di Cesare Pluchino
A Ragusa, in Consiglio Comunale, spesso comportamenti nervosi e inutilmente esagerati.
E’ la riprova che, sotto un’apparente tranquillità, della Giunta, dei Gruppi Consiliari, e di alcuni movimenti, covano incomprensioni e tensioni che, alla prima occasione, provocano atteggiamenti palesemente nervosi.
Il rimpasto di Giunta doveva costituire un momento epocale dell’Amministrazione Piccitto, l’inizio tanto atteso di una nuova fase amministrativa, è invece passato, quasi sotto silenzio, annegato nell’incolore dibattito seguito all’inutile relazione annuale del Sindaco, ravvivata solo dall’andirivieni dei report che amministrazione e opposizioni si sono scambiati in una sorta di duello all’ultima brochure.
Relazione del Sindaco che è risultata, come il book, una replica di tutto quanto detto e ridetto nell’arco di 15 mesi, dalla disastrosa situazione che si sarebbe ritrovata, al risanamento e all’anelito di poter risolvere le questioni emergenti che assillano la città: rifiuti, turismo, risanamento rete idrica, trasporti, riqualificazione ambientale ed energetica. Il tutto coronato, in chiusura, della relazione e del book, dalla letterina a Babbo Natale, dal fogliettino con tutte le cose che si vorrebbero fare, come già scritto nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle che il Sindaco fece suo.
I pochi fortunati che hanno avuto modo di tenere i mano e leggere il book delle opposizioni ‘’8-PD’’ hanno potuto constare come, anche in questo caso si sia trattato di una replica di tutto quanto sfornato in quindici mesi di minacciosi comunicati: dalla carta e dalle istanze per tribunali, Corte dei Conti e Assessorato agli Enti Locali, si è passati alla carta stampata in digitale per rievocare tutte le ‘atrocità’ della Giunta Piccitto: falsità, bugie, ambiente e verde pubblico sena decoro, topi, urbanistica che rimane un miraggio, proroghe, esperti e consulenti che diventano assessori dopo un periodo di tirocinio, cultura, istruzione, sport e servizi sociali affidati alla provvidenza divina. Per usare le parole delle opposizioni, una città a soqquadro, dove, comunque, il Sindaco e la sua Giunta continuano ad amministrare, con l’appoggio della maggioranza pentastellata e, da poco, con il sostegno di un alleato del ballottaggio, il Movimento Partecipiamo, venuto incontro all’amministrazione per una alleanza di responsabilità, non politica che, comunque ha portato in dote un Assessorato con tre deleghe ‘’forti’’ e una nomina nel CdA del Consorzio Universitario che si aggiungono alla Presidenza del Consiglio. Di cos’altro il Sindaco voglia gratificare ‘Partecipiamo’, ancora non è dato sapere.
E appunto il rappresentante di ‘Partecipiamo’ in Giunta dovrebbe essere quello più tranquillo, invece, già alla prima seduta tradisce nervosismo, si prende la briga di partecipare ad una seduta ispettiva e pretende di dare risposte su questioni che, forse, ancora nemmeno conosce bene, dopo pochi giorni dalla nomina.
Risalto ha avuto la sua pretesa, avanzata in conferenza stampa di presentazione e ribadita in Consiglio, di rispetto da pare del Consiglio, come lui stesso da oppositore di passate amministrazioni avrebbe fatto, cosa su cui non tutti sono pronti a dare conferma.
Tutta l’opposizione si è profusa in calorose espressioni di benvenuto che non sono bastate a rilassare il nuovo componente della Giunta Piccitto che, all’intervento del consigliere Angelo La Porta sulle assicurazioni ricevute dal Sindaco e dal viceSindaco per il trasporto gratuito degli studenti pendolari, ha rivendicato la sua autonomia decisionale, che voleva escludere ogni possibilità di decisioni della Giunta dovute alle sollecitazioni di La Porta. Una poco opportuna rivendicazione di autorità e di autonomia decisionale, spropositata, che quasi voleva minimizzare eventuali impegni del primo cittadino, in una sorta di nuovo corso che si sarebbe instaurato con il suo ingresso.
Strideva l’espressione ‘’l’amministrazione non determina perché lo dice Lei’’ profferita nei riguardi del consigliere La Porta che, fino alla seduta precedente del Consiglio Comunale, aveva esplicitamente ringraziato il Sindaco per aver recepito specifiche istanze, rapporti costruttivi che, più volte, La Porta ha saputo imbastire con il primo cittadino e con il suo vice e con altri componenti della Giunta, cosa del resto confermata dall’eloquente silenzio del vice Sindaco Iannucci, presente in aula accanto all’Assessore di Partecipiamo.
Perché un assessore, sia pure alla prima esperienza da amministratore, non è più rilassato, più distaccato, più consapevole di un ruolo che, fra l’altro, lo obbligherebbe al confronto preventivo, su ogni tema, con la Giunta e con il suo Movimento ?
Intervento pervaso da buona dose di incomprensibile, ma già apprezzata, acrimonia quello del consigliere Porsenna, del Movimento 5 Stelle, che, in barba alle sollecitazioni più volte esibite dai 5 Stelle per l’osservanza del regolamento, faceva la sua comunicazione senza ombra di quesito all’amministrazione.
Solo una forte critica, segnatamente nei confronti del consigliere Maurizio Tumino, peraltro assente, e nei confronti di quanti vedrebbero nel nuovo assessore alle politiche ambientali un trombato eccellente a cui i vertici del movimento avrebbero trovato una remunerata collocazione.
Non riuscendo a trovare altre argomentazioni per replicare ai rilievi di Tumino, riteneva opportuno buttarsi, incautamente, in maniera istituzionalmente irrispettosa per un semplice consigliere comunale da 60 voti, contro un Senatore della Repubblica, il ragusano Giovanni Mauro, che, secondo le sue scomposte affermazioni, era stato costretto a presentare la candidatura, al Parlamento Nazionale, lontano dalla sua terra, perché contestato, anche platealmente in pubblico, dai suoi elettori.
Ritornando a Tumino, parlava dell’atteggiamento rabbioso di chi aveva perso le elezioni, incapace di interrogarsi sul perché del cambiamento.
Più che stupire, il tono dell’intervento del consigliere grillino, alla fine ha suscitato solo ilarità, un tentativo di colpire ad occhi chiusi la punta, evidentemente fastidiosa, dell’opposizione consiliare.
Anche il Sindaco mostra di non tollerare ma di rispettare l’opposizione di Tumino che risulta, in ogni caso, garbata, competente e documentata, ancorché non condivisibile dall’amministrazione.
Da persona competente e da tecnico qualificato, Tumino è la persona più adatta per apprezzare le incontestabili competenze del dott. Zanotto, i rilievi di carattere politico sono ben altra cosa.
Gli apprezzamenti sul Senatore Mauro lasciano il tempo che trovano, per chi mastica politica da più tempo dei grillini è fin troppo evidente la considerazione nei suoi confronti da parte del leader di Forza Italia che lo ha voluto accanto a sé, rinnovandogli una fiducia che non era andata smarrita, nonostante Mauro fosse transitato, da tempo, in Grande Sud, il partito di Gianfranco Miccichè.
Anche su questo Porsenna ha sparato alla cieca, inconsapevole del particolare che, a voler essere pignoli, il Senatore e Tumino appartengono a due partiti diversi e ad anime diverse dello schieramento berlusconiano.
Se ci sono due anime fra i grillini di Ragusa, immaginiamo quanto siano distanti e quanto potrebbero essere vicini Giovanni Mauro e Maurizio Tumino.
