di redazione
Gli argomenti e i fatti dei quali i 5 Stelle di Ragusa non si occupano
La Siclia ribolle di problemi e di problematiche, il Movimento 5 Stelle è attivo e presente su tutti, fa sentire la sua voce, sempre in termini costruttivi.
A Ragusa, unico capoluogo amministrato dal Movimento 5 Stelle, certi problemi sembrano non esistere, confinati al di là delle montagne che cingono la città. Nessuno degli amministratori fa sentire la sua voce, meno che mai gli addetti alla comunicazione, silenzio assoluto del gruppo consiliare che, forse, per la maggior parte, non ha nemmeno contezza delle vicende di carattere regionale.
Ci serviremo del puntuale servizio curato dagli addetti stampa del Movimento per informare degli interventi e delle azioni che il Movimento 5 Stelle porta avanti in Sicilia.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, all’Assemblea Regionale Siciliana, on.le Angela Foti interviene a proposito delle questioni riguardanti l’esattore Riscossione Sicilia e il possibile ingresso nell’isola di Equitalia.
Queste le sue dichiarazioni in merito:
“Scongiurare a tutti i costi l’ipotesi Equitalia in Sicilia”.
Il M5S all’Ars invita la politica a “non prendere nemmeno in considerazione l ‘ipotesi di affidare la riscossione delle tasse ad Equitalia, cosa che sancirebbe di fatto l’ennesimo strappo alla nostra autonomia e calpesterebbe per l’ennesima volta lo statuto, che prevede espressamente che la Sicilia abbia la piena titolarità della riscossione tributaria”.
“Dobbiamo lottare – dice il capogruppo Angela Foti – perché la Sicilia mantenga la sua prerogativa di riscuotere le tasse, senza stendere tappeti rossi ad una società che è diventata l’incubo di tantissimi cittadini. Le tasse vanno pagate, ma ciò non toglie che il fisco debba mantenere quel volto umano che non sempre ha mostrato in tante parti d’Italia”.
“Il problema – continua la Foti – non è la riconferma o meno di Fiumefreddo, ma la mancanza di un piano industriale che renda la società di riscossione in Sicilia sana e credibile.
E’ certo, però, che l’imposizione del presidente appena cacciato è un sonoro schiaffo di Crocetta ai partiti della propria maggioranza.
Vedremo se questi avranno un sussulto di orgoglio o, come è molto più prevedibile, ingoieranno l’enorme rospo e rimarranno incollati alla poltrona e ai loro lauti stipendi.
Sappiano, comunque, che se presenteranno una mozione di sfiducia, potranno partire dalle nostre 14 firme. A prescindere da Riscossione Sicilia, la pratica Crocetta va archiviata prima possibile nell’interesse di tutti i siciliani”.
