di redazione
Gli argomenti e i fatti dei quali i 5 Stelle di Ragusa non si occupano
La Siclia ribolle di problemi e di problematiche, il Movimento 5 Stelle è attivo e presente su tutti, fa sentire la sua voce, sempre in termini costruttivi.
A Ragusa, unico capoluogo amministrato dal Movimento 5 Stelle, certi problemi sembrano non esistere, confinati al di là delle montagne che cingono la città. Nessuno degli amministratori fa sentire la sua voce, meno che mai gli addetti alla comunicazione, silenzio assoluto del gruppo consiliare che, forse, per la maggior parte, non ha nemmeno contezza delle vicende di carattere regionale.
Ci serviremo del puntuale servizio curato dagli addetti stampa del Movimento per informare degli interventi e delle azioni che il Movimento 5 Stelle porta avanti in Sicilia.
Per il gruppo pentastellato all’Assemblea Regionale Siciliana, “Dopo la condanna della Corte di Conti, è doveroso un passo indietro di Cracolici. Rimetta il mandato di assessore o, in caso contrario, sia Crocetta a revocarglielo”
Il gruppo parlamentare all’Ars del M5S chiede un “doveroso passo indietro” a Cracolici, dopo la pronuncia della magistratura contabile sulle cosiddette spese pazze all’Ars.
“La pesante condanna della Corte dei conti a Cracolici è un severissimo giudizio sull’inopportuna e allegra gestione dei soldi dei contribuenti e non può passare inosservata.
Benché si tratti soltanto di una sentenza di primo grado, l’assessore all’Agricoltura non è più nelle condizioni di rappresentare i siciliani, pertanto rimetta il mandato o, in caso contrario, sia Crocetta a revocarglielo”.
“Sarebbe opportuno– dicono i deputati – che fosse lui a farlo o il Pd a chiederglielo, in un improbabile e residuale rigurgito di orgoglio, per cercare di salvare le ultime parvenze di credibilità delle istituzioni di fronte ai cittadini.
In caso contrario dovrebbe essere Crocetta, il presidente della rivoluzione a parole, ad intervenire”.
Sulle condanne della Corte de Conti i deputati fanno poi una riflessione. “Ci piacerebbe sapere – dicono – che seguito abbiano quelle passate in giudicato.
Ci riferiamo, ad esempio, a quella milionaria inflitta al segretario generale della Regione, Patrizia Monterosso e ad altri dirigenti ed ex assessori per la questione extra-budget della Formazione professionale”.
