Distretto del Cibo: cosa si è fatto dal 22 luglio 2019 ?

Oggi, 28 febbraio 2026, ci giunge una nota stampa del Consorzio di Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva Monti Iblei che annuncia l’adesione al Distretto del Cibo e l’ingresso nel Consiglio Direttivo.
Ci lasciano perplessi due particolari, uno che alla presentazione dell’adesione del Comune di Ragusa al Distretto del Cibo, il 22 luglio del 2019, era già presente il Presidente del Consorzio che, se non andiamo errati, con le sue dichiarazioni di allora, faceva capire di far parte o di voler far parte del Distretto del Cibo, quando dichiarava, alla presenza dell’allora Presidente della Camera di Commercio del Sud Est, Agen, di ringraziare il sindaco di Ragusa, Cassì, per il coinvolgimento.
Oggi si ritorna a parlare di adesione, nonché nell’ingresso nel direttivo.
Altro particolare che ci lascia perplessi, ma ci studieremo, per quanto permesso dalle nostre limitate competenze, sull’incipit della nota del Consorzio dove si legge: “Il distretto del cibo allarga i propri orizzonti con la fusione tra il Distretto delle filiere e dei territori di Sicilia in rete e del Distretto del Sud-Est Sicilia “Etna – Val di Noto.”

Nella nota il solito politichese, “Questa sinergia mira a creare un’eccellenza superiore, potenziando l’innovazione, la sostenibilità, l’export”, “un risultato di prestigio per il consorzio dell’olio all’interno di una realtà che conta oltre 7650 imprese, filiere produttive, distretti e consorzi Igp e Dop tra i più importanti della Sicilia” e ancora “Il Distretto del Cibo ha come obiettivo quello di attivare un processo organico e strutturato di valorizzazione dell’agroalimentare siciliano e dei comparti produttivi collegati, attraverso nuove forme di sviluppo integrato, territoriale e di filiere”

Ad oggi si legge che Presidente del Distretto del Cibo è tale Angelo Barone, vice Giovanna Licitra, capo area attività promozionali della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, indimenticata assessore allo sviluppo economico del Cassì 1, ne fanno parte molti distretti produttivi siciliani insieme ai rappresentanti degli enti locali e delle organizzazioni di categoria: agrumi di Sicilia, ortofrutticolo di qualità di Sicilia, frutta in guscio, filiera lattiero casearia, cerealicolo siciliano, pesca e crescita blu, l’associazione produttori olivicoli); centri di ricerca quali Corfilcarni, Corfilac, dai biodistretti Terre degli Elimi e Valle del Simeto; ai più rilevanti consorzi di tutela, tra cui Pomodoro di Pachino Igp, Cioccolato di Modica Igp, Ragusano Dop, olio Monti iblei Dop, Cerasuolo di Vittoria Docg, vini Etna Doc e Monte Etna Dop.

Così come nel luglio del 2019 il Presidente del Consorzio ringraziava il Sindaco Cassì per il coinvolgimento, anche in questa occasione. Vine rivolto un ringraziamento al Comune di Ragusa per il supporto e la sensibilità dimostrata dall’assessore Pasta nel creare sinergia tra tutti i consorzi”.

Di questa sinergia tra tutti i Consorzi, favorita dalla sensibilità dell’assessore Pasta, cercheremo di documentarci con la stessa, al momento, tutto ciò premesso, vorremmo capire cosa si è fatto dal 2019, quali azioni il Distretto del Cibo ha compiuto per i fini propri, quali le azioni della Camera di Commercio e quali quelle del Comune di Ragusa, attraverso il suo Assessorato allo Sviluppo Economico.

Non vorremmo che questa notizia non fosse altro che una delle tante bolle di sapone che ci propinano, di tanto intanto Camera di commercio, Comune e soprattutto i Consorzi di Tutela, tanto appassionati di questi eventi mondano istituzionali. Forse si preparano delle ‘gite’ fra fiere e appuntamenti dell’agroalimentare, nei soliti pot-pourri di sviluppo economico, agroalimentare, turismo e cultura enogastronomica.

Ma, appunto, è legittimo chiedersi, cosa si è fatto dal 2019? Secondo il noi il nulla assoluto, cosmico, e lo possiamo affermare rileggendo il resoconto della conferenza stampa del 22 luglio 2019.
Scrivemmo, già allora, in questo stesso giornale, il titolo: “Distretto del cibo: divertissement per sprecare soldi o vera opportunità di crescita per il territorio?
Soldi, di certo, se ne sono spesi, crescita per il territorio, tutta da verificare.

Il Distretto del cibo venne presentato come iniziativa intrapresa dalla Camera di Commercio unificata di Catania, Siracusa e Ragusa, che faceva seguito ad una normativa regionale che ha individuava, con un provvedimento dell’Assessore per l’Agricoltura, le modalità e i criteri per il riconoscimento dei Distretti del Cibo siciliano.
Doveva essere “Uno strumento nuovo e aggregativo, volto a promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale” come sottolinearono, allora, il Sindaco Cassì e l’assessore allo sviluppo economico, il vicesindaco Giovanna Licitra, che aggiunsero come il denominatore comune sarebbe stato fare sistema nei territori per valorizzarne non soltanto le migliori produzioni agricole, ma l’intero indotto che ruota intorno ad un territorio: ricettività turistica, percorsi enogastronomici, storia, arte e cultura.
Così come previsto dalla norma finanziaria dello Stato, che istituiva il modello dei “Distretti del Cibo”, una volta individuati i soggetti facenti parte del Distretto, questi avrebbero dovuto sottoscrivere un “Accordo di Distretto”, finalizzato a rafforzare la promozione, la sostenibilità ambientale e la crescita socioeconomica dell’intero Distretto.
Una volta riconosciuti, sarebbero stati inseriti nel Registro nazionale dei Distretti del Cibo, istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo per accedere, attraverso bandi nazionali, al finanziamento, con fondi statali, di progetti di valorizzazione dei territori.
Nel saluto di benvenuto, il Sindaco esaltava la scelta sua e dell’amministrazione per il coinvolgimento dei territori, una strategia che vedeva nella rete, nella sinergia, la base delle politiche di sviluppo per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Il Presidente Agen sottolineava come avrebbero dovuto essere essere protagoniste le imprese, attraverso i Consorzi di Tutela e le associazioni di categoria, occorreva fare sistema, fuori da logiche particolaristiche care alla vecchia politica, si doveva rifuggire dai soliti carrozzoni clientelari affollati di affaristi e faccendieri vari.
Intendimenti comuni allora, erano quelli di mettere a punto i particolari, dopo il riconoscimento, si doveva, in ogni caso sgombrare il campo da personalismi e ambizioni territoriali, con l’obbligo di scegliere professionisti del settore per lanciare il Distretto, sfruttare le enormi potenzialità per le imprese, per i comuni, per gli utenti, una iniziativa anche foriera di grandi opportunità per il turismo, per l’agricoltura, per o sviluppo economico in genere.
Come chicche finali ci furono le indiscrezioni del Sindaco Cassì e del Presidente Agen, a proposito di una Scuola dell’Agroalimentare a Ragusa, per cui si stava già concretamente lavorando, con la possibilità di creare anche un mini-campus per gli studenti, mentre Agen accennava al progetto, in avanzato stato di definizione, per la creazione di negozi all’estero con i prodotti del territorio.

Una vera e propria palestra della mondanità istituzionale piena del nulla assoluto, l’ideale per la politica e i Consorzi di Tutela.

I risultati, finora, sotto gli occhi di tutti.

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