la gestione della città, di quali sono, soprattutto le priorità.
Il nostro è un Comune che si può paragonare al buon padre di famiglia che gestisce le finanze familiari, in ottima salute, ma secondo criteri tutti suoi, possiede una utilitaria ma potrebbe permettersi una ammiraglia, la facciata della casa è scrostata ma si preferisce attendere tempi migliori per rifarla, così è con la manutenzione delle strade o delle ringhiere, si potrebbe mangiare, magari non ogni giorno, pesce, si preferisce andare al mercato per rifornirsi di verdure, salutari quanto mai, e frutta a buon mercato.
Ma non evita, nei giorni di festa, di portare a casa pasticceria di eccellenza, così come non manca la classica pasta al forno, fatta come dio comanda.
Quindi un rendiconto impossibile da contestare, al limite discutibile in qualche aspetto per qualche scelta non condivisa, ma pensare che personaggi come l’assessore Iacono o il dirigente Basile possano farsi trovare in castagna è pur fantascienza.
Va guardato, piuttosto, il consueto squallore del consiglio comunale, opposizioni silenti, palese incompetenza nella materia, silenzio fondamentale anche da parte della maggioranza non meno incompetente nel trattare l’argomento.
In pratica, solo tromboni ad orologeria, ma tutto nella piena legittimità di una amministrazione con un enorme consenso che, nessuno, finora, riesce a scalfire, solo ulteriori beceri tentativi di salire sul carro del vincitore, per assicurarsi anche solo uno sgabello.
Incomprensibile, tutto ciò assodato, l’atteggiamento dell’unica voce che prende spunto dal rendiconto per rappresentare, in maniera del tutto legittima e veritiera, una città che non sarà in crisi ma langue.
Secondo noi, le critiche del capogruppo, segretario cittadino del Partito Democratico, sono del tutto legittime e fondate, ma non vanno messe in relazione con il consuntivo, semmai con la propaganda di palazzo costantemente alimentata dal primo cittadino.
Propaganda di palazzo che oggi, addirittura, ci regala l’apertura della pagina facebook di Cassì con il barattolo della Nutella da collezione con l’immagine del panorama di Ragusa Ibla sull’etichetta: per non rischiare la querela, diciamo solo che a questo ci ha portato il civismo in salsa locale.
E veniamo alle critiche di Calabrese, che non condivide, e non potrebbe essere altrimenti, l’opinione del sindaco secondo cui parla di Ragusa come la più bella del mondo.
Peraltro, una affermazione del tutto forzata, perché pensare che il sindaco possa essere convinto di questo, significherebbe considerarlo soggetto da TSO.
Si deve anche capire che la propaganda serve dopo aver dilapidato, per sette anni, soldi per esperti, consulenti e programmi inesistenti, piani strategici e programmi ventennali che, uniti, alla pioggia di fondi del PNRR, dovrebbero consegnarci, oggi, una città fra le prime in Sicilia, dove, invece, vengono prima Palermo, Catania, Siracusa, Cefalù, Taormina, Agrigento, Noto, Marzamemi e tante altre località di cui parlano i numeri di visitatori e di realtà turistico ricettive di eccellenza.
Che si vada a rilento per manutenzione degli edifici scolastici delle strade è sotto gli occhi di tutti, anche normali manutenzioni ordinarie sono nelle mani di un ufficio tecnico che accentra tutto senza avere le adeguate risorse di personale.
Calabrese ha visto, nel giorno di Pasqua, una città deserta, ma il sindaco afferma che il territorio comunale va visto nell’insieme, quindi Ibla, Marina di Ragusa parlano delle presenze da vantare.
Ma è di tutta evidenza che la città non si sveglia con una mostra di eccellenza ma lontana dalla nostra cultura o con le strutture di ristorazione che aprono i battenti in tarda serata.
Del resto in un centro desertificato dal punto di vista residenziale e, soprattutto, commerciale, chi dovrebbe venire?
Da sette anni si amministra con il passo della lumaca, invischiati in manifestazioni di interesse, burocrazia imperante e mancanza di autorevolezza nei confronti del governo regionale e nazionale.
Si è lavorato, inutilmente, e non si possono conoscere i risultati, per il nuovo appalto dei rifiuti, siamo e resteremo in proroga, tutto è passato, per normative regionali, nelle mani della SRR, di cui è Presidente proprio il Sindaco, e tutto sembra dimenticato.
Siamo di fronte a questioni che non si sa se annoverare come comiche o come pure tragedie di una amministrazione incapace: come è finita per il parcheggio interrato di Ibla?
Per il teatro marino o della Concordia, solo teatro, addirittura sembra che dopo il rilievo di Calabrese, il sindaco si sia recato in sopralluogo al cantiere, fra poco vedremo qualche foto e un bel discorsetto che ci dirà come sta andando avanti l’opera, ma sempre coniugando i verbi sempre al futuro.
La nuova stazione degli autobus è pronta, ma solo ora si avviano le procedure per la gestione del punto ristoro, di difficile affidamento per la spesa di allestimento che il Comune vuole accollare all’ipotetico gestore.
Del collegamento con piazza del Popolo, della metroferrovia, meglio non parlare e stendere un velo pietoso.
Per salvare la città, per evitare il commissariamento, che, forse, sarebbe stata la vera salvezza, il Partito Democratico ha determinato l’approvazione del PRG, con tanto di scandaloso inciucio, che ha la genesi nella campagna elettorale per le comunali. Per cui, unitamente allo scandalo silenzio del partito sulla questione degli incompatibili, ci sembrano del tutto fuori luogo le osservazioni del segretario cittadino in materia.
Sulla totale indifferenza per il piano particolareggiato, che fa il paio con la totale inadeguatezza dell’assessorato al centro storico, è lecito pensare che ci possa essere un disegno ben preciso dell’amministrazione, stante l’ostinato rifiuto a prenderlo in considerazione.
Tanti altri settori non vanno per il meglio, cultura, turismo, sviluppo economico, non ci sono colpi d’ala ma nemmeno ordinaria amministrazione: in sette anni, abbiamo pochi risultati, ci rimane, di prezioso, solo la raccolta dei post del sindaco, ma risultati non ci sono nemmeno da parte delle opposizioni che non hanno prodotto nulla.
Il vero consuntivo è questo, non del 2024 ma dei sette anni dal 2018, se non ci fossero stati i fondi del PNRR sarebbe una città nel baratro, peraltro ignorata dagli organi superiori, senza autostrada, senza collegamenti efficaci, senza servizio ferroviario, senza metroferrovia, senza ospedale completo, senza aeroporto, ci sarebbero da fare le barricate, i primi a fomentare la protesta dovrebbero essere quelli dl PD, invece tutto tace, e il sindaco nemmeno pensa di alzare la voce.
Sono tutti alla ricerca della prossima poltrona.
